Bandiera ammainata al Colle

Giorgio Napolitano ha firmato questa mattina la lettera di dimissioni da presidente della Repubblica.
Napolitano è stato l’undicesimo presidente della Repubblica; la sua è stata la permanenza più lunga in carica nella storia repubblicana, l’unico a essere stato rieletto al Quirinale.
Il presidente del Senato Pietro Grasso diviene il Presidente supplente della Repubblica con pieni poteri e manterrà l’incarico fino al giuramento del nuovo Capo dello Stato.
La Conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha fissato per le ore 15 del 29 gennaio la prima votazione per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica.

Salute e …peggio nun nisse.

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NAPOLITANO RIELETTO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Napolitano saprà tenere conto della grande richiesta di cambiamento che c’è nel Paese?

Uno dei governatori regionali, appena sceso dal Quirinale, aveva detto che Napolitano ha chiesto a Pd e Pdl di dar vita a un governo “che duri almeno tre anni”, guidato da Giuliano Amato; ci saranno esponenti di vertice dei partiti per garantire la tranquilla navigazione del governo in Parlamento: si parla di Enrico Letta e Angelino Alfano come vicepremier per blindare l’accordo delle larghe intese.

È questa la trasformazione verso il nuovo?

Silvio Berlusconi, Alfano e i loro erano visibilmente soddisfatti, esultavano dai banchi del Pdl, dopo l’elezione di Giorgio Napolitano a presidente della Repubblica.

La decisione di votare per Giorgio Napolitano è il preliminare a un governo di grandi intese tra Pd, Pdl e Scelta Civica: un grande inciucio che terrà il Paese bloccato ancora per mesi se non per anni. Berlusconi con i suoi veti impedirà sia di cancellare le odiose leggi ad personam sia di trovare le soluzioni economiche giuste per uscire dalla crisi.


Salute e …peggio nun nisse.

È come un golpe

Questa mattina Berlusconi, Bersani e poi Mario Monti e una delegazione della Conferenza dei presidenti delle Regioni, per uscire dallo stallo sull’elezione del presidente della Repubblica, hanno chiesto al Presidente Napolitano di accettare la ricandidatura “nel superiore interesse del Paese”. Anche la Lega ha fatto sapere che voterà Napolitano. E persino i vescovi si sono esposti direttamente per la riconferma di Napolitano. Solo Movimento 5 stelle e Sel hanno annunciato che non lo voteranno e la loro preferenza andrà a Stefano Rodotà. 

E così Napolitano ha accettato il reincarico.

È in corso la sesta votazione con la pressoché certa rielezione di Giorgio Napolitano.
La soluzione che si sta profilando non rispecchia affatto il risultato del voto del 24 e 25 febbraio. Bersani consegna l’Italia a Berlusconi. Che importa se non lo vogliono gli italiani? Ecco l’ennesima prova del penoso distacco tra potere e cittadini. 

Muore prima di nascere il processo di rinnovamento che auspicavamo.
In molti gridano al golpe.
Eppure persino Napolitano aveva detto: «Ora ci vuole il coraggio di fare delle scelte, di guardare avanti, sarebbe sbagliato fare marcia indietro. … restare o peggio tornare indietro sarebbe ai limiti del ridicolo».


Salute e …peggio nun nisse.

Presidente Napolitano: dipende da te!

Diciamo al Presidente che questo è il test definitivo per la nostra democrazia: se non faremo in modo che queste nomine avvengano attraverso una procedura pubblica, questo episodio segnerà il crollo definitivo della fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:

Le chiediamo di rifiutarsi di firmare l’autorizzazione delle recenti nomine all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e al Garante per la Privacy. Queste nomine non sono basate né sull’indipendenza né sulla competenza, come invece previsto dalla legge. E’ il momento di proteggere la libertà d’informazione in Italia e liberare le nostre istituzioni pubbliche dal giogo soffocante dei partiti: contiamo su di lei per difendere la nostra Costituzione e la nostra democrazia.

Sul sito di Avaaz è richiesta la nostra firma per una petizione al Presidente della Repubblica per difendere la nostra democrazia.

Sono indignato… e dubito nel nostro Presidente.


Salute e …peggio nun nisse.

INDIGNATO – n. 3

Senza nessuna sorpresa ieri Camera e Senato hanno nominato i componenti del Garante per la privacy e i componenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. All’Agcom Montecitorio ha eletto Antonio Martuscello, indicato dal Pdl e Maurizio Decina, indicato dal Pd; all’Autorità garante per la Privacy sono risultati eletti Antonello Soro su indicazione del gruppo Pd e la leghista Giovanna Bianchi Clerici. Il Senato ha eletto Antonio Preto e Francesco Posteraro quali membri dell’Autorità per le comunicazioni; Augusta Iannini e Licia Califano sono invece i membri scelti dai senatori per l’Autorità per la privacy.

  Augusta Iannini è la moglie di Bruno Vespa!

Anche questa volta la logica lottizzatoria ha presieduto alla selezione dei componenti. La principale ragion d’essere delle Authority sta nel loro essere super partes, al servizio del Paese e della società civile. Il metodo seguito va in direzione opposta. Nessuna vergogna nello scegliere persone manifestamente inadatte e in conflitto di interessi.

Si sono levate proteste da una parte del Parlamento (Idv, Radicali e diverse voci fuori dal coro nei vari schieramenti), da fuori il Parlamento (Grillo e Vendola) e da volti noti della società civile (Roberto Saviano). Ora si fa appello al Presidente della Repubblica affinché non firmi il decreto di nomina che condannerebbe l’Italia a 7 anni molto difficili per l’Informazione e la libertà in Rete.

È arrivato il momento di finirla

Salute e …peggio nun nisse.

O sa di mentire, o è fuori dal mondo…

Berlusconi alla conferenza stampa conclusiva del G8 ha detto che la causa dell’impoverimento delle famiglie italiane risale «al cambio lira-euro» e che l’attacco in corso al debito italiano «è una moda passeggera» e comunque non c’è neanche molto da preoccuparsi: «Mi sembra che in Italia non si avverta una forte crisi. La vita in Italia è la vita di un Paese benestante. I consumi non sono diminuiti, i ristoranti sono pieni, per gli aerei si riesce a fatica a prenotare un posto».

Alla domanda se intende farsi da parte, ha risposto: «Nessuno può fare a meno di me». E ancora: «Non vedo in Italia un’altra personalità che possa sostituirmi, anche nei vertici internazionali».

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto ribadire la gravità del momento economico e ha affermato che «la crisi è senza precedenti» e pertanto «bisogna attuare tempestivamente gli obiettivi sottoscritti a Bruxelles, rimasti generici o controversi. Vanno attuati, rafforzati e anche arricchiti. Non si può ripartire ogni mese con nuove indicazioni e prescrizioni». Il presidente Napolitano non lo nasconde: «Parliamoci chiaro, nei confronti dell’Italia è insorta in Europa, e non solo, una grave crisi di fiducia». Infatti l’Italia finisce sotto la sorveglianza del Fondo Monetario Internazionale: ogni tre mesi gli ispettori Fmi andranno a Roma per controllare il rispetto degli impegni assunti sul fronte dei conti pubblici e sulla messa in atto delle annunciate riforme strutturali.


Salute e …peggio nun nisse.

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