Sesso e felicità

Una ricerca condotta da Gillian Einstein, docente di psicologia alla University of Toronto, ha indagato sul rapporto tra sesso e felicità. È stato visto per esempio che modificando la frequenza dei rapporti sessuali da uno al mese ad uno alla settimana si ottiene una felicità che equivale a quella generata dall’avere un aumento di 50.000 dollari.
Molte comunque le differenze fra paese e paese: il 71% delle donne italiane e l’83% di quelle russe indicano il sesso come ingrediente essenziale per essere felici, mentre olandesi e inglesi mettono al primo posto “avere un buon partner”.
Il 70% delle donne italiane ha anche dichiarato che avere un po’ di tempo per sé è un requisito essenziale per potersi dire soddisfatte.

Sesso senza amore?

Per alcuni uomini, ma anche per alcune donne, il solo sesso senza amore può condurre una qualche forma di felicità. Ma per altri può essere insoddisfacente dal punto di vista emozionale. Entrando un po’ nel tecnico, a seguito dell’orgasmo (sia femminile che maschile) si ha la produzione di ossitocina, un ormone peptidico che gioca un ruolo fondamentale nei legami di coppia e in genere nei comportamenti sociali. Perciò è improbabile immaginare che se entrambi i partner arrivano all’orgasmo non provino una sensazione di unione tra loro, che è comunque un sentimento molto simile all’amore.

Salute e …peggio nun nisse.

Annunci

La società italiana sembra franare verso il basso

Il Rapporto annuale sulla situazione del Paese nel 2010 diffuso dall’Istat riporta che l’economia mondiale ha recuperato i livelli di attività pre-crisi, ma la ripresa è stata molto disomogenea tra aree economiche. L’Italia è il fanalino di coda nell’Ue per la crescita; l’Italia è cresciuta a un ritmo pari a circa la metà di quello medio dell’Unione nelle fasi di espansione.
É vero che l’Italia ha mantenuto il rigore sui conti: l’indebitamento è diminuito grazie al contenimento della spesa, ai tagli sulle uscite in conto capitale, alla ridotta indicizzazione delle pensioni e al blocco dei contratti della PA.
In calo le presenze di turisti italiani, in crescita quelle degli stranieri.
Tasso di inattività: 48,9 per cento per le donne, 26,7 per gli uomini. In Italia 2 milioni di persone rinunciano a cercare lavoro, più che doppia la quota degli scoraggiati in confronto all’Ue. Il tasso di occupazione degli stranieri scende più che in Europa.
L’obiettivo per Europa 2020 è che il 40 per cento dei 30-34enni deve avere un’istruzione terziaria (laurea). L’Italia è al quartultimo posto nella graduatoria Ue. Europa 2020 fissa l’obiettivo di abbandoni scolastici prematuri al di sotto del 10 per cento; l’abbandono scolastico riguarda tutti i paesi dell’Unione europea. L’Italia peggio di Germania e Francia. Solo metà di chi abbandona prematuramente la scuola lavora.
La media Ue dell’occupazione dei 20-64enni è 68,6% e l’Italia è agli ultimi posti della classifica. In Italia meno della metà delle donne è occupata, nell’Ue quasi due terzi.
In Italia un quarto della popolazione è a rischio di povertà o di esclusione sociale (24,7 %), un valore più elevato della media europea (23,1 %). Nelle regioni meridionali dell’Italia, dove risiede circa un terzo della popolazione nazionale, vive il 57 per cento delle persone a rischio di povertà o esclusione.

Non so se basta una barzelletta o un invito al bunga bunga a ritirami su…

Salute e …peggio nun nisse.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: