Berluscones

Berluscones nel gergo giornalistico sono gli esponenti politici, ma anche persone non appartenenti alla politica, che sono accesi sostenitori di Berlusconi. Sono come ultrà sfegatati che lo hanno eletto a capo indiscusso di un ideale che trascende ogni ragione ed ogni senso. Lo ammirano non solo per l’attività politica ma per il suo stile di vita. Sono pronti ad intervenire in sua difesa non appena un cenno, un’ombra o una critica negativa lo riguardi.

E così è puntualmente successo anche in occasione della richiesta del pm Boccassini di condannare Berlusconi a sei anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici: immediate le reazioni, sempre più scomposte, degli esponenti del centrodestra. Quasi una gara a chi riusciva ad apparire il più appassionato nell’eccesso.

Più che una campagna difensiva, è stata manifestata come al solito una feroce indignazione per aver soltanto pensato Berlusconi colpevole. Lo difendono come se loro stessi fossero stati sempre presenti, e fossero i testimoni oculari. Nemmeno per un familiare, un figlio o un genitore, sarebbero sempre così convinti.

Il punto è proprio questo: non sono credibili perché sono sempre troppo pronti e troppo sicuri a gridare l’innocenza del loro leader.


Salute e …peggio nun nisse.

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INDIGNATO – n. 1

Valter Lavitola, ex direttore dell’Avanti!, è accusato dai pm napoletani di aver occultato su conti esteri 23 milioni di euro in dodici anni, con la complicità del senatore Pdl Sergio De Gregorio.
È anche accusato di aver corrotto il governo di Panama con tangenti per ottenere una commessa dall’ammontare complessivo di 176 milioni di dollari, per costruire 4 carceri modulari nello stato centroamericano.
I reati ipotizzati vanno dall’associazione per delinquere alla emissione e utilizzo di fatture false alla bancarotta fraudolenta, riciclaggio e truffa. 

Lavitola aveva già una richiesta d’arresto da parte dei magistrati di Bari, nell’ambito di un’inchiesta partita da una presunta estorsione all’ex premier Silvio Berlusconi: in particolare è accusato di aver istigato Gianpaolo Tarantini a mentire alla procura di Bari nell’ambito dell’inchiesta sulle escort che «Gianpi» ha portato nel 2008 nelle residenze di Berlusconi.
Valter Lavitola, secondo la sorella Maria, avrebbe avuto intenzione di chiedere 5 milioni di euro a Silvio Berlusconi, e se non avesse pagato, Lavitola «avrebbe avuto tutte le giustificazioni, anche morali, per dire tutto quello che sapeva su Berlusconi». 

Secondo il quotidiano online L’indipendenza Lavitola al suo rientro in Italia dopo otto mesi di latitanza ha chiesto  l’indennità di disoccupazione all’Inpgi, l’istituto di previdenza dei giornalisti: circa mille euro al mese!

A volte una vignetta (presa in prestito da altri contesti) può aiutare…

Salute e …peggio nun nisse.

Chi sa riconoscere l’ipocrisia?

Il premier Silvio Berlusconi non sarà presente all’udienza del processo Mills in programma lunedì prossimo a Milano, perché impegnato nella riunione del Consiglio dei ministri. Lo hanno riferito i legali del premier, precisando che, tuttavia, non sarà sollevato il legittimo impedimento.
All’udienza di lunedì, infatti, è prevista la deposizione del consulente del Pm sui conti di Mills, e Silvio Berlusconi, attraverso i suoi legali, aveva annunciato che si sarebbe presentato in aula.

Salute e …peggio nun nisse.

Oms: causa smog ogni italiano perde 9 mesi vita

Le polveri fini sono delle particelle inquinanti presenti nell’aria che respiriamo; vengono classificate secondo la loro dimensione, che può determinare un diverso livello di nocività. Infatti, più queste particelle sono piccole più hanno la capacità di penetrare nell’apparato respiratorio. Le Pm10 possono essere inalate e penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio, dal naso alla laringe.
Le Pm2,5 possono essere respirate e spingersi nella parte più profonda dell’apparato, fino a raggiungere i bronchi.
Le polveri ultrafini potrebbero essere addirittura in grado di filtrare fino agli alveoli e ancora più in profondità nell’organismo e, si sospetta, entrare nel circolo sanguigno e poi nelle cellule.
Le principali fonti di polveri fini sono:

  • Sorgenti naturali: l’erosione del suolo, gli incendi boschivi, le eruzioni vulcaniche, la dispersione di pollini, il sale marino.
  • Sorgenti legate all’attività dell’uomo: processi di combustione (tra cui quelli che avvengono nei motori a scoppio, negli impianti di riscaldamento, in molte attività industriali, negli inceneritori e nelle centrali termoelettriche), usura di pneumatici, freni ed asfalto.

