Tutti sempre più stupidi

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Secondo uno studio condotto da Bernt Bratsberg e Ole Rogeberg del Centro Ragnar Frisch per la Ricerca Economica in Norvegia e pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, stiamo diventando tutti sempre meno intelligenti.
A partire dagli anni ’70 i punteggi dei test di Quoziente Intellettivo (QI) sono risultati sempre più bassi, rilevando una tendenza a perdere in media 7 punti per ogni generazione.
I ricercatori hanno analizzato i test di 730.000 giovani uomini durante l’ingresso nel servizio militare norvegese, dal 1970 al 2009, scoprendo che i valori stanno calando ad ogni generazione. Ricerche precedenti avevano mostrato che nel corso dell’ultimo secolo il QI era in crescita, un fenomeno conosciuto come effetto Flynn, probabilmente grazie ad un insieme di fattori, come miglioramenti nell’alimentazione e nella salute, educazione e altri.
Questo fenomeno potrebbe essere dovuto, oltre che a fattori ambientali, anche a cambiamenti nello stile di vita e nei sistemi educativi, insieme alla tendenza dei bambini di oggi a leggere poco e passare molto tempo con i videogiochi.

Salute e …peggio nun nisse.

Il mio sito è stato “hackerato”

Il mio sito è stato violato da un hacker: come è potuto accadere? Perché?

Mi sono un po’ informato…
Può capitare talvolta che un sito venga “hackerato“, ossia compromesso da una qualche fonte esterna. Le azioni più comuni sono le seguenti:

  • defacing: termine inglese che ha il significato letterale di “sfregiare, deturpare, sfigurare”, in gergo viene usato “defacciare”. Consiste nel cambiare illecitamente la home page di un sito web (la sua “faccia”) o modificarne, sostituendole, una o più pagine interne. Le motivazioni di tale atto vandalico possono essere di vario tipo, dalla dimostrazione di abilità a ragioni ideologiche.

  • phishing: all’interno del sito viene inserita una pagina che imita (più o meno fedelmente) la grafica di siti bancari o postali allo scopo di indirizzare degli utenti (con opportune azioni via email) verso questa pagina, che verrà utilizzata per cercare di ottenere dalle vittime la password di accesso al conto corrente o carpirne i dati della carta di credito.

  • spam: all’interno del sito viene inserito uno script che comincerà ad inviare messaggi indesiderati (generalmente commerciali) tramite il server “ospite”.

  • DDoS: è la sigla di Distributed Denial of Service. Si tratta di un attacco in cui si esauriscono deliberatamente le risorse di un sistema informatico che fornisce un servizio, ad esempio un sito web, fino a renderlo non più in grado di erogare il servizio. Gli attacchi vengono abitualmente attuati inviando molti pacchetti di richieste, di solito ad un server Web, FTP o di posta elettronica saturandone le risorse e rendendo tale sistema “instabile”. Gli attaccanti (“hacker”) tendono a non esporsi direttamente, dato che per le forze dell’ordine sarebbe relativamente semplice risalire ai computer utilizzati per l’attacco; quindi infettano precedentemente con dei virus o worm un numero elevato di computer inconsapevoli, detti zombie. Quando il numero di zombies è ritenuto adeguato, o quando viene a verificarsi una data condizione, i computer infetti si attivano e sommergono con richieste di connessione il server bersaglio, vero obiettivo dell’azione.

Raramente attacchi di questo tipo vengono effettuati verso specifici siti web (es. beppegrillo.it – il sito di Poste Italiane – il sito di Alex Schwazer); numerosi esempi di questo tipo possono essere visti sul blog ufficiale di Anonymous Italia. Nella realtà, la quasi totalità di queste azioni non viene effettuata da un qualche hacker, operatore “umano”, ma viene svolta da “BOT”, cioè da software che fanno scan continui e sistematici in internet, alla ricerca di siti facili da violare in maniera “automatica”, senza l’intervento di nessun operatore umano.

Il bot (abbreviazione di robot) in terminologia informatica in generale è un programma che accede alla rete attraverso lo stesso tipo di canali utilizzati dagli utenti umani (per esempio che accede alle pagine Web, invia messaggi in una chat, si muove nei videogiochi, e così via). Programmi di questo tipo sono diffusi in relazione a molti diversi servizi in rete, con scopi vari ma in genere legati all’automazione di compiti che sarebbero troppo gravosi o complessi per gli utenti umani.

In genere un sito è “facile da violare” quando è presente una qualche vulnerabilità, come per esempio:

  • uso di CMS non aggiornati: Moltissimi siti vengono oggi realizzati per mezzo di CMS (WordPress, Joomla, Drupal…). Si tratta di software complessi, che possono nascondere al loro interno dei bug che li rendono violabili. Non appena uno di questi bug viene scoperto, normalmente in poco tempo viene rilasciato un aggiornamento che lo risolve. Se però questo aggiornamento non viene installato, il sito resterà vulnerabile e può capitare che un BOT che lavora in modo sistematico lo trovi, per cui sfrutterà (sempre automaticamente) questa vulnerabilità per fare poi quello che vuole all’interno del sito.
    SOLUZIONE: mantenere sempre aggiornato il proprio CMS.

  • uso di plugin o temi non aggiornati: anche i plugin ed i temi sono software complessi, che possono celare al loro interno delle vulnerabilità.
    SOLUZIONE: mantenere sempre aggiornati i plugin ed i temi.

