Da domani mi metto a dieta


L’età media per la prima dieta per una donna sono i 26 anni; le ragioni che la spingono ad iniziare il supplizio dimagrante sono assai fantasiose: il vedersi in una foto (peggio ancora se postata su Facebook) o vedersi specchiata nella vetrina di un negozio, l’irritazione nel sentirsi chiedere se fosse incinta, la rimpatriata fra ex compagni di scuola, il ritorno ad essere single dopo una rottura amorosa, oppure sospettare un tradimento del partner …

È stato calcolato che la maggioranza delle donne si mette a dieta circa 2,7 volte in dodici mesi, e addirittura il 12% arriva fino a 5. Il proposito della dieta però fallisce in media appena dopo 5 settimane, 2 giorni e 43 minuti, anche se una donna su sette, pari al 13%, riesce a resistere per ben 13 settimane e oltre.

Comunque il vero banco di prova non è solo perdere qualche chilo, ma apportare quei piccoli miglioramenti al proprio stile di vita che durino poi negli anni.

Salute e …peggio nun nisse.

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Un esempio per i giovani

Malala Yusafzai è una ragazza quindicenne pakistana che il 9 ottobre scorso è stata gravemente ferita alla testa dai Talebani per aver difeso il diritto delle bambine di andare a scuola.
Trasportata al Queen Elizabeth Hospital di Birmingham ha subito una complicata operazione per la ricostruzione del cranio, con l’applicazione di una placca in titanio e l’innesto di un impianto per ricostruire l’udito e la vista.
Le prime parole di Malala dopo l’intervento sono state: “Mi sento bene sono contenta per il successo dell’intervento. … Dio mi ha dato una seconda vita, voglio essere utile alle persone. Mi batto perché ogni bambino, ogni bambina riceva un’istruzione. Per questo abbiamo organizzato una raccolta fondi a mio nome”.

A Malala, divenuta un simbolo internazionale della lotta per i diritti delle donne, hanno reso omaggio molte istituzioni, tra cui l’Unesco. Il pubblico di euronews, l’ha scelta, in un sondaggio online, come personaggio dell’anno 2012.

Salute e …peggio nun nisse.

Sunday Blues

Le 16,13 di domenica sono l’inizio della fine del weekend:
è l’ora in cui si viene colpiti dal cosiddetto «Sunday Blues», cioè da un senso di tristezza che ci fa preoccupare per la settimana che verrà prima ancora che quella in corso sia finita.

Secondo un sondaggio condotto dalla catena alberghiera «Premier Inn» colpisce il 41% dei britannici. La domenica dovrebbe essere il giorno dedicato al relax e al divertimento, invece c’è chi trascorre questa giornata preoccupandosi per il lavoro della settimana e trasformando di fatto la domenica nel giorno più temuto.

Per non essere colpiti dal Sunday Blues e sentirsi tristi e depressi, basterebbe pianificare in anticipo cosa fare durante questa giornata, così da renderla più interessante e meno noiosa, stare in mezzo alle persone e non rimanere soli coi propri (negativi) pensieri.

Salute e …peggio nun nisse.

Antipolitica

Un recente sondaggio di Swg dà il Movimento 5 stelle al 7,2% nazionale nelle intenzioni di voto degli italiani. Avanti a leghisti, centristi, finiani, vendoliani e dipietristi. E così dai partiti si leva l’allarme; ed oggi che la fiducia nei partiti è ai minimi storici, Grillo fa ancora più paura. Nichi Vendola ha affermato: «Grillo è un fenomeno di populismo che non ha le caratteristiche per offrire una prospettiva al nostro Paese». E il segretario del Pd Pier Luigi Bersani: «Abbiamo in giro molti apprendisti stregoni che sollevano un vento cattivo… Se non contrastiamo l’antipolitica, spazza via tutti».

Antipolitica? Non può essere più sopportato questo andazzo e questo malcostume. In Italia la politica è fatta da disonesti nulla-facenti che rubano soldi a chi deve lavorare per vivere.

Da un’inchiesta di L’Espresso da quando non è più premier, Berlusconi diserta la Camera; D’Alema non ha mai presentato nemmeno un atto da inizio legislatura; Tremonti ha il due per cento di presenze; Alfano salta nove sedute su dieci; La Russa va a votare sette volte su cento. Ma prendono tutti lo stipendio (pieno) di parlamentare.

Vogliamo fare un confronto tra le retribuzioni dei parlamentari e gli stipendi degli elettori? Un onorevole italiano guadagna circa 6 volte e mezzo più di un suo elettore. Un rapporto che non ha paragoni in Europa.

Per andare in pensione ai cittadini viene chiesto di lavorare 42 anni, ai parlamentari ne bastano cinque. E incassano già a 60 anni, sei in meno dei comuni mortali.

La crisi imperversa ma le sovvenzioni facili e gli sprechi pubblici continuano a correre. Con regioni, province e comuni che spendono per le iniziative più strampalate e inutili. Denaro pubblico che viene dilapidato per soddisfare i sollazzi delle clientele elettorali e accrescere la fortuna degli eletti. Raduni di spazzacamini. Tornei di tennis. Spedizioni subacquee. Partecipazioni a gare di aeromodellismo. Eventi musicali. E naturalmente, tante belle feste. Tutto per ottenere consensi e voti, a spese del contribuente.

Le reazioni dei parlamentari a chi chiede una classe politica un po’ più sobria è nauseante: Dodicimila euro al mese? Sì, ma «abbiamo tante spese, il mutuo, i figli, le cene per la rielezione». E poi «per fare i parlamentari serve decoro», «mica possono mandarci nudi per strada», «faccio pure la spesa alla Coop».

Salute e …peggio nun nisse.

Segnali di speranza

La fiducia nel premier e nel suo governo è in netto calo:

secondo il sondaggio Ipr Marketing per Repubblica.it, sono scesi al 39% coloro che dichiarano di avere fiducia nel presidente del Consiglio, il punto più basso mai raggiunto dal Cavaliere dall’inizio della legislatura.


Quello che oggi ha detto Silvio Berlusconi appare come una risposta a questo sondaggio: “In questi giorni sono riprese contro il governo e contro il Popolo della libertà furibonde campagne mediatiche. I nostri avversari sono maestri nelle chiacchiere, con le quali cercano di nascondere i loro demeriti e di oscurare il tanto di buono che abbiamo fatto in questi due anni difficili: non riusciranno nel loro intento se noi saremo uniti, se il Popolo della Libertà sarà unito attorno al proprio governo, consapevole dei grandi risultati finora ottenuti, coeso tra leader, dirigenti e popolo.”

Il sondaggio ha anche rilevato che nessun partito guadagna, tutti perdono, cresce la disaffezione. Cala la fiducia nella maggioranza ed anche quella nell’opposizione, incapace di guadagnare consensi nonostante le difficoltà in campo avverso.

Salute e …peggio nun nisse.

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