Tutti sempre più stupidi

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Secondo uno studio condotto da Bernt Bratsberg e Ole Rogeberg del Centro Ragnar Frisch per la Ricerca Economica in Norvegia e pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, stiamo diventando tutti sempre meno intelligenti.
A partire dagli anni ’70 i punteggi dei test di Quoziente Intellettivo (QI) sono risultati sempre più bassi, rilevando una tendenza a perdere in media 7 punti per ogni generazione.
I ricercatori hanno analizzato i test di 730.000 giovani uomini durante l’ingresso nel servizio militare norvegese, dal 1970 al 2009, scoprendo che i valori stanno calando ad ogni generazione. Ricerche precedenti avevano mostrato che nel corso dell’ultimo secolo il QI era in crescita, un fenomeno conosciuto come effetto Flynn, probabilmente grazie ad un insieme di fattori, come miglioramenti nell’alimentazione e nella salute, educazione e altri.
Questo fenomeno potrebbe essere dovuto, oltre che a fattori ambientali, anche a cambiamenti nello stile di vita e nei sistemi educativi, insieme alla tendenza dei bambini di oggi a leggere poco e passare molto tempo con i videogiochi.

Salute e …peggio nun nisse.

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Berluscones

Berluscones nel gergo giornalistico sono gli esponenti politici, ma anche persone non appartenenti alla politica, che sono accesi sostenitori di Berlusconi. Sono come ultrà sfegatati che lo hanno eletto a capo indiscusso di un ideale che trascende ogni ragione ed ogni senso. Lo ammirano non solo per l’attività politica ma per il suo stile di vita. Sono pronti ad intervenire in sua difesa non appena un cenno, un’ombra o una critica negativa lo riguardi.

E così è puntualmente successo anche in occasione della richiesta del pm Boccassini di condannare Berlusconi a sei anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici: immediate le reazioni, sempre più scomposte, degli esponenti del centrodestra. Quasi una gara a chi riusciva ad apparire il più appassionato nell’eccesso.

Più che una campagna difensiva, è stata manifestata come al solito una feroce indignazione per aver soltanto pensato Berlusconi colpevole. Lo difendono come se loro stessi fossero stati sempre presenti, e fossero i testimoni oculari. Nemmeno per un familiare, un figlio o un genitore, sarebbero sempre così convinti.

Il punto è proprio questo: non sono credibili perché sono sempre troppo pronti e troppo sicuri a gridare l’innocenza del loro leader.


Salute e …peggio nun nisse.

Da domani mi metto a dieta


L’età media per la prima dieta per una donna sono i 26 anni; le ragioni che la spingono ad iniziare il supplizio dimagrante sono assai fantasiose: il vedersi in una foto (peggio ancora se postata su Facebook) o vedersi specchiata nella vetrina di un negozio, l’irritazione nel sentirsi chiedere se fosse incinta, la rimpatriata fra ex compagni di scuola, il ritorno ad essere single dopo una rottura amorosa, oppure sospettare un tradimento del partner …

È stato calcolato che la maggioranza delle donne si mette a dieta circa 2,7 volte in dodici mesi, e addirittura il 12% arriva fino a 5. Il proposito della dieta però fallisce in media appena dopo 5 settimane, 2 giorni e 43 minuti, anche se una donna su sette, pari al 13%, riesce a resistere per ben 13 settimane e oltre.

Comunque il vero banco di prova non è solo perdere qualche chilo, ma apportare quei piccoli miglioramenti al proprio stile di vita che durino poi negli anni.

Salute e …peggio nun nisse.

Come influenzare i geni dell’obesità

Uno studio della Harvard School of Public Health di Boston, che ha incluso 7.740 donne e 4.564 uomini, ha dimostrato che una passeggiata di buon passo di un’ora al giorno ha ridotto del 50% l’influenza dei geni che predispongono all’obesità. Viceversa, uno stile di vita sedentario in cui si passano quattro ore al giorno a guardare la televisione aumenta l’influenza genetica del 50%.

Salute e …peggio nun nisse.

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