Vicinanza e preghiera alle persone colpite dal terremoto

Alle 7 e 41 del mattino del 30 ottobre una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.5 ha causato il crollo della basilica di San Benedetto e ha danneggiato ogni casa del centro storico di Norcia, al punto da costringere i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile, che in un primo momento erano rimasti all’interno delle mura, alla evacuazione completa. La scossa è stata la più violenta registrata in Italia dal 1980 ad oggi, più forte di quella de L’Aquila del 2009, più forte di quella di Amatrice del 25 agosto scorso e per la prima volta non ci sono state vittime e nemmeno feriti gravi.
Secondo l’Istituto di geofisica e vulcanologia, dal 24 agosto i terremoti registrati sono stati oltre 21.600:
– 615 di magnitudo compresa tra 3 e 4,
– 40 quelli di magnitudo compresa tra 4 e 5
– 5 quelli di magnitudo maggiore o uguale a 5.
Solo dopo il terremoto di magnitudo 6,5 del 30 ottobre le repliche complessive sono state oltre 1.600.
Secondo l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Irea-Cnr) il terremoto ha deformato complessivamente una zona estesa di 1.100 chilometri quadrati. Dalle immagini inviate a Terra dai satelliti Cosmo SkyMed e Sentinel 1 è emerso che l’area di Norcia si è spostata di 30 centimetri verso Ovest, mentre quella di Montegallo si è mossa di circa 40 centimetri verso Est.

Sono oltre 26.000 le persone assistite dalla Protezione Civile in 4 regioni.

Legambiente ha lanciato l’allarme sulla sicurezza degli istituti scolastici: solo il 12,8% degli edifici è sicuro in caso di terremoto, e solamente una scuola su due ha i certificati di collaudo e idoneità statica.
Quasi il 90% delle scuole italiane sono costruite senza criteri antisismici!

Salute e …peggio nun nisse.

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Soccorso stradale anche per gli animali

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 289 il decreto attuativo del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che prevede l’obbligo di soccorrere anche gli animali in caso di incidente. Il decreto ministeriale, che è entrato in vigore il 27 dicembre u.s., fissa anche le caratteristiche delle autoambulanze veterinarie (utilizzeranno sirena e lampeggiante, le attrezzature specifiche saranno individuate dal Ministero della Salute), la certificazione anche successiva dello stato di necessità di intervento sull’animale da parte di un veterinario e gli stati patologici che fanno scattare questo riconoscimento, cioè trauma grave, ferite aperte, emorragie, convulsioni.

La coscienza dovrebbe farci fermare a soccorrere qualsiasi essere vivente anche senza una norma scritta che ci “obblighi” a farlo, ma spesso la nostra moralità è troppo scarsa, e può risultare estremamente difficile osservare anche principi ritenuti giusti e onesti!
Soccorrere gli animali in strada può essere comunque difficile o persino pericoloso. La Lega Anti Vivisezione sul sito web dà alcuni consigli: 

– Se si trova un cane o un gatto ferito bisogna avvicinarlo sempre, se le condizioni lo permettono, con grande cautela e calma. In mancanza di un numero di pronto soccorso specifico e pubblico per animali feriti (ce ne dovrebbe essere uno per ogni canile pubblico) è necessario rivolgersi al Servizio Veterinario della ASL di competenza territoriale se l’animale non è di proprietà (in questo caso l’affidatario dovrà rivolgersi al suo medico veterinario). I Servizi Veterinari delle ASL devono avere reperibilità anche notturna e festiva e sono obbligati a intervenire per il ritiro dell’animale non di proprietà. Il mancato intervento è denunciabile perché si tratta di un pubblico servizio.

– Se si trova un animale selvatico in difficoltà bisogna contattare la Polizia Provinciale competente per territorio, oppure il Corpo Forestale dello Stato al numero unico nazionale 1515, che vi metterà in contatto con la stazione del Corpo Forestale più vicina al luogo di ritrovamento. Per soccorsi in situazioni particolari (tetti, alberi, cunicoli) chiamare i Vigili del Fuoco al numero nazionale 115. Se l’animale selvatico è in mare chiamare la Guardia Costiera – Capitaneria di Porto al numero nazionale 1530 che per cetacei e tartarughe è in collegamento con strutture di ricovero e cura. Se l’animale selvatico è considerato pericoloso, oltre a un forza di Polizia si deve chiamare il Servizio Veterinario Azienda USL.

Salute e …peggio nun nisse.

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