Povero Brunetta

Brunetta, ex ministro per la Pubblica Amministrazione del governo Berlusconi, in un’intervista a Tgcom24 si è lamentato di non riuscire a far fronte al pagamento dell’imposta sulla casa.

Io gli avrei detto semplicemente “ma vaffanculo!”, passando per il solito volgare.
Per questo riporto le parole di Giorgio Conte, vice capogruppo di Fli alla Camera: «Non voglio fare i conti in tasca a nessuno, ma avendo una vaga idea di quello che guadagna da parlamentare e di quanto ha percepito da Ministro sinceramente non credo che Brunetta possa permettersi di lamentarsi dell’Imu. Ancora una volta l’ex Ministro si è contraddistinto per cattivo gusto e per totale disprezzo degli italiani».

Ecco!

Salute e …peggio nun nisse.

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INDIGNATO – n. 2

A gennaio 2012 sul sito del Ministero dell’Economia è stata indetta una gara per fornitura in acquisto di berline medie con cilindrata non superiore a 1.600 cc e dei servizi connessi ed opzionali per le Pubbliche Amministrazioni: limite di spesa poco meno di 10 milioni di euro.
Secondo L’Espresso, Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori, in un’interrogazione parlamentare ha chiesto spiegazioni sulla spesa al viceministro dell’economia Vittorio Grilli:

“Ma come è compatibile una spesa di 10 milioni di euro per acquistare nuove auto blu quando se ne devono dismettere migliaia?”.

La spiegazione da parte del governo non è però arrivata….

Secondo l’ultimo monitoraggio (febbraio 2012) del Formez sul parco auto della Pubblica Amministrazione, ci sono circa 800 vetture non utilizzate, su un numero complessivo di diecimila auto blu (per ministri e alti dirigenti) e altre cinquantamila auto di servizio che costano complessivamente quasi due miliardi di euro l’anno ai contribuenti.

Salute e …peggio nun nisse.

Non è solo un euro e cinquanta in più

Rincara a 112 euro il canone di abbonamento alla Rai per il 2012: l’aumento è legato all’adeguamento al tasso di inflazione reale, recupero che è previsto dall’articolo 47 del Testo Unico della televisione. É dal gennaio 2009 che il canone Rai cresce di anno in anno di un euro e cinquanta.

Invece gli stipendi degli italiani, colpiti dalla pressione fiscale e dalla mancata crescita, sono ormai fermi da 10 anni. I dipendenti pubblici hanno congelate fino al 2014 le buste paga. È bloccata anche la rivalutazione delle pensioni per due anni.

L’Italia si colloca al 22esimo posto su 34 nella classifica dei salari netti: nel Regno Unito la retribuzione netta è stata di 11 mila euro superiore a quella italiana; in Germania hanno preso quasi 5 mila euro in più che da noi, in Francia 2 mila e perfino in Spagna ci hanno superato di circa 1.500 euro.

Però la “revisione” degli stipendi dei parlamentari è stata rinviata all’anno prossimo!

Seconto i dati Istat il divario tra la crescita dei prezzi su base annua e quella delle retribuzioni è il più alto dal 1997: i primi aumentano del 3,3%, gli ultimi dell’1,5% (sono fermi i salari nella pubblica amministrazione!).
Oggi riportano che la Borsa Italiana ha perso il 25,28% nel 2011; aveva perso il 12% nel 2010.

Non c’è da stupirsi se a Natale c’è stato il crollo dei consumi: secondo dati elaborati dall’Osservatorio di Federconsumatori sono stati spesi 400 milioni in meno…

Non crolla la fiducia dei consumatori: crolla la fiducia degli italiani!

Salute e …peggio nun nisse.

Da che pulpito…

Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha detto che i certificati “inutili” dovrebbero essere eliminati completamente: “Una delle vitamine per la crescita è la semplificazione. Perché famiglie e imprese devono fornire certificati alla pubblica amministrazione che li ha già in casa? Basta certificato antimafia, basta Durc (documento unico di regolarità contributiva). Basta pacchi di certificati per partecipare ai concorsi. Ci sono tante riforme che non costa niente attuare ma che producono crescita“.

Ricette per la crescita: ma perché non mi fido?

Salute e …peggio nun nisse.

Brunetta deve chiedere scusa

Renato Brunetta ha spiegato dal suo punto di vista il flop delle certificazioni online

Clamorosa rottura tra i medici italiani e il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, dopo la pubblicazione su Facebook da parte della Cgil di un video, registrato l’8 settembre scorso a Frascati e da poco messe in rete, in cui Brunetta attacca i medici sui certificati on line, accusandoli di “essere una categoria assatanata di denaro” e di “non avere a cuore il bene del paese e dei pazienti“.

non si può collaborare con chi insulta

La Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri ha deciso di interrompere ogni collaborazione con il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione e ha rilasciato una nota: “…Le affermazioni del ministro Brunetta, assurte alla cronaca solo in questi giorni ancorché pronunciate un mese fa, esprimono considerazioni del tutto infondate nel merito e gravemente offensive per tutti i medici italiani, colpiti come professionisti e come cittadini del nostro Paese. …Pur essendo avvezzi all’esuberanza verbale e alla carica demagogica del ministro Brunetta, quelle inequivocabili parole hanno spezzato un rapporto di fiducia e di reciproca affidabilità, il che ci impedisce di proseguire una costruttiva collaborazione con il ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione…”.
Oltre all’ordine professionale, anche le organizzazioni di categoria hanno preso posizione contro il ministro, a partire dalla Cimo-Asmd (medici e dirigenti ospedalieri): “ Altro che categoria assatanata di soldi, siamo una categoria che lavora senza orario, regalando milioni di ore non retribuite per garantire la salute dei cittadini per 365 giorni all’anno, nei pronto soccorso, negli ospedali e nei posti di emergenza territoriale, con turni massacranti solo per coprire le carenze dovute a mancate assunzioni e ad errori di programmazione. Brunetta deve chiedere scusa”.

appello al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

Perché i cittadini abbiano cure adeguate e bravi professionisti in tutto il territorio nazionale, restituisca ai medici la loro professionalità e al ministro della Salute i poteri precedenti al 2001. Siamo l’unico Paese in cui chi ha il compito di fornire prestazioni diagnostiche e curative deve rivolgersi al ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione e non a quello della Sanità.

 

Salute e …peggio nun nisse.

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