Tu felice, io sano

William Chopik, assistente professore presso l’Università dello Stato del Michigan, USA, ha pubblicato uno studio sulla rivista medica American Psychological Association, che ha rilevato che gli sposi felici sono più propensi ad avere una salute migliore nel corso del tempo.
Lo studio ha esaminato i dati di coppie tra i 50 anni e i 94 anni di età, analizzando fattori quali la felicità, la salute auto-stimata e l’attività fisica: i risultati hanno mostrato che le persone felici sono generalmente sane e non esiste nessuna differenza tra mariti e mogli. Avere un partner felice può migliorare la propria salute, a prescindere dal cercare di essere felici da se stessi.
In pratica, rispetto ai partner infelici, un partner felice dà maggiore sostegno sociale, può coinvolgere il coniuge in attività che promuovono la buona salute, come ad esempio il mantenimento di cicli regolari di sonno, il mangiare cibo nutriente e l’esercizio; comunque rende la vita di una persona più semplice, anche se non esplicitamente più felice.

 Salute e …peggio nun nisse.

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Wolrd sleep day

Oggi si celebra la Giornata mondiale del sonno, promossa dal World Sleep Day Committee dell’Associazione Mondiale di Medicina del Sonno, e vuole ridurre i disturbi del sonno attraverso la cultura della prevenzione.

I disturbi del sonno costituiscono un problema globale che mette a rischio la qualità di vita per almeno il 45% della popolazione mondiale, colpendo in maniera sempre maggiore anche gli anziani e i bambini.
Gli italiani che soffrono di problemi del sonno sono circa 12 milioni.
I disturbi del sonno più frequenti sono: l’insonnia, i disturbi di movimento (gambe senza riposo, disturbi comportamentali in REM), e i disturbi respiratori durante il sonno (grave russamento ed apnee ostruttive). Anche lo stress ha un impatto molto forte sulla qualità del sonno.
Circa il 23% degli incidenti stradali è causato da sonnolenza.
Si stima che un terzo delle persone dorma troppo poco, molto meno delle 7-9 ore al giorno consigliate dagli specialisti. Colpa delle preoccupazioni per il lavoro che c’è e per quello che non c’è, di un eccesso di stimoli, di abitudini sbagliate, dei rumori, della cultura della fretta. Dovremmo dormire un minimo di sette ore per notte.
Una ricerca svolta dall’Università del Surrey in Inghilterra ha rilevato che basta un’ora di sonno in più o in meno per cambiare la qualità della vita e anche le prospettive di salute delle persone. Una deprivazione leggera di sonno sembra sufficiente per incidere su processi infiammatori, risposte immunitarie, reazioni allo stress, metabolismo cellulare, e dunque sul rischio di sviluppare malattie, che vanno dal diabete al cancro. Dormendo meno di sei ore per notte la situazione peggiora. È stato dimostrato che un’ora di sonno in più per sei settimane basta a far scendere drasticamente la pressione sanguigna negli ipertesi.

La World Association of Sleep Medicine (WASM) per avere un buon sonno consiglia di respirare bene, avere un sonno riposante e un corpo sano. Viene sottolineata l’importanza della durata, ma anche la continuità e la profondità del sonno per svegliarsi al mattino riposati e vigili.

Se dalle ore di sonno dipendono salute, efficienza, creatività, memoria, stabilità emotiva, allora dormire bene non è tempo sprecato, è un impegno che vale la pena di assumersi.

Salute e …peggio nun nisse.

Dormi che è meglio…

Ancora uno studio che ha dimostrato che dormire poco e male alla lunga rovina la salute.

Secondo uno studio dell’équipe di Megan Ruiter, dell’università dell’Alabama di Birmingham, le persone che dormono meno di 6 ore per notte, rispetto a chi ne dorme 7 – 8, hanno un rischio 4 volte superiore di avere un ictus.

Il sonno è fondamentale perché se non riposiamo una quantità di tempo sufficiente l’organismo si stressa. Secondo la National Sleep Foundation, la quota di fortunati che riesce a riposare 8 ore o più, dal 2001 a oggi è passata dal 38% al 28%.

Salute e …peggio nun nisse.

L’insonnia fa male al cuore

Oltre il 30% degli adulti e metà degli over 65 secondo un’indagine soffrirebbe di insonnia. Questo comporterebbe un rischio più alto di malattia cardiovascolare.

