Giornata mondiale della libertà di informazione

Gli attivisti di Reporters Sans Frontières hanno affisso in alcune fermate della metropolitana di Parigi dei grandi poster in bianco e nero che riportano alcuni leader internazionali in irriverenti pose realizzate con il fotomontaggio

Oggi è la Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa. Una data fissata da ONU e Unesco per ricordare uno dei valori fondamentali di tutte le democrazie.
Reporters Sans Frontières ha stilato la Classifica della Libertà di Stampa 2013, senza prendere in considerazione diretta il tipo di sistema politico; tuttavia risulta chiaro che le democrazie offrono una migliore protezione alla libertà di produrre e far circolare notizie e informazioni accurate, rispetto ai Paesi totalitari dove i diritti umani non sono riconosciuti.


Per il terzo anno consecutivo, la Finlandia si è distinta come il Paese che più rispetta la libertà di informazione. È seguita da Olanda e Norvegia. Le ultime tre posizioni sono occupate nuovamente dagli stessi tre del 2012: Turkmenistan, Corea del Nord e Eritrea.
L’Italia purtroppo occupa la 57ª posizione, anche perché ancora la diffamazione deve essere depenalizzata e le istituzioni ripropongono pericolosamente “leggi bavaglio” o il tentativo di introdurre filtri a internet senza consultare la giustizia.

In questa giornata un pensiero particolare va a Domenico Quirico, inviato della Stampa scomparso 23 giorni fa. Era in Siria per vedere in prima persona quello che avviene in quel Paese e per raccontarlo senza pregiudizi e faziosità.


Salute e …peggio nun nisse.

Xenofobia latente

L’organizzazione Medici senza frontiere (MSF) ha condotto un’indagine fra dicembre 2008 e agosto 2009 in 21 centri su territorio nazionale ed ha rilevato uno stato di grave deprivazione dei diritti degli uomini, donne e bambini stranieri.


In base al rapporto di MSF “Al di là del muro” è un “approccio emergenziale” quello che offrono i centri per gli immigrati: Cie (Centri di identificazione ed espulsione), Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) e Cda (Centri di accoglienza). Danno servizi scadenti, mancano i beni di prima necessità. Le ASL, in genere le autorità sanitarie, sono assenti; mancano protocolli sanitari per la diagnosi e l’accertamento di patologie infettive e croniche. Mancano, soprattutto nei Cie, i mediatori culturali senza i quali si crea incomunicabilità tra medico e paziente. In pratica i centri per gli immigrati sono carceri a tutti gli effetti. Spesso gli operatori di Medici senza frontiere si sono anche trovati di fronte a un atteggiamento ostile da parte dei gestori, subendo anche limitazioni all’ingresso nelle aree degli alloggi.

In particolare Msf ritiene che i Cie di Trapani e Lamezia Terme andrebbero chiusi subito perché totalmente inadeguati a trattenere persone in termini di vivibilità. A Roma, poi, mancano persino beni di prima necessità come coperte, vestiti, carta igienica o impianti di riscaldamento consoni.

Nei centri per gli immigrati è poi frequente in molti casi il ricorso di psicofarmaci non solo per indicazioni terapeutiche ma anche per calmare o sedare le persone ospitate.

Il ministro degli Interni, Roberto Maroni, invece afferma che il rapporto dell’associazione Medici Senza Frontiere sui Centri di Identificazione ed Espulsione è basato su pregiudizi ideologici e non descrive la realtà di questi centri. Non corrisponde al vero che non sono garantiti i diritti e che non c’è assistenza sanitaria’.

Medici Senza Frontiere è la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo creata da medici e giornalisti in Francia nel 1971.

Oggi MSF fornisce soccorso umanitario in circa 63 paesi a popolazioni la cui sopravvivenza è minacciata da violenze o catastrofi dovute principalmente a guerre, epidemie, malnutrizione, esclusione dall’assistenza sanitaria o catastrofi naturali. MSF fornisce assistenza indipendente e imparziale a coloro che si trovano in condizioni di maggiore bisogno. MSF si riserva il diritto di denunciare all’opinione pubblica le crisi dimenticate, di contrastare inadeguatezze o abusi nel sistema degli aiuti e di sostenere pubblicamente una migliore qualità delle cure e dei protocolli medici

Nel 1999 MSF ha ricevuto il premio Nobel per la Pace.

Roberto Maroni è un politico italiano, attualmente Ministro dell’Interno; laureato in giurisprudenza, esercita la professione di avvocato. É stato condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.

L’organizzazione Medici Senza Frontiere è molto più attendibile di Maroni!!!

Dà fastidio che ci sia chi si interessi dei diseredati e sofferenti in Italia?

Salute e …peggio nun nisse.

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