La crisi economica impedisce una vita in salute

È stato pubblicato recentemente il rapporto Review of social determinants and the health divide in the WHO European Region, redatto dall’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), che rivela che la crisi economica ha portato a un grave aumento delle disuguaglianze nello stato di salute sia tra i diversi paesi del continente europeo sia all’interno dei singoli paesi.

Dal rapporto emerge con evidenza che la salute è fortemente correlata alle condizioni di vita e di lavoro, condizioni che si riflettono in particolare sullo stato di salute dei più piccoli.
Nei paesi dell’Est i livelli di povertà infantile sono rimasti costanti; ma anche nei paesi occidentali ci sono alti tassi di povertà infantile, che variano dal 10 al 33 per cento.

Secondo Michael Marmot, dell’University College di Londra, l’istituzione che ha curato il coordinamento della ricerca, “la disoccupazione ed in particolare i livelli persistentemente elevati di disoccupazione giovanile sono un dato estremamente preoccupante per la salute pubblica: dato che il livello economico-sociale appare all’incirca inversamente proporzionale alle speranze di vita e ancor più agli anni di vita in buona salute, un’intera generazione di persone costrette alla precarietà economica fa prevedere, a media-lunga scadenza, un pesante peggioramento della situazione sanitaria”.
I governanti che si preoccupano per la salute della popolazione dovrebbero fare attenzione all’impatto delle loro politiche sulla vita delle persone, e soprattutto all’impatto sulle disuguaglianze. La disuguaglianza nella salute uccide. È socialmente ingiusta, inutile ed evitabile, e viola il diritto umano alla salute.

Salute e …peggio nun nisse.

Non ricoverarti nel weekend

Uno studio britannico, condotta all’University College di Londra e le Università di Birmingham e dell’East Anglia e pubblicato sul Journal of the Royal Society of Medicine, ha scoperto che i malati hanno il 16% in più di rischio di morire se vengono ricoverati di domenica, rispetto ai giorni a metà della settimana.
La revisione ha esaminato tutti i ricoveri in un anno (più di 14 milioni, sia d’emergenza che programmati) negli ospedali del Servizio sanitario inglese. Il ricovero da martedì a venerdì è stato associato con il più basso rischio di morte ospedaliera, mentre quello di domenica con il pericolo più alto.
Dietro questo fenomeno potrebbero celarsi ragioni diverse; fra cui anche il fatto che i pazienti che arrivano nelle strutture durante il weekend potrebbero essere in condizioni più gravi, altrimenti magari avrebbero aspettato qualche giorno, rinviando il ricovero ai giorni feriali. Ma forse anche il fatto che nel weekend lo staff sia ridotto e ci siano più ‘dottorini’ e meno medici esperti, insieme a una maggior difficoltà nell’accedere ai test diagnostici.

Salute e …peggio nun nisse.

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