La follia degli allevamenti industriali

É sbagliato e crudele la produzione di carne industrializzata?

L’allevamento intensivo sta provocando enormi danni all’ambiente. Il bestiame utilizza direttamente solo l’1,3% dell’acqua utilizzata in totale in agricoltura. Si deve però considerare l’acqua utilizzata per produrre l’enorme quantità di cibo che gli animali consumano!
Risulta così che un Kg di manzo è stato prodotto impiegando ben 100.000 litri di acqua, a fronte dei 2.000 litri necessari per coltivare 1Kg di soia.
C’è un altro problema. Per l’allevamento si usano grosse quantità di sostanze chimiche (ormoni, antibiotici, fertilizzanti, diserbanti…) che finiscono nelle falde acquifere inquinandole. In Italia, per esempio, nel bacino del Po ogni anno vengono versate 190 mila tonnellate di deiezioni animali contenenti ormoni, antibiotici e metalli pesanti (Roberto Marchesini, “Post-Human”, Bollati Boringhieri).

Alimenti

Litri di acqua x 1kg

patate 500
frumento 900
mais 1.400
riso 1.910
soia 2.000
pollo 3.500
manzo 100.000

L’allevamento degli animali è un’attività fra le più dannose per il suolo. Se in un pascolo ci sono troppi animali questi compattano il suolo con i loro zoccoli e, strappando la vegetazione che tiene assieme il terreno, ne provocano l’erosione.
Intere foreste vengono abbattute per far posto ai pascoli oppure per coltivare mangime per gli animali da allevamento.
Popolazioni intere vengono cacciate dalle loro terre dalle multinazionali produttrici di carne o di mangime.
Le coltivazioni e l’allevamento intensivo aggravano l’effetto di fenomeni come la siccità o le inondazioni, generando il progressivo degrado del suolo che riduce la produttività agricola. Ogni anno circa 12 milioni di ettari di terreni agrari diventano inutilizzabili. Spesso l’impoverimento della terra spinge molte persone ad abbandonare i propri paesi alla ricerca di zone più produttive, diventando dei “rifugiati ambientali”.
Il problema è presente anche in Italia: il 27% circa del territorio è colpito dalla siccità e dalla desertificazione e il 69% è sottoposto a rischio moderato.

Milioni di persone soffrono la fame, ma paradossalmente il cibo sul nostro pianeta non manca affatto: è solo distribuito molto male.
Secondo Rifkin (economista, attivista e saggista statunitense), più di un terzo delle terre coltivabili dell’intero pianeta è utilizzato per produrre cereali per gli animali anziché per gli uomini! Ben 36 dei 40 paesi più poveri del mondo esportano cibo verso gli Stati Uniti e l’Europa. L’Europa importa l’80% dei vegetali per l’allevamento dai paesi del sud del mondo sfruttando così le loro risorse naturali e aggravando ancora di più la loro povertà. (Commissione Europea).
La domanda di carne sta crescendo (ad esempio in Cina) e di conseguenza anche la domanda di cereali per l’allevamento. Suolo e acqua però non sono sufficienti per sostenere questa ulteriore ondata di “mangiatori di carne”. Rifkin ipotizza una crisi alimentare planetaria se non si interviene subito ad invertire la tendenza.

Per molti versi l’eccessivo consumo di carne è una follia.
L’abitudine di mangiare molta carne è un lusso che riguarda ovviamente solo i paesi più ricchi che, per produrla, sottraggono di fatto il cibo ai paesi più poveri.

dal sito web LaRea

Salute e …peggio nun nisse.

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Primi passi vegetariani

L’idea di dire no alla carne non è sempre facile da mandare giù. Si può procedere però a piccoli passi. Iniziando a non mangiare la carne qualche giorno alla settimana. Farà comunque bene alla nostra salute e all’ambiente.
Essere vegetariani significa scegliere di salvare tante vite e risparmiare tante sofferenze.

Il non vegetariano spesso si chiede: ma senza la carne, cosa posso mangiare tutti i giorni?

Ecco perciò qualche idea per i menu vegetariani.

