Comico, fino alla fine…

Una squadra composta esclusivamente da tecnici, senza alcun politico, ha promesso fedeltà alla Repubblica, davanti al Capo dello Stato e ottenuto la fiducia al Senato e alla Camera. Dodici ministri sono con portafoglio (tra questi l’Economia, del quale Monti ha l’interim) e cinque senza portafoglio. Tre donne in dicasteri cruciali (Giustizia, Lavoro e Interno).

«Spero che il mio governo ed io potremo contribuire in modo rispettoso a riconciliare maggiormente i cittadini e le istituzioni, i cittadini e la politica», ha detto Monti.

In una nota ufficiale di Palazzo Chigi è stato riportato che “Silvio Berlusconi, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama“; una telefonata “giunta al termine di una serie di contatti telefonici che il presidente Berlusconi ha avuto con alcuni dei principali leader internazionali: il cancelliere tedesco Merkel, il presidente francese Sarkozy ed i primi ministri della Gran Bretagna Cameron, della turchia Erdogan, di Israele Netanyahu e della russia Putin“. Berlusconi ha poi parlato con il presidente della federazione russa, Dimitri Medvedev, che lo avrebbe “ringraziato come uno dei politici più esperti ed autorevoli del mondo”. In questo giro di saluti, Berlusconi ha chiamato anche un ex potente ormai in pensione, l’ex presidente Usa George W. Bush.

Scusate se rido…

Salute e …peggio nun nisse.

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Umiliati e derisi per colpa di B

Nel corso della conferenza stampa congiunta di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy al vertice europeo che si è aperto a Bruxelles, alla domanda dei giornalisti: “Siete stati rassicurati da Berlusconi?” i due statisti europei si sono scambiati una occhiata e non sono riusciti a trattenere sorrisi ironici o sarcastici, determinando una reazione ilare in sala stampa.

Questo siparietto è l’inevitabile conseguenza del fatto che noi italiani siamo tristemente rappresentati da un vero pagliaccio: il nostro premier ed il governo da lui presieduto sono diventati una barzelletta internazionale.

Salute e …peggio nun nisse.

Wikileaks: il re è nudo!


Migliaia di file diffusi da Wikileaks, il sito di Julian Assange, rivelano i dispacci diplomatici con le conversazioni tra Washington e le circa 270 ambasciate e consolati di diversi Paesi del mondo, in cui vengono tracciati, tra l’altro, i profili a volte imbarazzanti dei vari leader mondiali.

Silvio Berlusconi è giudicato «incapace, vanitoso e inefficace», «portavoce di Putin in Europa» e «stanco» per i troppi «festini».

La Russia è «virtualmente uno Stato della mafia», Putin è un «alpha dog», il maschio dominante

Ahmadinejad è «il nuovo Hitler»,

Gheddafi «un ipocondriaco» e «il dittatore più longevo del mondo»

Nicolas Sarkozy «un imperatore nudo»

La cancelliera tedesca Angela Merkel «evita i rischi ed è raramente creativa»

Le reazioni internazionali sono state varie, dai silenzi più o meno imbarazzati alle manifestazioni di solidarietà.

Il presidente del Consiglio avrebbe reagito con una risata.

Secondo il ministro degli Esteri Frattini, invece «le rivelazioni di Wikileaks sono un gioco per distruggere il mondo».

Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, dopo essersi detto convinto che «ci sono ancora tantissime notizie non note», ha aggiunto che «quelle uscite non mi sembrano stravolgenti».

Credo abbia ragione. Niente che già non si sapeva. Però sentirselo dire è un po’ come il bambino che grida: «il re è nudo!»


Salute e …peggio nun nisse.

Tentativi di berlusconizzazione

Augustin Scalbert, giornalista del sito indipendente Rue89.fr rischia 5 anni di carcere e una multa da 375mila euro per aver postato un paio d’anni fa sulla pagina web del sito un imbarazzante fuori onda di cui è protagonista il presidente Sarkozy.
Il 30 giugno del 2008 il presidente transalpino era stato invitato a un talk show in onda sull’emittente pubblica France 3. Appena arrivato Sarkozy saluta gli impiegati dell’emittente e scherza con i microfonisti. Uno di questi però non gli dà confidenza e soprattutto non ricambia il suo saluto. Il filmato cattura gli istanti in cui Sarkozy si mostra profondamente irritato e dice: “È una questione di educazione. Quando si è invitati a una trasmissione, hai tutto il diritto di essere salutato. … Non sembra proprio di essere nel servizio pubblico, siamo tra i manifestanti. … È incredibile e grave. Le cose cambieranno”.

Scalbert è stato denunciato da France 3 per furto, ricettazione e contraffazione; il giornalista di Rue89.fr si è rifiutato di confessare chi gli abbia consegnato le immagini rubate.

Secondo molti osservatori questo accanimento nei confronti di Scalbert è la prova che Sarkozy vuole controllare i media. Il portavoce del sindacato nazionale dei giornalisti ha dichiarato che “è scandaloso e contrario alla legge sulla protezione delle fonti”. C’è chi rileva che “qualsiasi sanzione sarebbe un attentato alla libertà di stampa”, e chi denuncia che vi è un chiaro “tentativo di berlusconizzare i media francesi”.

Salute e …peggio nun nisse.



Viscidamente ossequioso come al solito

Draquila – L’italia che trema” è un’inchiesta sul campo che va a rintracciare le voci “fuori dal coro” dei terremotati d’Abruzzo.

A Sandro Bondi, ministro della Cultura, non è piaciuto.
Non è piaciuto a Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, che ha spiegato durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi che “ognuno deve tutelare la propria dignità, i propri funzionari” e secondo lui “
portandolo a Cannes l’Italia non farà una bella figura”.
Non è piaciuto neanche a Michela Vittoria Brambilla, ministro del Turismo, anche se non ha visto il film ed ha annunciato alla trasmissione L’ultima parola, che si riserva di vedere Draquila (!) e di dare mandato all’avvocatura dello Stato per eventuali danni che il film possa arrecare all’immagine dell’Italia.

Bondi ha deciso di non partecipare al festival di Cannes esprimendo “rincrescimento e sconcerto per la partecipazione di una pellicola di propaganda, Draquila, che offende la verità e l’intero popolo italiano”.

Per Luigi De Magistris dell’Italia dei valori, “a offendere la verità e il popolo italiano non sono né l’arte né l’informazione, ma un ministro che invece di comportarsi come tale, onorando gli impegni istituzionali a cui è chiamato per via del ruolo che riveste, preferisce recitare la parte del fedele servitore del premier disertando il Festival di Cannes”.

Per Jack Lang ex-ministro della cultura francese ed attuale “emissario speciale” del presidente Nicolas Sarkozy la decisione di Bondi di non andare a Cannes è sintomo di una “strana concezione della libertà”.

Per Marco Bellocchio quello di Bondi è “un forfait sconcertante. Se almeno avesse visto la pellicola di Sabina Guzzanti la reazione sarebbe più motivata, più responsabile, invece…” (!)


Salute e …peggio nun nisse.

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