Questa è la RAI

Il capostruttura dirigente di Raitre Loris Mazzetti è stato sospeso per 15 giorni perché l’ultima puntata di Vieniviconme, lunedì 29 novembre, è stata più lunga di due minuti e mezzo rispetto ai tempi previsti per la chiusura.

Vieniviconme dopo le performance in termini di ascolto era stato definito “il programma dei record”. É riuscito a portare davanti al piccolo schermo anche persone che abitualmente non seguono la tv. Con il programma di Fazio e Saviano la platea televisiva del lunedì sera era aumentata di 2 milioni e mezzo di spettatori, con percentuali altissime tra i giovani e i laureati.

Il comportamento del dirigente Mazzetti è recidivo in quanto aveva già precedenti di sospensione, fra i quali quello “procurato” dall’aver difeso Enzo Biagi dopo la pronuncia del cosiddetto “editto bulgaro” da parte di Silvio Berlusconi nel 2002.

Evidentemente ai vertici di viale Mazzini la trasmissione non è mai piaciuta e in qualche modo dovevano comunicarlo…

Salute e …peggio nun nisse.

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Satira

Corrado Guzzanti a Vieni via con me:

1. Il Giornale replica a Saviano: la macchina del fango non è quella che dici tu. È una macchina vera, l’abbiamo vista ad Arcore: è chiusa con una vasca e due lottatrici nude

2. Anche Bossi telefona alla questura ma capiscono solo Mubarak

3. L’ira di Berlusconi contro Fini: futuro e libertà è un ossimoro: scelga, o futuro per noi o libertà per loro

4. Su alcuni manifesti del PD compare Bersani con una foto in bianco e nero, ma il fotografo giura che la pellicola era a colori

5. Si chiede a Masi se pensa se sarebbe giusto privatizzare la Rai. Risponde: un’altra volta?

6. Il Pdl apre a una modifica della legge elettorale: se i cittadini vorranno aggiungere a margine una preferenza la scheda non sarà invalidata

7. Rutelli va all’incontro con Fini e Casini: gli danno l’indirizzo sbagliato

8. Dubbi sulle elezioni regionali: tra le tante firme raccolte a sostegno della lista Formigoni compare quella di Michael Jackson

9. Nelle scuole italiane non c’è carta igienica: il ministro Gelmini prega le mamme di mandare i bambini a scuola già defecati

10. Berlusconi corrompe dei senatori: mi hanno detto che erano maggiorenni

11. Maroni vuole costringere le donne islamiche per farsi riconoscere a togliere il velo. Berlusconi, per lo stesso motivo, le mutande

12. Scenata del ministro Bondi in un museo: dei vandali hanno squarciato un quadro di Fontana

13. Torna Pannella con un nuovo digiuno, ma ormai quando arriva alla fine del mese la concorrenza è spietata

14. Sull’emergenza il governo si confonde: butta i manifestanti abruzzesi in una discarica e picchia a sangue i sacchi della mondezza

15. Berlusconi: scopo tutto il giorno, vi dà così fastidio se la sera lavoro un’oretta?

16. Anche il ministro Brunetta indagato per gli scandali sessuali: rinvenuto lo sgabello

17. Fini ha compiuto la sua parabola: era fascista; è stato postfascista; ora, tornando al futurismo, è prefascista

18. Il Pd è il primo partito in Italia a usare le primarie; il primo partito al mondo che le perde

19. Il papa condona l’uso del preservativo per certi casi particolari: ci sono delle notti in cui fa veramente freddo

20. Un preservativo condonato si chiama “condon”

21. L’anomalia storica della Fiat: gli italiani da sempre gli pagano le macchine, ma poi non le comprano

22. La strategia di Tremonti per la crisi: prima risaniamo i conti e poi vediamo chi è rimasto vivo

23. Il governo dei fatti: catturato il pusher

24. Polemica con la Comunità Europea: il ministro Gelmini propone di lasciare i crocifissi e togliere le scuole

25. Università italiana: la Gelmini vuole aiutare la ricerca. Provate a rifare tutto il percorso all’indietro

26. La fuga dei cervelli all’estero: Gasparri si scorda il corpo qui

27. Il governo di Berlusconi dà nuovi fondi alle scuole private e cattoliche. In cambio un bonus per altri tre scandali e bestemmia libera fino al 2012

