La schiavitù in Italia

A Brescia dal 30 ottobre scorso quattro immigrati sono arrampicati su una gru, a 35 metri d’altezza, in segno di protesta per ottenere il permesso di soggiorno. Manifestazioni di solidarietà verso gli immigrati si sono svolte più volte, non sempre in modo pacifico.

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, parlando a un convegno sulla sicurezza organizzato dalla Lega Nord in Comune a Milano ha detto: “Lo Stato non ha truffato nessuno. E noi non accettiamo ricatti. … Possono avere tutti i diritti che vogliono, ma fino a quando sarò io ministro non avranno il diritto di voto”.

In Italia la legge impedisce l’ingresso regolare e obbliga ad aggirare le norme

Ci sono tantissime persone che non sono regolari, che non hanno il permesso di soggiorno e che tuttavia lavorano a nero, come operai, saldatori, nei cantieri, ecc.
Siccome oggi è diventato reato essere clandestini, essere irregolari, il loro problema è che devono mettersi in regola.

Siccome abbiamo il cosiddetto decreto flussi, che è l’atto normativo con il quale il Governo stabilisce ogni anno quanti cittadini stranieri non comunitari possono entrare in Italia per motivi di lavoro e che non è stato mai aggiornato, questi extracomunitari non riescono ad inserirsi come lavoratori operai e allora l’unica strada aperta è quella per regolarizzare le badanti. Quindi molti di loro fanno domanda come se fossero badanti, perché in tal modo bloccano il processo che potrebbe portarli all’espulsione e quindi possono continuare a lavorare.
Molti hanno pagato, oltre che
500 € per la pratica, anche 5.000 – 7.000 – 8.000 € ai datori di lavoro, o ai ”caporali”.
Quelli che hanno fatto domanda vedono anche bloccati i loro documenti, per cui non possono tornare nel loro Paese a trovare i loro parenti, anche se ci fosse una situazione grave nella loro famiglia.
Inoltre secondo una circolare del Capo della Polizia Antonio Manganelli non può essere regolarizzato chi ha una condanna per non aver obbedito a un foglio di via.

In questo modo si è venuto a creare lo sfruttamento di persone che non sono regolari, che sono costretti a vivere nella clandestinità loro malgrado.
Secondo le cifre del Ministero degli Interni 50.000 persone sono senza il permesso di soggiorno pur avendo un lavoro.

É interesse che tali persone rimangano clandestine per essere ricattabili e sfruttate ad un lavoro nero sottopagato.
Lavorare alla luce del sole è un sogno o è un diritto? In Italia è un sogno avere il rispetto di un proprio diritto?

Si è già dimenticato che in passato anche gli italiani, intere generazioni di italiani, sono stati emigranti.

Salute e …peggio nun nisse.

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Ken Saro-Wiwa


Ken Saro-Wiwa era uno scrittore, giornalista, autore televisivo e poeta nigeriano, impiccato nel 1995 dal governo dittatoriale di Sani Abacha dopo un processo farsa in cui era stato accusato ingiustamente di aver provocato disordini e ordinato omicidi.
Ken si batteva in nome del popolo Ogoni contro lo sfruttamento indiscriminato delle compagnie petrolifere nel delta del Niger, in prima linea la Shell, che ora è sotto processo a New York per violazione dei diritti umani e sostegno ad una dittatura assassina, citata dai familiari dello scrittore e degli altri 8 militanti che furono impiccati insieme a lui. La Shell si sarebbe accordata con il regime per mettere a tacere Saro-Wiwa e avrebbe anche pagato milizie private per terrorizzare la popolazione locale.
Nel maggio 1995, sei mesi prima della sua morte, Saro-Wiwa scrisse al PEN, l’associazione mondiale degli scrittori: “Che io viva o muoia è insignificante. É sufficiente sapere che ci sono persone che impiegano tempo, denaro ed energia per combattere questo male tra i tanti che predominano nel mondo. Se non hanno successo oggi, avranno successo domani. Dobbiamo continuare a lottare per rendere il mondo un luogo migliore per tutta l’umanità. Ognuno con il suo piccolo contributo, a modo suo. Vi saluto tutti”.


La Vera Prigione
Non è il soffitto gocciolante
non le zanzare ronzanti
nell'umida, miserabile cella.
Non è il rumore della chiave
Mentre il guardiano ti rinchiude.
Non sono le misere razioni
Indegne di uomo o bestia
Nemmeno il vuoto del giorno
che si immerge nell'assenza della notte
Non è
Non è
Non è
E' la menzogna che è stata martellata
Nelle tue orecchie per una generazione
E' l'agente di sicurezza senza freno
Che esegue ordini insensibili e disastrosi
In cambio di un misero pasto al giorno
Il magistrato che scrive nel suo libro
Una punizione che sa immeritata
L'inettitudine morale
La decrepitudine mentale
Che dà alle dittature spuria legittimità
Codardia richiesta come obbedienza.
Nascosta nelle nostre anime denigrate
E' paura pantaloni bagnati
Non osiamo lavare via la nostra urina
E' questo
E' questo
E' questo
Caro amico, che trasforma il nostro mondo libero
In una tetra prigione.
             Ken Saro-Wiwa


Salute e …peggio nun nisse.

Che Stato è questo

NEI GHETTI D’ITALIA QUESTO NON È UN UOMO

Di nuovo, considerate di nuovo
Se questo è un uomo,
Come un rospo a gennaio,
Che si avvia quando è buio e nebbia
E torna quando è nebbia e buio,
Che stramazza a un ciglio di strada,
Odora di kiwi e arance di Natale,
Conosce tre lingue e non ne parla nessuna,
Che contende ai topi la sua cena,
Che ha due ciabatte di scorta,
Una domanda d’asilo,
Una laurea in ingegneria, una fotografia,
E le nasconde sotto i cartoni,
E dorme sui cartoni della Rognetta,
Sotto un tetto d’amianto,
O senza tetto,
Fa il fuoco con la monnezza,
Che se ne sta al posto suo,
In nessun posto,
E se ne sbuca, dopo il tiro a segno,
“Ha sbagliato!”,
Certo che ha sbagliato,
L’Uomo Nero
Della miseria nera,
Del lavoro nero, e da Milano,
Per l’elemosina di un’attenuante
Scrivono grande: NEGRO,
Scartato da un caporale,
Sputato da un povero cristo locale,
Picchiato dai suoi padroni,
Braccato dai loro cani,
Che invidia i vostri cani,
Che invidia la galera
(Un buon posto per impiccarsi)
Che piscia coi cani,
Che azzanna i cani senza padrone,
Che vive tra un No e un No,
Tra un Comune commissariato per mafia
E un Centro di Ultima Accoglienza,
E quando muore, una colletta
Dei suoi fratelli a un euro all’ora
Lo rimanda oltre il mare, oltre il deserto
Alla sua terra
-“A quel paese!”
Meditate che questo è stato,
Che questo è ora,
Che Stato è questo,
Rileggete i vostri saggetti sul Problema
Voi che adottate a distanza
Di sicurezza, in Congo, in Guatemala,
E scrivete al calduccio, né di qua né di là,
Né bontà, roba da Caritas, né Brutalità, roba da affari interni,
Tiepidi, come una berretta da notte,
E distogliete gli occhi da questa
Che non è una donna
Da questo che non è un uomo
Che non ha una donna
E i figli, se ha figli, sono distanti,
E pregate di nuovo che i vostri nati
Non torcano il viso da voi.

ADRIANO SOFRI


Salute e …peggio nun nisse.

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