Antipasto
Carpaccio di verdure – Torretta di mela e arancia con rucola selvatica – Crostino con crema di fagioli – Fagottini ripieni capperi, pomodorini e olive

Primo
Risotto ai funghi porcini – Lasagnetta ai porri e piselli – Crema di lenticchie – Penne di farro asparagi e scaglie dl mandorle

Secondo
Polpette di ceci – Spiedini di tofu e verdure – Pomodori al forno ai cinque cereali – Seitan al pepe verde

Contorno
Mousse di zucca – Girelle di melanzana ai peperoni – Zucchine alla menta – Tempura di cavolfiori in pastella di ceci

Dolce
Frittelline di polenta e frutta secca – Sorbetto al caffè – Banana al cioccolato croccante con scaglie di cocco – Crumble di mele

Crostino con crema di fagioli

Ingredienti:
250-300 gr di fagioli cannellini lessati
Uno spicchio di aglio
Sale
Olio extra vergine di oliva
Pane integrale tostato

Preparazione:
frullare i fagioli insieme all’olio e il sale fino a farne una crema: versare in una ciotola e aggiungere lo spicchio d’aglio tagliato in due o tre pezzi, mescolare e lasciar riposare almeno un’ora. Togliere l’aglio dalla crema e spalmarla sulle fette di pane. Terminare con un filo d’olio e servire quando il pane è ancora caldo.


Lasagnetta con porri e piselli

Ingredienti per la lasagna:
300 g di lasagne (senza uova)
200 g di piselli surgelati
1 cipolla bianca
Peperoncino
Dado vegetale
Due manciate di funghi secchi
3 porri di medie dimensioni
Olio extra vergine di oliva
Ingredienti per la besciamella:
500 g di latte (di soia)
50 g di farina
30 g di margarina non idrogenata o di soia
Sale
Pepe

Preparazione:
prepara la besciamella come quella tradizionale, usando gli ingredienti descritti. Sminuzzare la cipolla e metterla in un pentolino con 2 cucchiai di olio e il peperoncino.
Quando la cipolla è bionda, versare i piselli, e cuocere a fuoco moderato fino a cottura. In una padella mettere i porri puliti e tagliati a rondelle con un bicchiere di acqua. Coprire e lasciar appassire eventualmente aggiungendo acqua se evapora. Quando saranno appassiti salare, pepare, aggiungere due cucchiai di olio e saltare per un paio di minuti. Mettere a bagno i funghi in acqua calda per qualche minuto, scolarli, sminuzzarli e saltarli in padella con olio, aglio e peperoncino. Lessare la pasta in abbondante acqua salata e scolare. Ungere una teglia di medie dimensioni e cospargere il fondo con un velo di pangrattato. Disporre uno strato di pasta, qualche cucchiaio di besciamella, piselli, funghi, porri e coprire con altra pasta andando avanti fino ad esaurimento ingredienti. Infornare a 200 gradi finché non compare la crosticina dorata in superficie.


Seitan al pepe verde

Ingredienti:
Seitan al naturale (100 gr circa a persona)
Un cucchiaino di pepe verde
Una confezione di panna di soia o d’avena
Mezzo bicchierino di Brandy
Olio o margarina vegetale non idrogenata
Sale

Preparazione:
affettare il seitan in modo da ottenere delle ‘scaloppine’. Sulla superficie delle fettine schiacciare qualche grano di pepe. Farle rosolare da entrambi i lati. Fiammeggiare con il Brandy, quindi unire la panna vegetale stemperata con un po’ d’acqua, altri grani di pepe verde e aggiustare il sale. Far consumare a fuoco lento fino ad ottenere una salsa cremosa, aggiustando eventualmente con ancora un po’ di panna vegetale.


Tempura di cavolfiori misti in pastella di ceci

Ingredienti:
1 tazza di farina di ceci
Tre cavolfiori piccoli misti (ad esempio: bianco, siciliano e romanesco)
Olio extra vergine di oliva
Sale
Pepe
Acqua
Olio per friggere

Preparazione:
lavare i cavolfiori e lessarli in acqua salata. Scolare e lasciar intiepidire. Stemperare la farina di ceci con l’acqua fino od ottenere una consistenza cremosa, piuttosto liquida, agitando bene con uno frusta ed eliminando con un cucchiaio la schiuma che si forma in superficie: salare e lasciar riposare una mezz’ora. In una padella far scaldare abbondante olio per friggere: passare i cavolfiori nella pastella finché non sono ben ricoperti e immergerli nell’olio bollente. Friggere entrambi i lati, scolare, disporre su un piatto e servire.


