Sturmtruppen

Silvio Berlusconi è stato condannato a un anno di reclusione per la vicenda dell’intercettazione Fassino-Consorte («Abbiamo una banca?»).

Secondo l’accusa, la vigilia di Natale del 2005 l’allora premier avrebbe ascoltato la registrazione della telefonata Fassino-Consorte, ancora coperta da segreto istruttorio e contenuta in una pen drive, in un incontro ad Arcore alla presenza del fratello Paolo e degli imprenditori Fabrizio Favata e Roberto Raffaelli. Era stato quest’ultimo, che lavorava per la Research Control System (società che forniva le apparecchiature per le intercettazioni alla Procura), a trafugare, secondo le indagini, il nastro e, assieme a Favata e al fratello Paolo, ad offrirlo, secondo l’accusa, come «regalo» a Berlusconi in vista delle elezioni politiche del 2006. Pochi giorni dopo, il contenuto di quella telefonata era stato pubblicato da «Il Giornale», quotidiano della famiglia Berlusconi.

L’accusa per Silvio Berlusconi è di rivelazione di segreto d’ufficio, in concorso con il fratello Paolo, a cui sono stati inflitti due anni e tre mesi di reclusione.

Berlusconi: “Persecuzione intollerabile”.


Dispiegamento di forze a difesa di Silvio Berlusconi:

Alfano: «Sentenza indecente e condanna surreale. È sempre più chiaro che vi è un tentativo di eliminazione di Silvio Berlusconi per via giudiziaria».

Alessandra Mussolini: «Gli italiani devono prendere atto che in Italia non esiste più la certezza del diritto».

Stella Gelmini rinnova l’invito a scendere in piazza il 23 marzo contro «parte della magistratura militante di sinistra ormai diventata incontrollabile».

Maurizio Sacconi: «È la più palese dimostrazione dell’anomalia giudiziaria italiana».

Michaela Biancofiore: «La sentenza è un vero assalto alla democrazia e un caso di ingiustizia ad personam».

Gianfranco Rotondi: «Nei successivi gradi di giudizio Berlusconi sarà assolto».

Francesco Storace: «Berlusconi è l’unico in Italia ad essere condannato per la pubblicazione di un’intercettazione telefonica».

Salute e …peggio nun nisse.

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Perché le chiamano “morti bianche” ?


Secondo i dati forniti dall’Osservatorio Indipendente di Bologna sono oltre 1100 i morti sul lavoro nel 2011; oltre il 15% di questi lavoratori lavoravano in nero o erano già in pensione. Oltre il 25% di tutti i morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni e le vittime in questa fascia d’età sono quasi tutte concentrate in agricoltura e in edilizia. L’agricoltura ha già avuto 206 morti sui luoghi di lavoro e registra il 31,16 % di tutti i morti sul lavoro. Gli agricoltori, come tutti gli anni, muoiono per la maggioranza in tarda età, schiacciati da trattori spesso senza protezioni che si ribaltano; praticamente muore un agricoltore schiacciato dal trattore ogni 3 giorni. I lavoratori deceduti in itinere o sulle strade sono lavoratori che utilizzano un mezzo di trasporto (agenti di commercio, autisti, camionisti, ecc.) e lavoratori che muoiono nel percorso casa-lavoro/lavoro-casa. In Umbria nel 2011 ci sono stati 17 morti sui luoghi di lavoro, + 142% rispetto al 2010 (7 morti).

Ministro Fornero, ripristini le norme per la sicurezza sul lavoro, volute dal Governo Prodi con il testo unico per la sicurezza sul lavoro (Dlgs 81/08) e stravolte dall’ex Ministro del Lavoro Sacconi, con il Dlgs 106/09 (decreto correttivo), che tra l’altro ha dimezzato le sanzioni ai datori di lavoro, ai dirigenti, ai preposti, in alcuni casi ha sostituito l’arresto con l’ammenda, ha introdotto la “salva-manager”.

Salute e …peggio nun nisse.

