Lo staff medico di Palazzo Chigi


Secondo il Secolo XIX lo staff medico presso la presidenza del Consiglio ammonterebbe ad una trentina di persone. Il quotidiano genovese spiega che a dirigere la struttura è la dottoressa Bruna Vercelli, con uno stipendio che dovrebbe aggirarsi intorno ai 200mila euro annui; otto collaboratori di livello, per un costo totale di 798mila euro; un esperto e un professore esterni all’amministrazione, cinque funzionari (con uno stipendio tra 35 e 40mila euro annui a testa), sette impiegati (pagati tra i 25mila e i 30 mila euro ciascuno) e sette infermieri professionali che in totale costano allo Stato poco più di 200mila euro all’anno. Il costo complessivo quindi si avvicina ai tre milioni di euro l’anno. Giustamente l’articolo si chiede perché i tagli alla Sanità non hanno colpito Palazzo Chigi.

Salute e …peggio nun nisse.

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Antipolitica

Un recente sondaggio di Swg dà il Movimento 5 stelle al 7,2% nazionale nelle intenzioni di voto degli italiani. Avanti a leghisti, centristi, finiani, vendoliani e dipietristi. E così dai partiti si leva l’allarme; ed oggi che la fiducia nei partiti è ai minimi storici, Grillo fa ancora più paura. Nichi Vendola ha affermato: «Grillo è un fenomeno di populismo che non ha le caratteristiche per offrire una prospettiva al nostro Paese». E il segretario del Pd Pier Luigi Bersani: «Abbiamo in giro molti apprendisti stregoni che sollevano un vento cattivo… Se non contrastiamo l’antipolitica, spazza via tutti».

Antipolitica? Non può essere più sopportato questo andazzo e questo malcostume. In Italia la politica è fatta da disonesti nulla-facenti che rubano soldi a chi deve lavorare per vivere.

Da un’inchiesta di L’Espresso da quando non è più premier, Berlusconi diserta la Camera; D’Alema non ha mai presentato nemmeno un atto da inizio legislatura; Tremonti ha il due per cento di presenze; Alfano salta nove sedute su dieci; La Russa va a votare sette volte su cento. Ma prendono tutti lo stipendio (pieno) di parlamentare.

Vogliamo fare un confronto tra le retribuzioni dei parlamentari e gli stipendi degli elettori? Un onorevole italiano guadagna circa 6 volte e mezzo più di un suo elettore. Un rapporto che non ha paragoni in Europa.

Per andare in pensione ai cittadini viene chiesto di lavorare 42 anni, ai parlamentari ne bastano cinque. E incassano già a 60 anni, sei in meno dei comuni mortali.

La crisi imperversa ma le sovvenzioni facili e gli sprechi pubblici continuano a correre. Con regioni, province e comuni che spendono per le iniziative più strampalate e inutili. Denaro pubblico che viene dilapidato per soddisfare i sollazzi delle clientele elettorali e accrescere la fortuna degli eletti. Raduni di spazzacamini. Tornei di tennis. Spedizioni subacquee. Partecipazioni a gare di aeromodellismo. Eventi musicali. E naturalmente, tante belle feste. Tutto per ottenere consensi e voti, a spese del contribuente.

Le reazioni dei parlamentari a chi chiede una classe politica un po’ più sobria è nauseante: Dodicimila euro al mese? Sì, ma «abbiamo tante spese, il mutuo, i figli, le cene per la rielezione». E poi «per fare i parlamentari serve decoro», «mica possono mandarci nudi per strada», «faccio pure la spesa alla Coop».

Salute e …peggio nun nisse.

Non è solo un euro e cinquanta in più

Rincara a 112 euro il canone di abbonamento alla Rai per il 2012: l’aumento è legato all’adeguamento al tasso di inflazione reale, recupero che è previsto dall’articolo 47 del Testo Unico della televisione. É dal gennaio 2009 che il canone Rai cresce di anno in anno di un euro e cinquanta.

Invece gli stipendi degli italiani, colpiti dalla pressione fiscale e dalla mancata crescita, sono ormai fermi da 10 anni. I dipendenti pubblici hanno congelate fino al 2014 le buste paga. È bloccata anche la rivalutazione delle pensioni per due anni.

L’Italia si colloca al 22esimo posto su 34 nella classifica dei salari netti: nel Regno Unito la retribuzione netta è stata di 11 mila euro superiore a quella italiana; in Germania hanno preso quasi 5 mila euro in più che da noi, in Francia 2 mila e perfino in Spagna ci hanno superato di circa 1.500 euro.

Però la “revisione” degli stipendi dei parlamentari è stata rinviata all’anno prossimo!

Seconto i dati Istat il divario tra la crescita dei prezzi su base annua e quella delle retribuzioni è il più alto dal 1997: i primi aumentano del 3,3%, gli ultimi dell’1,5% (sono fermi i salari nella pubblica amministrazione!).
Oggi riportano che la Borsa Italiana ha perso il 25,28% nel 2011; aveva perso il 12% nel 2010.

Non c’è da stupirsi se a Natale c’è stato il crollo dei consumi: secondo dati elaborati dall’Osservatorio di Federconsumatori sono stati spesi 400 milioni in meno…

Non crolla la fiducia dei consumatori: crolla la fiducia degli italiani!

Salute e …peggio nun nisse.

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