28. Il papa attacca i laici, poi si scusa: avevo capito l’Ici

29. Il Partito democratico propone la sua legge elettorale: alla francese, con sbarramento tedesco a due turni e supercazzola all’australiana come fosse antani

30. La camorra contro Saviano: la scorta ci impedisce un contraddittorio

31. La Lega telefona alla ‘ndrangheta: ma ci cercavate per qualcosa?

32. Calderoli è stufo delle polemiche e invade la Polonia

33. Non abbiamo fatto la fine della Grecia, non abbiamo fatto la fine del Portogallo e dell’Irlanda: speriamo di non fare la fine dell’Italia

Alla fine resta il desiderio di vedere ancora Corrado Guzzanti, di risentirlo…


Salute e …peggio nun nisse.

UNA FIRMA PER SAVIANO

Il sito di Articolo 21 ha promosso un appello pro Roberto Saviano, in contrapposizione alla raccolta di firme contro che ha avviato Il Giornale.

Io aderisco.
 

 
  

 

Salute e …peggio nun nisse.

Ancora su ”Vieni via con me”

Al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che ha parlato di ”accuse infamanti”, non è piaciuto il racconto fatto da Saviano di approcci della ‘Ndrangheta ad un consigliere regionale leghista e ha chiesto di poter essere invitato alla trasmissione per un diritto di replica.

Saviano ha replicato: «Sono stupito e allarmato dalle parole del ministro. Non capisco di quali infamie parli. Temo che abbia visto un’altra trasmissione. Lo invito a rivederla e riascoltarla: io ho parlato solo di fatti, frutto di un’inchiesta giudiziaria dell’Antimafia di Milano e Reggio Calabria sul nuovo assetto della ‘Ndrangheta e sulla sua presenza culturale, politica ed economica in Lombardia. Fatti che dovrebbero preoccupare il ministro dell’Interno invece di spingerlo ad accusare chi li denuncia».

Il capostruttura di Rai 3, Loris Mazzetti, ha dichiarato: «Se il ministro Maroni ha qualcosa da dire e si è sentito offeso, essendo un ministro ha la possibilità di parlare in tutti i programmi e in tutti i telegiornali, quindi si organizzi in qualche maniera. Noi stiamo facendo un programma culturale e quindi non credo che ci sarà la possibilità di replicare. Se noi abbiamo detto cose non vere, cose smentibili se lo abbiamo ingiuriato o offeso, si rivolga direttamente alla magistratura».

Si sono subito messi a disposizione Bruno Vespa pronto ad organizzare una puntata di Porta a Porta interamente dedicata alla vicenda, Lucia Annunziata ”naturalmente disponibile a dedicare In mezz’ora al ministro Maroni” e pure Enrico Mentana offre il suo telegiornale de La7 al ministro Maroni.

A leggere i commenti sul web sembra che viviamo la politica come tanti tifosi, come per le squadre di calcio a cui rimani fedele anche se perdono, se giocano male e se sono ultime in classifica; si è pronti a difendere il leder del partito anche se questi sbaglia. Il partito non è una squadra di calcio e se quel partito va al governo non deve fare gli interessi di chi lo ha votato, ma di tutti i cittadini! Qui viviamo in una continua campagna elettorale: qualsiasi decisione e comunicazione è in funzione della ricerca del consenso degli elettori.

Il ministro dell’Interno, invece di reagire in maniera scomposta, faccia pulizia all’interno del suo partito e cacci i disonesti.

Salute e …peggio nun nisse.

