Due pesi e due misure

Nel 2009 un fotografo sardo, Antonello Zappadu, scattò con un teleobiettivo delle foto, pubblicate dal quotidiano spagnolo El Pais, che ritraevano il premier Berlusconi ed ospiti con ragazzine in topless nel giardino di villa Certosa. Berlusconi ed i suoi avvocati gridarono allo scandalo per le foto rubate e per una gravissima violazione della propria privacy. Le foto vennero sequestrate a tutti i principali giornali italiani ed il Garante privacy ne inibì la pubblicazione.

Ora la rivista francese Closer, che fa capo alla Mondadori della famiglia Berlusconi, ha pubblicato le foto del principe della corona britannica e di sua moglie Kate mentre prendeva il sole in topless in una piscina di un castello in Francia. Queste fotografie sono state pubblicate anche in Italia dal settimanale Chi, uno dei rotocalchi di gossip di Berlusconi. La stampa inglese accusa Berlusconi di “betrayal”, di tradimento; in un articolo del Mail è riportato che “nonostante Berlusconi abbia goduto per anni dell’ospitalità della famiglia reale e abbia un rapporto privilegiato con William, con il principe Carlo e con la regina”, l’ex-premier italiano ha mostrato indifferenza per la privacy di William e Kate. Il principe William avrebbe confidato agli amici di voler dare un segnale forte, per “non volere che Kate sia trattata dai paparazzi come la madre Diana”.

Marina Berlusconi, presidente di Mondadori, in una lettera inviata a la Repubblica ha scritto che «la Mondadori si è limitata a fare il suo mestiere … Che cosa avrebbe dovuto fare mio padre? Per rispetto della privacy della duchessa avrebbe dovuto calpestare l’autonomia editoriale della Mondadori? … Certe foto la stragrande maggioranza di giornali di gossip, in ogni parte del globo, avrebbe fatto a gara per pubblicare (e in ogni caso ci avrebbe pensato internet a diffondere in tutto il mondo quelle immagini)».

Salute e …peggio nun nisse.

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La verginella della TV

Al presidente della Rai Paolo Garimberti non piace Crozza, perchè “svilisce l’immagine del servizio pubblico”: Crozza nel suo intervento in apertura della puntata di Ballarò andata in onda su Raidue il 14 settembre ha fatto uso di troppe parolacce. Secondo Garimberti il turpiloquio di Crozza ha “oltrepassato il confine del buon gusto entro i quali deve mantenersi il servizio pubblico”.

Che ha detto Crozza di tanto scandaloso? Ecco le frasi incriminate:

  • “Casini, perché vuole fare il terzo polo…E cazzo, c’è bisogno anche del terzo polo in questo paese?”

  • “Bossi ne ha fatte di tutti i colori: ha mostrato il dito medio per dire che voleva le elezioni e ha fatto una pernacchia di dissenso a Fini (pausa). Se rutta, come dobbiamo interpretarlo? No ad un governo tecnico?”

  • “Dove minchia si acquista nel 2010 un repubblicano? Su eBay…?”.

  • Parlando di Stracquadanio: “C’è un limite alle cazzate che si possono dire… Negli anni se ne sono dette tante, c’è un limite, no? Col cazzo, arriva ‘Straguadagno’…”. “Ma come minchia ha fatto ‘Straguadagno’ ad arrivare in Parlamento?”.

  • Poi su Fini: “Ha già pensato a una corrente da assegnare al cognato: Fanculo e Libertà”.

  • “Che accordo abbiamo fatto con Gheddafi? Lui viene a sparare cazzate da noi e noi in compenso ci dobbiamo sparare da soli?”.

  • Su D’Alema: “In questa estate di grande bordello, finalmente parla. Vai D’Alema, falli neri. Per dire cosa? Voglio il proporzionale alla tedesca… Che cazzo vuoi? Ma cos’è il proporzionale alla tedesca? Un trauma infantile? A 16 anni si è trombato una tedesca al mare e cerca una scusa per ricontattarla?”.

In televisione se ne sono sentite di peggio, e non solo su interventi di satira. A Garimberti non piace Crozza oppure non piace Ballarò?

Salute e …peggio nun nisse.

Ipocrisia

Dal vocabolario Treccani on line: Simulazione di virtù, di devozione religiosa, e in genere di buoni sentimenti, di buone qualità e disposizioni, per guadagnarsi la simpatia o i favori di una o più persone, ingannandole.


Il New York Times, sulla base di alcuni documenti ecclesiastici di cui è venuto in possesso, ha scritto che i vertici del Vaticano, tra cui il futuro Papa Benedetto XVI ed il cardinale Tarcisio Bertone, occultarono gli abusi di un prete americano, il reverendo Lawrence C. Murphy, sospettato di aver violentato circa 200 bambini sordi di una scuola del Wisconsin, dove aveva lavorato dal 1950 al 1977. Il padre Murphy non ricevette mai alcuna punizione o sanzione nonostante i vescovi americani avessero ripetutamente avvertito la Santa Sede e fu trasferito in segreto in alcune parrocchie e scuole cattoliche, prima di morire nel 1998. La corrispondenza interna tra vescovi del Wisconsin e le autorità ecclesiastiche, scrive il New York Times, mostra che la priorità era quella di proteggere la Chiesa dallo scandalo.
Il portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi ha spiegato che elementi determinanti nella decisione di non punire padre Murphy furono la sua salute precaria e l’assenza di nuove accuse nei suoi confronti, sottolineando però che il Vaticano è stato messo a conoscenza del caso solo nel 1996, anni dopo la fine delle indagini.

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Il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, aprendo i lavori del Consiglio episcopale permanente, il “parlamentino” dei vescovi italiani, si è sentito in dovere di indicare dove mettere la crocetta all’interno delle urne: un voto contro l’aborto e in difesa della vita.

Non capisco tutto questo interesse a far nascere più bambini possibile…

Salute e …peggio nun nisse.

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