Poteva essere più chiaro?

Il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinal Bagnasco, ha detto:
“Mortifica dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui. … [Ma di chi parla?] I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. [Ma a chi si riferisce?] … chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda. [Berlusconi???]
C’è da purificare l’aria, perché le nuove generazioni – crescendo – non restino avvelenate”. [Non può essere che lui!!]


Le reazioni:

Fini: «E’ un appello alle coscienze»
Rosy Bindi: «Un chiaro altolà ai modelli di vita e agli abusi della funzione pubblica»
Giovanardi: «Messaggio condivisibile»
Rutelli: «Un messaggio forte e chiaro»
Sacconi: «Nessuno può usare il suo monito come una clava»
Fioroni: «L’Italia non può fare a meno dei cattolici»
Bondi: «Come cattolico ritengo che la società italiana tutta abbia bisogno di un profondo rinnovamento»
Bonanni: «La politica deve tornare ad esprimere valori forti»

Berlusconi: «Avanti la prossima…»

Salute e …peggio nun nisse.

Facili previsioni

Centinaia di migliaia di persone si sono ritrovate ieri a Roma per la manifestazione indetta dai metalmeccanici. Con loro hanno sfilato gli altri lavoratori e i disoccupati, gli studenti, i pensionati, i precari, gli immigrati. Uomini della politica – da Nichi Vendola ad Antonio Di Pietro – associazioni, movimenti e centri sociali.


Nessuna cifra ufficiale; solo Giorgio Cremaschi, della segreteria nazionale della Fiom, azzarda: “Saremo circa 1 milione. É difficile, però, fare delle stime precise perché, mentre erano già in corso gli interventi [in piazza San Giovanni], la coda del corteo principale era ancora a Santa Maria Maggiore, a qualche chilometro da qui”.

Il questore di Roma, Francesco Tagliente, parla di 80.000 manifestanti… 😀

Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, attacca una piazza che è un “retaggio di questi maledetti anni Settanta”. 😀

É “pacifica, democratica e non violenta” replicano Landini ed Epifani.

Infatti i cortei hanno sfilato senza incidenti.

Previsioni azzeccate, quasi fossi tornato dal futuro…
Ma onestamente era troppo facile: è un ritornello che si ripete ogni volta!
😎

Salute e …peggio nun nisse.

Non autosufficienza: un fenomeno in continua crescita

Nel 2009 in Italia il 14% della popolazione ha meno di 14 anni, il 65% è in età lavorativa (15-64 anni), il 20,1% ha oltre 65 anni. L’invecchiamento della popolazione è progressivo ed inesorabile nel tempo, e nel 2051 gli over 65 saranno il 34,3%.

Il Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha presentato il ”Rapporto sulla non autosufficienza” dai cui emerge che in Italia ci sono 2,6 milioni di persone in condizione di disabilità, non autosufficienti e dunque non in grado di badare a se stesse, che vivono in famiglia (dati Istat 2007), pari al 4,8% della popolazione.

La disabilità è pari al 9,7% della fascia di popolazione dai 70-74 anni, si eleva al 17,8% nella fascia dai 75-79 anni, e raggiunge il 44,5% degli 80enni. La percentuale delle persone con disabilità di sesso femminile (6,1%) è il doppio di quella maschile (3,3%).

Sono oltre 1.700.000 le persone con invalidità motoria (3% della popolazione); oltre 500.000 le persone che hanno una invalidità per malattia mentale (0,9% della popolazione) e il 5,3% della popolazione (il 7,4% donne, il 3,1% uomini) dichiara di soffrire di ansietà cronica e di depressione.

In Italia ci sono 774.000 badanti di cui 700.000 straniere. Circa il 6,6% degli anziani over 65 utilizza una badante (10% al Nord). Lo Stato spende per l’indennità di accompagnamento 6,3 miliardi, mentre le famiglie italiane sostengono una spesa di oltre 9 miliardi per retribuire le badanti.

Salute e …peggio nun nisse.

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