Cos’è la destra, cos’è la sinistra…

A “Vieni via con me” di Fabio Fazio e Roberto Saviano, Pier Luigi Bersani e Gianfranco Fini hanno letto i valori della sinistra e quelli della destra:

BERSANI

“La sinistra è l’idea che se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli puoi fare davvero un mondo migliore per tutti. Abbiamo la più bella Costituzione del mondo. La si difende ogni giorno, il 25 aprile si fa festa. Nessuno può stare bene da solo. Stai bene se anche gli altri stanno un po’ bene. Se pochi hanno troppo e troppi hanno poco l’economia non gira perché l’ingiustizia fa male all’economia. Ci vuole un mercato che funzioni, senza monopoli, corporazioni e posizioni di dominio. Ma ci sono beni che non si possono affidare al mercato: la salute, l’istruzione, la sicurezza. Il lavoro non è tutto, ma questo può dirlo solo chi il lavoro ce l’ha. Il lavoro è la dignità di una persona. Sempre. E soprattutto quando hai trent’anni e hai paura di passare la vita in panchina. Ma chiamare flessibilità una vita precaria è un insulto. E allora un’ora di lavoro precario non può costare meno di un’ora di lavoro stabile”.

“Chi non paga le tasse mette le mani nelle tasche di chi è più povero di lui. Se 100 euro di un operaio, di un pensionato, di un artigiano pagano di più dei 100 euro di uno speculatore, vuole dire che il mondo è capovolto. Davanti a un problema serio di salute non ci può essere né povero né ricco, né calabrese né lombardo né marocchino; si fa con quel che si ha, ma si fa per tutti. L’insegnante che insegue un ragazzo per tenerlo a scuola è l’eroe dei nostri tempi. Indebolire la scuola pubblica vuol dire rubare il futuro ai più deboli. La condizione della donna è la misura della civiltà di un Paese. Calpestarne la vita è l’umiliazione di un Paese”.

“Dobbiamo lasciare il pianeta meglio di come l’abbiamo trovato perché non abbiamo il diritto di distruggere quello che non è nostro. E l’energia va risparmiata e rinnovata sgombrando la testa da fanta-piani nucleari. Il bambino figlio di immigrati che è nato oggi non è né immigrato né italiano. Dobbiamo dirgli chi è. Lui è un italiano. Se devo morire attaccato per mesi a mille tubi, non può deciderlo il Parlamento. Perché un uomo resta un uomo con la sua dignità anche nel momento della sofferenza e del distacco. C’è un modo per difendere la fede di ciascuno, per garantire le convinzioni di ciascuno, per riconoscere la condizione di ciascuno. Questo modo irrinunciabile si chiama laicità. Per guidare un’automobile, che è un fatto pubblico, ci vuole la patente, che è un fatto privato. Per governare, che è un fatto pubblico, bisogna essere persone perbene, che è un fatto privato”.

“Chi si ritiene di sinistra, chi si ritiene progressista deve tenere vivo il sogno di un mondo in pace, senza odio e violenza, e deve combattere contro la pena di morte, la tortura, ogni altra sopraffazione fisica o morale e ogni illegalità. Essere progressisti significa combattere l’aggressività che ci abita dentro; quella del più forte sul più debole, dell’uomo sulla donna, di chi ha potere su chi non ne ha. É prendere la parte di chi ha meno forza e meno voce”.

FINI

“Per la destra è bello, nonostante tutto, essere italiani perché è un piccolo privilegio, perché a Milano come a Palermo la nostra patria ha un patrimonio paesaggistico e culturale che il mondo ci invidia. Anche per questo, anche nel 2010, essere di destra vuol dire innanzi tutto amare l’Italia, avere fiducia negli italiani, nella loro capacità di sacrificarsi, di lavorare onestamente e pensare senza egoismi al futuro dei propri figli, di essere solidali e generosi, perché per la destra sono innanzi tutto generosi i nostri militari che in Afghanistan ci difendono dal terrorismo, come lo sono le centinaia di migliaia di connazionali, uomini e donne, che ogni giorno e gratis fanno volontariato per aiutare gli anziani, gli ammalati, i più deboli”.

