Avete rotto i coglioni

L’onorevole Franco Barbato (Idv) dopo un lungo intervento in Aula contro gli stipendi d’oro dei manager, conclude dicendo: «… la spending review è per gli italiani, non per i palazzi pubblici. Anzi voglio dirvi una cosa a nome di tutti i giovani italiani, a questa maggioranza: che avete rotto i coglioni ai giovani italiani!»
Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha immediatamente reagito dicendo : «Lei non può usare in quest’Aula un linguaggio da trivio», e lo ha espulso.

Già il linguaggio da trivio non è proprio ammissibile nel parlamento, dove siedono in eleganti abiti su misura, mafiosi, collusi, pregiudicati, ladri, faccendieri, mignotte, piduisti, etc. etc.

Salute e …peggio nun nisse.

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La dolce vita del Trota a spese della Lega

“Dei nostri soldi possiamo fare quello che vogliamo, anche buttarli dalla finestra”, disse un giorno Umberto Bossi.
E tra tutte le possibili destinazioni delle risorse della Lega c’erano anche i capricci del giovane Renzo.
Si viaggiava spessissimo non per impegni politici ma per partecipare a serate mondane: feste, cene, discoteche. Sono gli ex autisti e bodyguard di Bossi jr a rivelarlo.
Come un fiume ininterrotto dalle casse della Lega uscivano i soldi per alimentare la dolce vita del Trota: secondo un autista, licenziato in tronco, “Renzo Bossi costava alla Lega 14 mila euro al mese, a parte lo stipendio da consigliere regionale (12.555 euro mensili): Dodicimila euro per gli stipendi dello staff (due autisti e la segretaria) più altri duemila in contanti che venivano dati dalla Lega per le sue spese correnti. In due anni quasi 600 mila euro che l’Italia ha pagato a questo ragazzo”.

E se gli chiedessimo di restituirli?

Salute e …peggio nun nisse.

Non è solo un euro e cinquanta in più

Rincara a 112 euro il canone di abbonamento alla Rai per il 2012: l’aumento è legato all’adeguamento al tasso di inflazione reale, recupero che è previsto dall’articolo 47 del Testo Unico della televisione. É dal gennaio 2009 che il canone Rai cresce di anno in anno di un euro e cinquanta.

Invece gli stipendi degli italiani, colpiti dalla pressione fiscale e dalla mancata crescita, sono ormai fermi da 10 anni. I dipendenti pubblici hanno congelate fino al 2014 le buste paga. È bloccata anche la rivalutazione delle pensioni per due anni.

L’Italia si colloca al 22esimo posto su 34 nella classifica dei salari netti: nel Regno Unito la retribuzione netta è stata di 11 mila euro superiore a quella italiana; in Germania hanno preso quasi 5 mila euro in più che da noi, in Francia 2 mila e perfino in Spagna ci hanno superato di circa 1.500 euro.

Però la “revisione” degli stipendi dei parlamentari è stata rinviata all’anno prossimo!

Seconto i dati Istat il divario tra la crescita dei prezzi su base annua e quella delle retribuzioni è il più alto dal 1997: i primi aumentano del 3,3%, gli ultimi dell’1,5% (sono fermi i salari nella pubblica amministrazione!).
Oggi riportano che la Borsa Italiana ha perso il 25,28% nel 2011; aveva perso il 12% nel 2010.

Non c’è da stupirsi se a Natale c’è stato il crollo dei consumi: secondo dati elaborati dall’Osservatorio di Federconsumatori sono stati spesi 400 milioni in meno…

Non crolla la fiducia dei consumatori: crolla la fiducia degli italiani!

Salute e …peggio nun nisse.

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