Linciaggio mediatico per neutralizzare la sentenza

«Non possono vietarmi di essere Silvio Berlusconi».

Silvio Berlusconi, intervistato dal settimanale Tempi che apparirà sul prossimo numero in edicola giovedì 5 settembre, scarica la responsabilità di un’eventuale crisi di governo sul Partito Democratico: secondo Berlusconi il Pd per evitare la caduta del governo dovrebbe salvare lui e garantirgli l’agibilità politica futura che gli viene negata dalla condanna definitiva per frode fiscale e dalla incandidabilità sancita dalla legge Severino per i condannati nelle sue condizioni.
Nell’intervista, Berlusconi ha riparlato della sentenza della Cassazione sul caso Mediaset come di “una sentenza infondata, ingiusta, addirittura incredibile”, aggiungendo che ci sono “molte strade” per salvarlo. “Siamo all’epilogo di quella guerra dei vent’anni che i magistrati di sinistra hanno condotto contro di me, considerato l’ostacolo da eliminare per garantire alla sinistra la presa definitiva del potere. Inoltre, sono stati aggrediti alcuni princìpi di fondo che tutti dovrebbero avere a cuore, a partire dai nostri avversari politici, se fossero davvero democratici: il rispetto dei milioni di elettori che hanno votato per me e che non possono subire una simile discriminazione, il diritto alla piena rappresentanza istituzionale del primo partito italiano, il fondamentale diritto di scelta dei cittadini rispetto al Parlamento e quindi rispetto al Governo”.
Poi ha ripetuto lo slogan dei comizi: “Possono farmi tutto, ma non possono togliermi tre cose: il diritto di parola sulla scena pubblica e civile italiana; il diritto di animare e guidare il movimento politico che ho fondato e il diritto di essere ancora il riferimento per milioni di italiani, finché questi cittadini liberamente lo vorranno”.

In una nota firmata dal presidente Rodolfo Sabelli, dal vicepresidente Valerio Savio e dal segretario generale Maurizio Carbone, l’Associazione nazionale magistrati (Anm) “ancora una volta denuncia pubblicamente il susseguirsi di articoli di stampa e di servizi televisivi contenenti gravi offese a singoli magistrati e inaccettabili attacchi all’intero ordine giudiziario, giunti fino alla redazione di elenchi di magistrati, che evocano liste di proscrizione”. Per l’Anm, “tale strategia giornalistica, che ricorre anche alla diffusione di notizie grottesche e ripropone argomenti vecchi e già ripetutamente smentiti, rivela la sua natura di operazione strumentale, fondata sull’uso sistematico di argomenti falsi e gravemente diffamatori, volti a screditare la magistratura e l’operato di singoli magistrati, con una gravità e un’intensità tali da assumere le caratteristiche di un vero e proprio linciaggio mediatico. Ciò avviene in collegamento con la conclusione del processo ‘Mediaset’, con l’evidente finalità di sminuire gli effetti di una sentenza definitiva e nel pervicace tentativo di neutralizzare le conseguenze della stessa, con grave compromissione dei principi fondamentali sui quali si basa lo Stato di diritto”.

Salute e …peggio nun nisse.

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Due pesi e due misure

Nel 2009 un fotografo sardo, Antonello Zappadu, scattò con un teleobiettivo delle foto, pubblicate dal quotidiano spagnolo El Pais, che ritraevano il premier Berlusconi ed ospiti con ragazzine in topless nel giardino di villa Certosa. Berlusconi ed i suoi avvocati gridarono allo scandalo per le foto rubate e per una gravissima violazione della propria privacy. Le foto vennero sequestrate a tutti i principali giornali italiani ed il Garante privacy ne inibì la pubblicazione.

Ora la rivista francese Closer, che fa capo alla Mondadori della famiglia Berlusconi, ha pubblicato le foto del principe della corona britannica e di sua moglie Kate mentre prendeva il sole in topless in una piscina di un castello in Francia. Queste fotografie sono state pubblicate anche in Italia dal settimanale Chi, uno dei rotocalchi di gossip di Berlusconi. La stampa inglese accusa Berlusconi di “betrayal”, di tradimento; in un articolo del Mail è riportato che “nonostante Berlusconi abbia goduto per anni dell’ospitalità della famiglia reale e abbia un rapporto privilegiato con William, con il principe Carlo e con la regina”, l’ex-premier italiano ha mostrato indifferenza per la privacy di William e Kate. Il principe William avrebbe confidato agli amici di voler dare un segnale forte, per “non volere che Kate sia trattata dai paparazzi come la madre Diana”.

Marina Berlusconi, presidente di Mondadori, in una lettera inviata a la Repubblica ha scritto che «la Mondadori si è limitata a fare il suo mestiere … Che cosa avrebbe dovuto fare mio padre? Per rispetto della privacy della duchessa avrebbe dovuto calpestare l’autonomia editoriale della Mondadori? … Certe foto la stragrande maggioranza di giornali di gossip, in ogni parte del globo, avrebbe fatto a gara per pubblicare (e in ogni caso ci avrebbe pensato internet a diffondere in tutto il mondo quelle immagini)».

Salute e …peggio nun nisse.

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