Una ricerca italiana, presentata al Congresso 2012 della Società europea di cardiologia (Esc) a Monaco di Baviera, ha dimostrato che chi soffre di insonnia (intesa come difficoltà a prendere sonno o a mantenerlo, come agitazione o altri disturbi notturni) ha un rischio del 45% superiore di ammalarsi di cuore o di morire per cause cardiovascolari, rispetto a chi ha un buon sonno.

L’insonnia può essere pertanto inserita insieme ai fattori di rischio più noti come il fumo, la dieta scorretta, la vita sedentaria.

Salute e …peggio nun nisse.

I pensieri degli uomini: sesso, mangiare, dormire…


La psicologa Terri Fisher dell’università dell’Ohio ha condotto una ricerca su 300 studenti di college, maschi e femmine, per capire le loro inclinazioni generali riguardo al sesso.
I dati raccolti sfatano il mito secondo cui gli uomini ci pensano ogni sette secondi (qualcosa come ottomila volte per sedici ore di veglia, forse davvero troppo per chiunque): in media arrivano a 19 volte al giorno, al massimo si tocca la soglia di poco meno di 400 pensieri di sesso nell’arco delle 24 ore.
Le donne invece pensano al sesso solo una decina di volte al giorno (quelle che lo fanno più spesso arrivano a 140 volte (ogni 6 – 7 minuti!!!), ma non c’è nessuna che non ci pensi mai).
Così, gli uomini ci pensano parecchio ma non in esclusiva.

Però scorrendo i dati si è visto che gli uomini pensano molto più spesso rispetto alle donne anche a tutto ciò che ruota intorno al cibo e al sonno.

Il cervello femminile è più “filosofo” mentre il maschio è più “animale”?

Salute e …peggio nun nisse.

Chi dorme (troppo o troppo poco) non piglia pesci

Uno studio pubblicato su Sleep, condotto dal Dipartimento di medicina di comunità della West Virginia School of Medicine di Morgantown, Stati Uniti, ha rilevato che una durata anomala del sonno ha un effetto negativo sulla salute cardiovascolare.


Sono stati analizzati i dati relativi a 30.397 adulti, partecipanti a un’indagine del 2005 in cui sono state raccolte informazioni su fattori demografici e socioeconomici, stili di vita e salute. Dallo studio è emerso che sette ore a notte sono il sonno ideale; dormire troppo (9 ore o più), o troppo poco (5 ore o meno), aumenta il pericolo di malattie cardiovascolari (angina, malattia coronarica, infarto o ictus).

Nonostante il bisogno di riposo sia un parametro fisiologico soggettivo la maggior parte degli adulti dovrebbe dormire dalle 7 alle 8 ore a notte.

Salute e …peggio nun nisse.

Sindrome della primavera

É caratterizzata da un insieme di lievi malesseri in arrivo con la bella stagione: stanchezza, astenia, sonnolenza e la voglia di non fare nulla.
Ad accusare i primi sintomi sono soprattutto i più piccoli, ma anche gli adulti spesso non sono immuni (io per esempio credo di essere un malato cronico…).


I cambiamenti della durata di luce-buio e l’aumento della temperatura hanno effetti sul nostro organismo e tutti quanti abbiamo bisogno di adattarci. Per alleviare l’astenia e spossatezza occorre non trascurare il sonno e l’alimentazione: dormire 8-9 ore al giorno e riposare bene. Questo cambiamento incide anche sugli ormoni e la stanchezza va recuperata. L’alimentazione poi è fondamentale per due ordini di fattori: l’aumento dei liquidi persi con il caldo e l’incremento delle vitamine della frutta. Ma c’è anche chi potrebbe sfruttare la ‘sindrome da primavera’ a proprio vantaggio. Sono i bambini in sovrappeso, che in questo periodo per una naturale inappetenza andrebbero invogliati a cambiare l’alimentazione.

Attenzione poi a non sottovalutare i sintomi della ‘sindrome da primavera‘: se si protrae per diversi giorni potrebbe mistificare forme virali facili da sottovalutare. Mononucleosi e forme subdole di virus intestinali possono accompagnarsi con stanchezza diffusa e astenia, simili ai malesseri di stagione. Nessun allarme, ma è necessario contattare il medico per gli esami del caso.

Salute e …peggio nun nisse.

Perderemo un’ora di sonno

Alle due di domenica mattina scatta l’ora legale in tutta Europa.

Anche in Italia!

Tranquilli berluscones: è solo per 7 mesi…

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Salute e …peggio nun nisse.

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