Senza editori e senza padroni


Servizio Pubblico, il nuovo programma di Michele Santoro andato in onda ieri in prima serata su un network di reti TV regionali, oltre che su un canale della piattaforma Sky e sul web, ha ottenuto un boom di ascolti superiori alle aspettative: secondo il dato comunicato dallo Studio Frasi su dati Auditel,  il programma ha avuto il 9,22% di share con 2.240.964 telespettatori sulle tv locali; su Sky Tg24 i telespettatori sono stati 644.060, con il 2,64% di share. Quindi l’audience TV totale dell’esordio di Santoro si attesta a 2.885.024 telespettatori, con uno share di circa il 13%. Per quanto riguarda i risultati su internet, le prime stime parlano di 400.000 utenti sui siti di Corriere della Sera e di Repubblica e altri 400.000 sui siti del Fatto Quotidiano e dell’associazione Servizio Pubblico.

Il consigliere di amministrazione della TV di Stato Nino Rizzo Nervo ha detto: “Fare il 12% di share su un circuito alternativo alle grandi reti generaliste è un risultato eccezionale. … un grave atto d’accusa nei confronti del direttore generale della Rai che senza un voto del Cda si è arrogato il potere di rinunciare ad una risorsa strategica della Rai. … Rifletta anche chi nel consiglio di amministrazione, per inerzia o per calcolo politico, ha consentito che si potesse cancellare una trasmissione come Annozero che garantiva grandi ascolti e importanti ricavi pubblicitari”.

Ieri sera Santoro ha scritto una nuova pagina della tv e ha ribadito un sonoro no ad ogni forma di censura e di bavaglio.

Salute e …peggio nun nisse.

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Italy’s Woman Problem

La giornalista Barbie Nadeau ha scritto nel novembre 2010 per ‘Newsweek‘, uno dei magazine americani più prestigiosi, un’inchiesta dal titolo ‘Italy’s Women Problem‘ sull’immagine sessista proposta da Mediaset.

Nella sua documentata inchiesta sulla sconfortante situazione delle donne italiane, lontane dalla parità in tutti gli ambiti, Nadeau notava che persino nel programma più visto del prime time italiano, ‘Striscia la notizia’, la rappresentazione femminile era affidata alle Veline: signorine “con addosso un abito ornato di lustrini fornito di tanga e profondo scollo a V che arriva oltre l’ombelico” a cui i conduttori possono dire “Vai, girati, fatti dare un’occhiata” toccando loro il didietro.

Barbie Nadeau è stata denunciata da ‘Striscia la notizia‘ per diffamazione.

Non si può negare comunque che l’immagine femminile veicolata dai media e dalla pubblicità non può che danneggiare la ricerca della parità lavorativa e sociale; le cosce nude, l’esibizione di corpi manda un messaggio subliminale continuo all’uomo italiano: che le donne hanno a che fare con il sesso, che non sono una controparte seria e affidabile in politica o sul lavoro.

Salute e …peggio nun nisse.

Un altro record negativo

Da un rapporto della Beverage Marketing Corporation nel 2009 gli italiani hanno consumato in media 192 litri di acqua minerale a testa. É un record europeo del nostro Paese, e nel mondo siamo secondi, dietro solo al Messico.
Nel 1980, cioè prima della creazione di un reale mercato nazionale di acqua imbottigliata, il consumo medio era di 47 litri annui.

L’immagine dell’acqua di rubinetto è scaduta negli anni: molti acquedotti hanno gestito male il servizio proponendo acqua clorata, con sapori e colori strani, altri non hanno saputo gestire problemi di inquinamento della falda. Così i consumi di acqua minerale sono cresciuti progressivamente, ed attualmente ci sono oltre 250 marche. L’acqua confezionata è presente su quasi ogni tavola italiana ma costa da 500 a 1000 volte di più rispetto a quella pubblica, e inquina l’atmosfera con l’emissione di CO2.

L’acqua in bottiglia è considerata più ‘sicura’, esente da contaminazioni varie, e più buona. Ma si tratta più di strategie pubblicitarie per promuovere le bevande confezionate, che di realtà; infatti non tutte le minerali analizzate sono così pure come dichiarano.

I gestori degli acquedotti dovrebbero far conoscere la qualità dell’acqua che sgorga dal rubinetto di casa; occorrerebbe sensibilizzare i cittadini ad usare caraffe filtranti nelle situazioni dove la qualità non è eccelsa e, per gli irriducibili della bottiglia scegliere quelle proveniente da fonti situate nella regione di residenza per ridurre l’impatto ambientale dovuto al trasporto.

Salute e …peggio nun nisse.

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