“E per la destra sono solidali e quindi meritevoli di apprezzamento le tante imprese e le tante famiglie che danno lavoro agli immigrati onesti, i cui figli domani saranno anch’essi cittadini italiani perché la patria, da qualche tempo, non è più soltanto terra dei padri. Ma oggi nel 2010, per crescere insieme, per essere davvero unito, per sentirsi una comunità nazionale, il nostro popolo non può confidare solo sulla sua proverbiale, generosa laboriosità, gli italiani hanno bisogno di istituzioni politiche autorevoli, rispettate, giuste. Per questo destra vuol dire senso dello Stato, etica pubblica, cultura dei doveri. Per la destra lo Stato deve essere efficiente ma non invadente, deve spendere bene il denaro pubblico senza alimentare burocrazie e clientele, per la destra è lo Stato, solo lo Stato, che deve garantire che legge è davvero uguale per tutti, che deve combattere gli abusi e il malcostume, che deve valorizzare l’esempio degli italiani migliori. Per questo, ad esempio, per la destra si dovrebbe insegnare fin da scuola ai più giovani che due magistrati come Falcone e Borsellino sono davvero degli eroi perché sarà grazie al sacrificio loro e di tanti altri umili servitori dello Stato che un giorno la nostra Italia sarà più pulita, più libera, più bella, perché sarà un’Italia più responsabile, più attenta al bene comune, più consapevole della necessità di garantire che chi sbaglia paga, prima o poi, e chi fa il suo dovere viene premiato”.

“La destra sa che senza l’autorevolezza e il buon senso delle istituzioni, senza l’autorità della legge, senza una democrazia trasparente ed equilibrata nei suoi poteri non c’è libertà ma solo anarchia, prevalenza dell’arroganza e della furbizia a tutto discapito dell’uguaglianza dei cittadini. Per la destra l’uguaglianza dei i cittadini deve essere garantita nel punto di partenza, al Nord come al Sud, per gli uomini come per le donne, per i figli degli imprenditori, come per i figli degli impiegati e degli operai. Da questa vera uguaglianza, l’uguaglianza delle opportunità, la destra vuol costruire una società in cui il merito e le capacità siano i soli criteri per selezionare una classe dirigente. La destra vuole un paese in cui chi lavora di più e meglio, viene pagato di più, un paese in cui chi studia va avanti, un paese in cui chi merita ottiene i maggiori riconoscimenti”.

“Insomma la destra vuole un’Italia che ha fiducia nel futuro perché a ben vedere ha fiducia in se stessa. E non la dobbiamo costruire dal nulla, questa Italia migliore: c’è già. Dobbiamo soltanto far sentire la sua voce, la sua voce profonda. E anche questo è il compito della destra”.

Ha ancora senso parlare di destra e di sinistra? Come di due ideologie contrapposte?

Io mi ritrovo a condividere vari punti dei valori della sinistra e di quelli della destra. Pertanto scopro nuovamente Giorgio Gaber sempre più attuale, anche quando cantava “Destra Sinistra” (era il 1994!) e si chiedeva: Ma cos’è la destra cos’è la sinistra… Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra

Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra

Basta!

Salute e …peggio nun nisse.

Difendiamo la democrazia

La Legge bavaglio non è una legge che difende la privacy del cittadino, al contrario, è una legge che difende la privacy del potere. Non intesa come privacy degli uomini di potere, ma dei loro affari, anzi malaffari. … Questo sembra essere il vero obiettivo: impedire alla stampa, nell’immediato, di usare quei dati che poi, a distanza di tempo, non avrebbe più senso pubblicare. L’obiettivo è impedire il racconto di ciò che accade, mascherando questo con l’interesse di tutelare la privacy dei cittadini. … Migliaia di persone sono indignate e impegnate a mostrare il loro dissenso, la volontà e la speranza di poter impedire che questa legge mutili per sempre il rapporto che c’è tra i giornali e i suoi lettori: la voglia di capire, conoscere, farsi un’opinione. … Ogni persona che in questo momento prende parte a questa battaglia civile, sta permettendo di salvare il racconto del paese, di dare possibilità al giornalismo – e non agli sciacalli del ricatto – di resistere. In una parola sta difendendo la democrazia.

di ROBERTO SAVIANO

Volete sapere qual è il vero Bavaglio?

La Pupa e il Secchione. Il TG1. Lo Speciale Mondiali. Emilio Fede. Il Motomondiale. Studiosport. Minzolini. Il Gossip. L’Eredità. Lo Speciale CalcioMercato. I Simpson. Centovetrine. Il Meglio di Forum. Camera Cafè. UnoMattinaEstate. Barbara D’Urso.

Questo è il vero Bavaglio.

Perché la vera informazione, quella vera, è stata imbavagliata da tempo qui in Italia.

Da Agoravox

Salute e …peggio nun nisse.

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