La Settimana nazionale del Pronto Soccorso

Ogni anno ventiquattro milioni di italiani si rivolgono ai Pronto Soccorso degli ospedali.
Secondo i dati del ministero della Salute e dell’Iss rielaborati dalla Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu), i codici rossi sono l’1% del totale degli accessi, i gialli il 18%, i verdi il 66% e i bianchi, i casi meno gravi, il 14%.
Il dolore è la prima causa di accesso per i pazienti con età inferiore ai 14 anni. Nel 25% dei casi si va in Pronto Soccorso per problemi di tipo sociale: vittime di abusi sessuali, anziani malati e fragili con patologie complesse e condizioni economiche svantaggiate, tossicodipendenti, senza dimora e stranieri irregolari.
Per capire meglio come funziona l’emergenza sanitaria e come farla funzionare meglio, è stata organizzata in diverse regioni italiane dalla Simeu e patrocinata dal Ministero della Salute la Settimana nazionale del Pronto Soccorso, dal 16 al 22 giugno.
Si cercherà di capire e approfondire le criticità del sistema ospedaliero, spiegare le dinamiche e le trasformazioni in atto nel mondo dell’emergenza-urgenza, come funziona l’emergenza sanitaria, quale tipo di assistenza si trova in Pronto Soccorso, ed anche il perché delle lunghe attese.
Sarà possibile seguire gli eventi anche su Twitter (#SETTIMANAPS), sulla pagina Facebook della società scientifica o tramite il sito www.simeu.it.

Salute e …peggio nun nisse.

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Crisi dei Pronto Soccorso

Se i Pronto Soccorso sono al collasso la causa principale va cercata nel progressivo taglio dei posti letto ospedalieri, raramente preceduto da adeguati interventi a sostegno della medicina del territorio, come gli hospice e le Rsa (Residenza assistenziale sanitaria, cioè una struttura residenziale extra ospedaliera), capace di dare accoglienza ai pazienti con ridotti problemi sanitari ma gravi problemi assistenziali. Negli ultimi 10 anni c’è stato un continuo taglio di posti letto, con una media nazionale del 15% e punte di oltre il 20% in Friuli, Basilicata, Liguria, Puglia, Sardegna. In più sui Pronto Soccorso pesano le gravi sofferenze degli organici per una politica di contenimento delle spese attraverso la drastica riduzione del turn over, giunta al blocco completo nelle Regioni soggette a piani di rientro. La denuncia arriva dall’Anaao-Assomed, condivisa dalla Simeu.

Qual è la situazione in cui versano i maggiori nosocomi della Capitale?
Nel 2011 questi gli accessi ai vari Pronto Soccorso, in rapporto ai posti per la degenza rispettivamente disponibili:

Ospedale San Camillo

63mila persone

circa 900 posti letto

Ospedale Sandro Pertini

78mila persone

342 posti letto

Ospedale Sant’Eugenio

59mila persone

339 posti letto

Ospedale San Giovanni

68mila persone

659 posti letto

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per indagare sulle presunte carenze, sovraffollamenti e disservizi nei Pronto Soccorso degli ospedali della capitale, dopo che sono state pubblicate le foto scattate al Pronto Soccorso del San Camillo di Roma, dal Pd del Lazio, che mostrano il degrado e le difficoltà nel Dea dell’ospedale: pazienti curati su materassi in terra e massaggi cardiaci sul pavimento, con stanze sovraffollate di pazienti in barella.

La Giunta Polverini si difende dicendo che è partita con un handicap di debiti e inefficienze lasciato in eredità dal precedente governo regionale.

Il solito gioco allo scaricabarile…

Salute e …peggio nun nisse.

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