  • uso di plugin o temi infetti: Il plugin può avere inserita al suo interno una certa vulnerabilità, che può essere sfruttata in seguito, dopo che il plugin si sarà diffuso.
    SOLUZIONE: usare solo ed esclusivamente plugin e temi di “buona reputazione”, e scaricarli solo ed esclusivamente da siti affidabili.

  • uso di password banali: un BOT prova password a caso scelte da una libreria di circa un milione di password più comuni: ai primi posti i vari “pippo”, “123456”, “qwerty”, ecc.
    SOLUZIONE: usare password complesse, di almeno 12 caratteri, che utilizzino lettere maiuscole, minuscole, numeri e caratteri speciali, e che non siano riconducibili ad alcun significato.

  • presenza di virus o malware su uno dei PC usati per gestire il sito: Se il PC che viene utilizzato per gestire il sito è infetto da un virus o da un malware, può capitare che questo malware prenda tutte le password memorizzate nel browser e le invii ad un BOT esterno…
    SOLUZIONE: – utilizzare sempre un buon antivirus aggiornato – se si utilizza un PC “estraneo” per gestire il sito, non memorizzare la password nel browser – se si usa un PC “estraneo”, una volta tornati sul proprio PC modificare la password.

COSA FARE SE IL PROPRIO SITO È STATO VIOLATO

  • cancellare tutti i contenuti

  • controllare se il CMS è aggiornato; se non lo fosse, aggiornarlo

  • controllare ed aggiornare TUTTI i plugin utilizzati; eliminare qualsiasi plugin di cui non si è CERTI della genuinità

  • controllare ed aggiornare il tema; se non si è certi della sua genuinità, cambiarlo

  • fare un approfondito check antivirus del proprio PC e di qualsiasi altro PC utilizzato nel corso degli ultimi mesi per gestire il proprio sito

  • modificare tutte le password utilizzate per la gestione (password di amministratore del CMS, password FTP, password di accesso ai db)

  • concluse queste operazioni, ricaricare i contenuti del sito.

da NewMediaLabs (modificato)

Salute e …peggio nun nisse.

Berlusconi protagonista al ‘The Daily Show’

The Daily Show è un programma televisivo americano di satira, che fa la parodia dei telegiornali e dei programmi di approfondimento politico della televisione statunitense.

Martedì 11 dicembre 2012 Jon Stewart ha condotto una puntata dedicata a Berlusconi: il servizio satirico, tra gustose risate, ha ricordato gli scandali, la corruzione, il Bunga Bunga di cui Berlusconi è stato il protagonista. Sul sito web del The Daily Show è anche riportato che “sei settimane dopo essere stato condannato per frode fiscale, il controverso ex primo ministro italiano Silvio Berlusconi ha annunciato la sua intenzione di chiedere la rielezione”.

In definitiva ci si chiede come può una persona del genere ricandidarsi un’altra volta? Quale credibilità può avere?

Salute e …peggio nun nisse.

Videogiochi indipendenti

I giochi indie (abbreviazione dell’inglese independent) sono così detti perché considerati videogiochi indipendenti, spesso sviluppati da una singola persona o da piccoli gruppi di programmatori, che lavorano senza l’ausilio economico di un editore. Sono giochi progettati con la volontà di accettare i rischi insiti nel dare la priorità alle scelte creative dell’autore e solitamente fanno affidamento alla distribuzione digitale. Questi giochi pur essendo realizzati a basso costo (spesso sono sviluppati con strumenti gratuiti / open source), pur non essendo basati su motori grafici avanzati e pur non avendo una grande storia dietro hanno riscosso popolarità grazie soprattutto all’idea che c’è dietro. Una indagine effettuata su un gruppo di videogiocatori ha rilevato che le caratteristiche ideali che rendono appetibile un gioco indie agli appassionati sono uno stile accattivante, un gameplay convincente e una grafica curata, ma a volte anche un semplice bianco e nero può bastare.

Negli ultimi anni stanno avendo sempre più ampio seguito, e c’è chi ha avuto un grande successo con milioni di copie vendute.

Il mondo dei giochi indie è sempre in attivo, vengono organizzati prestigiosi contest e manifestazioni come l’Indipendent Games Festival o l’Indie Game Challenge dove i vincitori ottengono importanti riconoscimenti e premi. Tra i più ambiti premi assegnati annualmente nell’industria dei videogiochi, i Game Developers Choice Awards di quest’anno hanno visto scontrarsi grandi titoli e giochi indipendenti, team di varie dimensioni e provenienza.

http://www.kjow.net/

Un videogioco che mi ha particolarmente colpito è Slot Cars – The Video Game che è un simulatore di piste elettriche, come quelle che hanno fatto divertire migliaia di ragazzi negli anni ’60, ’70, ’80 e lo fanno anche ora.
La Scalextric, un’azienda inglese, da oltre 50 anni realizza piste elettriche, mentre in Italia l’azienda più famosa nel costruire le piste elettriche era la Polistil (originariamente denominata Policar, marchio commerciale della Politoys).
Il videogioco Slot Cars – The Video Game simula fedelmente le piste elettriche: ti permette di scegliere il modello dell’auto che più ti piace, puoi scegliere la pista oppure la puoi costruire tramite l’editor integrato, puoi scegliere il livello di difficoltà e vari altri settaggi. Si può seguire l’azione attraverso numerosi tipi di telecamere e, soprattutto, le auto sfrecciano e slittano sulle piste in maniera più che realistica, tanto che calibrandone attentamente la velocità è perfino possibile farle derapare per invertirne il senso di marcia. Puoi giocare da solo (contro il tempo) o contro un avversario.

Salute e …peggio nun nisse.

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