Crumble di mele

Ingredienti:
6 mele
180 gr di zucchero
150 gr di farina
90 gr di margarina vegetale non idrogenata o di soia
1 bustina di vanillina
Mezzo limone
Opzionali cannella o chiodi di garofano per aromatizzare le mele

Preparazione:
sbucciare le mele eliminando il torsolo e tagliatele a tocchetti. Raccoglierle in una casseruola con qualche cucchiaio di zucchero (50 gr), il succo e la scorza di mezzo limone e la cannella e lasciar cuocere a fiamma moderata per circa 10 minuti. In una ciotola impastare velocemente con le dita la farina con lo zucchero rimanente, un pizzico di sale e la margarina, fino ad avere un composto granuloso. Ungere una pirofila; sul fondo versare le mele e sopra le briciole. Infornare a 200° per circa 30 minuti, fino a quando la superficie sarà dorata. Servire il crumble tiepido.

Buon appetito!

Salute e …peggio nun nisse.

Save the Planet

La carne ci sta consumando e noi ne siamo ignari. Non sappiamo quanto una sola bistecca possa davvero costare. All’ambiente e al nostro corpo.

Meno ossigeno per tutti!
Un ettaro di foresta amazzonica si disbosca in 18 secondi.
Ogni anno viene disboscata un’area di foresta amazzonica grande quanto il Piemonte.
Fino ad oggi si sono persi 621 mila i chilometri quadrati di Amazzonia brasiliana, cioè 2 volte l’Italia o quasi una Francia.
80 milioni di bovini pascolano dove c’era la foresta.

Più fame nel mondo!
Il 33% dell’estensione mondiale dei suoli coltivabili è destinata alla monocoltura per i mangimi.
Le percentuali di cereali e soia prodotti per diventare mangime è rispettivamente del 50% e 90%.
Un ettaro di terreno coltivato con cereali, verdura, frutta e grassi vegetali può sfamare 30 persone.
Una sola bistecca costa al pianeta 17,5 mq di foresta, sono necessari 7,5 chili di cereali, 7.750 litri d’acqua e produce 18 Kg di CO2.
Un ettaro utilizzato per la produzione di uova, latte o carne può sfamare 5-10 persone.

Risorse a secco!
Ogni giorno vengono prelevate 1000 tonnellate di acqua per gli allevamenti.
In un giorno una mucca consuma 200 litri d’acqua.
Per coltivare 1000 chili di cereali serve 1 milione di litri d’acqua.
Per produrre 5 chili di carne necessita tutta l’acqua che consuma una famiglia media americana in un anno.

Ozono addio!
Il 18% delle emissioni totali provocate dagli allevamenti è CO2.
Il 65% delle emissioni del letame sono gli ossidi di azoto, che hanno un potenziale alterante il clima 265 volte maggiore della CO2.
Gli allevamenti con il 64% dell’ammoniaca che producono, hanno un impatto sulle piogge acide e l’eutrofizzazione.
É previsto un aumento della temperatura di 4° nel corso di questo secolo a causa degli allevamenti.

Ti basta scegliere di non mangiare una bistecca (5OO gr.) una volta alla settimana per un anno per salvare 910 mq di foresta, 390 kg di cereali, 403.000 litri d’acqua, 936 Kg di CO2.

da http://www.cambiamenu.it/

Salute e …peggio nun nisse.

Diventare vegetariano?

