Dalla Grecia all’Italia: una faccia, una razza…

In Grecia le famiglie hanno difficoltà non solo con il lavoro, ma addirittura a sopravvivere.

Leonidas Nikas, il direttore di una scuola elementare di Atene, ha raccontato che ha visto bambini che a scuola cercano cibo nella spazzatura, altri che chiedono ai compagni gli avanzi della merenda, o bimbi piegati in due per i crampi della fame o che svengono.
Si calcola che nel 2012 circa il 10% degli studenti di scuole elementari e medie abbia sofferto la fame. Inoltre i casi di malnutrizione sono aumentati moltissimo.
Secondo un rapporto dell’Unicef del 2012, oltre il 26% tra le famiglie greche più povere con bambini, ha una dieta economicamente debole. Il fenomeno è evidente soprattutto tra gli immigrati, ma si sta diffondendo anche tra i greci nelle aree urbane.


Salute e …peggio nun nisse.

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Il profilattico è utile

Per la Rai e per il ministero della Salute Renato Balduzzi la parola profilattico è ancora un tabù. I conduttori e le redazioni dei programmi coinvolti nelle celebrazioni della giornata mondiale contro l’Aids mercoledì scorso, hanno ricevuto un’email con priorità alta, firmata da Laura De Pasquale, funzionaria della tv di Stato: «Carissimi, segnalo che nelle ultime ore il ministero ha ribadito che in nessun intervento deve essere nominato esplicitamente il profilattico; bisogna limitarsi al concetto generico di prevenzione nei comportamenti sessuali e alla necessità di sottoporsi al test Hiv in caso di potenziale rischio. Se potete, sottolineate questo concetto».

Da uno studio di diverse agenzie Onu, dall’Organizzazione mondiale per la sanità (Oms), Unicef e Onusida emerge che negli ultimi cinque anni i morti per Aids sono calati del 22%, mentre gli infettati dall’Hiv sono scesi del 17%. In Italia, secondo le cifre dell’Istituto superiore di sanità, il numero delle persone viventi con infezione da Hiv (compresi i casi con Aids e le persone che ignorano di essere infette) è aumentato passando dai 135.000 casi nel 2000 ai 157.000 del 2010. L’aumento dipende soprattutto dalla maggiore sopravvivenza legata alle terapie antiretrovirali.
Non è pensabile che non possiamo combattere l’Hiv partendo dall’origine, cioè evitando che l’infezione si diffonda. Nella lotta contro l’Aids la prima cosa veramente importante è il profilattico.
È una semplice parolina che pochi hanno il coraggio di dire…

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Salute e …peggio nun nisse.

Més que un club

Il Futbol Club Barcelona, abbreviato in Barça, è tra le più titolate polisportive europee. È l’unica squadra europea ad aver disputato le competizioni europee in tutte le stagioni agonistiche dal 1955-1956 ad oggi.
Benché sia più famosa per la sezione calcistica, la società comprende anche altre squadre sportive professionistiche: pallacanestro, pallamano, hockey su pista, hockey su pattini in linea e football americano.
Da novembre 2009 la società conta oltre 172.000 soci: costituisce il più grande esempio di azionariato popolare nel mondo, record per un club calcistico. Inoltre è uno dei club più ricchi del mondo: nella stagione 2008-2009 era il secondo club più ricco del pianeta, con un budget di 365,9 milioni di euro.

Il FC Barcelona ha esercitato nel corso della propria storia una funzione rappresentativa di difesa dei valori catalani e si è sempre segnalato per attività e azioni di difesa della cultura e della lingua catalana; inoltre si è schierato in più di una circostanza a favore delle rivendicazioni autonomistiche della Catalogna.

Il Barça ha rifiutato di portare loghi di sponsor sulla maglia. Il motivo della scelta è legata al fatto che i colori tradizionali della squadra, il blu e il granata, sono visti come un simbolo della Catalogna e i loghi degli sponsor sono considerati invadenti. Ha perfino rifiutato un’offerta della società di scommesse austriaca Bwin pari a 110 milioni di euro per 5 anni di sponsorizzare con il marchio della società da porre al centro della parte frontale della maglietta. Il motivo della drastica decisione è da ricondursi al motto della società: Més que un club (“Più di un club”).

Dall’inizio degli anni ottanta il club si è segnalato per i gesti di solidarietà. Con l’arrivo del presidente Joan Laporta la dirigenza ha manifestato più volte l’intenzione di incrementare i fondi destinati alle cause sociali, esprimendo il desiderio che il club fosse conosciuto a livello mondiale per la sua inclinazione solidaristica.
Dal 2006 il club devolve ogni anno lo 0,7% del ricavato annuale societario all’UNICEF. Inoltre il Barcelona ha collocato il logo dell’UNICEF al centro delle proprie maglie, contravvenendo alla storica regola del club secondo cui ogni tipo di pubblicità sulle divise era proibita. Il Barcelona si è impegnato a versare nelle casse dell’agenzia dell’ONU 1,5 milioni di euro all’anno per 5 anni.

Il palmarès del Barcelona è ricchissimo; questi i titoli ufficiali riconosciuti da UEFA e FIFA:

54 Titoli nazionali

  • 19 Campionati spagnoli
  • 25 (record) Coppa di Spagna
  • 8 (record) Supercoppa di Spagna

11 Titoli internazionali

  • 3 Coppa dei Campioni/Champions League
  • 4 (record) Coppa delle Coppe
  • 3 Supercoppa UEFA
  • 1 Coppa del Mondo per club

Salute e …peggio nun nisse.

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