INDIGNATO – n. 1

Valter Lavitola, ex direttore dell’Avanti!, è accusato dai pm napoletani di aver occultato su conti esteri 23 milioni di euro in dodici anni, con la complicità del senatore Pdl Sergio De Gregorio.
È anche accusato di aver corrotto il governo di Panama con tangenti per ottenere una commessa dall’ammontare complessivo di 176 milioni di dollari, per costruire 4 carceri modulari nello stato centroamericano.
I reati ipotizzati vanno dall’associazione per delinquere alla emissione e utilizzo di fatture false alla bancarotta fraudolenta, riciclaggio e truffa. 

Lavitola aveva già una richiesta d’arresto da parte dei magistrati di Bari, nell’ambito di un’inchiesta partita da una presunta estorsione all’ex premier Silvio Berlusconi: in particolare è accusato di aver istigato Gianpaolo Tarantini a mentire alla procura di Bari nell’ambito dell’inchiesta sulle escort che «Gianpi» ha portato nel 2008 nelle residenze di Berlusconi.
Valter Lavitola, secondo la sorella Maria, avrebbe avuto intenzione di chiedere 5 milioni di euro a Silvio Berlusconi, e se non avesse pagato, Lavitola «avrebbe avuto tutte le giustificazioni, anche morali, per dire tutto quello che sapeva su Berlusconi». 

Secondo il quotidiano online L’indipendenza Lavitola al suo rientro in Italia dopo otto mesi di latitanza ha chiesto  l’indennità di disoccupazione all’Inpgi, l’istituto di previdenza dei giornalisti: circa mille euro al mese!

A volte una vignetta (presa in prestito da altri contesti) può aiutare…

Salute e …peggio nun nisse.

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Contro l’interesse della collettività

I termovalorizzatori, o per meglio dire inceneritori, rappresentano una fonte inquinante ad alto impatto sull’uomo e sull’ambiente.
Il fallimento degli inceneritori è ormai conclamato: negli Stati Uniti non se ne costruiscono dal 1995, in Canada la tecnologia è assente, in Inghilterra, Spagna, Austria e Germania si preparano allo smantellamento, in Italia sono sotto sequestro gli impianti di Terni e Colleferro, mentre sono chiusi quelli di Brindisi e Pietrasanta.
L’esempio più riuscito è probabilmente l’inceneritore di Brescia, che ha ottenuto importanti riconoscimenti in campo internazionale (nella giuria sedeva lo stesso costruttore), ma ha ottenuto anche due violazioni delle direttive europee.
È ampiamente provato come gli inceneritori producano forti squilibri all’ecosistema.
Si tratta delle emissioni di anidride carbonica e diossine.
In tal senso anche la normativa europea più recente, nonché quella italiana, prevede l’incenerimento come passaggio finale di un processo che sia innanzitutto basato sulla riduzione della produzione del rifiuto e sul suo riciclaggio tramite differenziazione.
Nessun inceneritore può dirsi sicuro: anche i più moderni riescono a trattenere solo una parte del particolato prodotto dalla combustione (le cosiddette nanoparticelle da PM10 a PM5), ma non esistono filtri o sistemi per l’intercettazione di quelle più insidiose per la salute umana (da PM 2,5 a PM 0,1).
E poi resterebbe il problema delle ceneri che meriterebbero delle discariche ad hoc.

Quale situazione in Umbria?
L’assessore regionale Rometti e il sindaco Boccali dichiarano: “il termovalorizzatore si farà” (Rometti, Il Corriere dell’Umbria 24 dicembre) e “il termovalorizzatore si farà a Perugia” (Boccali, il Messaggero e il Giornale dell’Umbria del 22 dicembre).

Politici che dimostrano di non saper vedere al di là del proprio naso…

Salute e …peggio nun nisse.

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