Gli animali hanno molto in comune con gli uomini. Anche loro soffrono, si divertono, provano sentimenti ed emozioni. Anche loro vogliono vivere, essere liberi e non soffrire. É ridicola l’idea che l’uomo sia superiore alle bestie e che per questo ha il diritto di sfruttarle e di ucciderle a piacimento. Il modo in cui gli uomini allevano gli animali per ucciderli, tagliando la coda ai maiali perché quelli dietro non la mordano a quelli davanti, e il becco ai polli perché, impazzendo nella loro impossibilità di muoversi, non attacchino il vicino, è un modesto esempio della crudeltà umana.
La barbarie dell’uomo si può dedurre anche da questi numeri:

In Italia, per il consumo alimentare, vengono uccisi ogni anno circa 700 milioni di animali terrestri e miliardi di animali acquatici. In Europa si calcolano circa 4 miliardi di polli uccisi, 360 milioni tra maiali, bovini e ovini-caprini, e oltre 330 milioni di pulcini vengono triturati perché maschi e non in grado di produrre uova.
La grandezza della gabbia delle galline ovaiole è di soli 20 centimetri. La vita massima dalla gallina è di 2 anni; poi diventano carne di seconda scelta. Sono 10-15 i polli in allevamento intensivo per metro quadro. Nella loro breve vita, i polli passano immobili sui loro escrementi 30 giorni su 40. Nel 2008 in Italia sono stati macellati mezzo miliardo di polli e tacchini.
In Italia ogni anno le mucche sono costrette a produrre 11 milioni di tonnellate di latte. Senza mamma i vitelli non devono succhiare il latte, che va ai consumatori, e sono nutriti con preparati in polvere. La vita media di una mucca da latte industriale è di 7 anni, contro i 40 anni che vivrebbe in natura. La durata della vita dei vitelli all’ingrasso è di 6 mesi. I bovini devono muoversi il meno possibile: più energie salvano, più ingrassano e meno consumano. Nel 2008 in Italia sono stati macellati 3,8 milioni di bovini.
La vita della scrofa in allevamento è di 2 anni, quando in natura ne vivrebbero fino a 18. Meno di un mese l’età dai maialini sottratti alla madri. Viene effettuata (senza anestesia) la castrazione dei maialini, perché la maturità sessuale conferisce cattivi odori alla carni. In una mattinata vengono uccisi 1000 maiali. Ogni anno muore 1 milione di maiali durante il trasporto al macello.
Sono 80 milioni di tonnellate gli animali acquatici destinati al consumo umano ogni giorno. Il 50% dei pesci in commercio proviene dall’acquacoltura, cioè da un allevamento intensivo. La maggior parte dei pesci che arriva in commercio muore per asfissia e muta agonia. La fine delle aragoste e dei crostacei è di bollire vivi.

Se ogni italiano mangiasse vegetariano un giorno alla settimana per un anno, risparmieremmo la vita a 12 milioni di animali. Pesci esclusi.

Ho letto che evitare il consumo di carne, pesce e degli altri prodotti animali è facile. Non credo sia proprio così semplice diventare vegetariano. Forse ci riuscirò con gradualità. Il mondo vegetale ci offre migliaia di alimenti, ricchi e gustosi. Seguirò i consigli che ho letto su http://www.cambiamenu.it/:

  1. Analizza ciò che mangi.

  2. Fai una lista dei piatti che consumi abitualmente.

  3. Identifica tra questi i cibi vegetariani che già consumi e considerali come punti da cui partire.

  4. Programma di consumare un pasto vegetariano diverse volte alla settimana.

  5. Aggiungi più piatti vegetariani rivisitando le tue ricette preferite. Impara a conoscere il tofu e il seitan, il latte, lo yogurt e i budini di soia o riso, e a valorizzare la cucina italiana a base di cereali e legumi.

  6. Amplia le scelte cercando ricette nei libri di cucina o su internet.

  7. Individua i piatti vegetariani da mangiare fuori casa e i cibi reperibili nei bar, ristoranti e supermarket.

  8. Analizza la tua nuova alimentazione e valuta se i pasti comprendono una buona varietà di cereali integrali, legumi e prodotti a base di soia, verdura e frutta. Tutti i giorni. Se non è così, cerca di equilibrare il menu.

La varietà è la migliore garanzia che la tua alimentazione è sana. Concentrati sugli aspetti positivi del cambio, piuttosto che sul rimpianto dei cibi che decidi di eliminare: il passaggio alle nuove abitudini a tavola sarà più facile!

Salute e …peggio nun nisse.

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