Il livello di concentrazione delle Pm10 nelle aree urbane aumenta nel periodo autunno-inverno, cioè quando al traffico veicolare già intenso dovuto alla riapertura delle scuole e alla ripresa della normale attività lavorativa, si aggiungono le emissioni di polveri derivanti dall’accensione degli impianti di riscaldamento. Fenomeni atmosferici come quello dell’inversione termica, infatti, causano lo schiacciamento delle polveri al suolo e ne impediscono la dispersione.

Il Centro europeo ambiente e salute dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha rilevato che “la situazione ambientale relativa alle emissioni di polveri sottili da trasporto urbano rimane critica nelle maggiori città italiane” e 48 capoluoghi di provincia nel 2010 hanno superato il limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo (µg/m3) di polveri sottili oltre i 35 giorni consentiti dalla legge; addirittura 17 città italiane sono risultate tra le prime 30 europee più inquinate.

Il Pm emesso dal trasporto su strada rappresenta la principale fonte di emissione di particolato nelle aree metropolitane italiane e il suo impatto si conferma un problema di sanità pubblica considerevole. In Italia ogni cittadino perde in media 9 mesi di vita per esposizione al particolato. La mortalità è legata agli effetti a lungo termine attribuibili alle concentrazioni di Pm10 superiori ai 20 µg/m3, limite raccomandato dalle linee guida sulla qualità dell’aria dell’Oms. Le principali malattie dovute all’esposizione al particolato sono patologie cardiocircolatorie e respiratorie e cancro al polmone.

Occorrerebbero politiche che mirino al contenimento delle emissioni dei mezzi privati a motore integrando migliorie tecnologiche di veicoli e carburanti, ispezioni obbligatorie ai veicoli, e incentivi fiscali, con una pianificazione urbana che promuova la pratica di camminare e andare in bicicletta in condizione di sicurezza e un trasporto pubblico pulito ed efficiente.


A Parigi i coordinatori dello studio europeo “Aphekom” hanno presentato i risultati di una ricerca triennale che è andata a quantificare in termini economici l’impatto dell’inquinamento dell’aria in 25 città europee. É stato stimato quanti soldi si risparmierebbero se dagli attuali livelli di particolato e ozono si scendesse alle soglie raccomandate dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ben più basse degli attuali livelli di legge che verranno comunque rivisti nel 2013. Il micidiale particolato fine (Pm2,5), per esempio, causa di infarti e tumori, per legge non dovrebbe superare in media i 20 µg/m3, ma per l’Oms non dovrebbe andare oltre i 10 µg/m3.

Domanda per chi governa: – come fai a stare in pace con la tua coscienza sapendo che portare gli attuali livelli di particolato e ozono alle soglie raccomandate dall’Oms con interventi di politica volti a risanare l’aria, agendo su traffico, emissioni industriali e riscaldamenti, si eviterebbero sofferenze, ricoveri ospedalieri e morti?

Per esempio, a Roma il particolato fine (Pm2,5) ha una media di 21 µg/m3, cioè è quasi nei limiti di legge; ma se si adeguasse ai limiti dell’Oms si eviterebbero 1.278 morti per malattie croniche. Se un decremento paragonabile a questo avvenisse sul Pm10, si potrebbero prevenire anche 227 morti per accidenti a breve termine e un migliaio di ricoveri all’anno.

Per quanto riguarda Perugia fin da domenica 13 febbraio si è superato il livello di Pm10 consentito per ben 22 giorni dall’inizio dell’anno. Ponte San Giovanni ha fatto registrare il picco di 117 µg/m3 di Pm10.
Intanto il Comune di Perugia ha rincarato i biglietti dei mezzi pubblici e tagliato molte linee motivando
i cittadini ad adoperare l’automobile…

Salute e …peggio nun nisse.

No alla legge bavaglio

La libertà è partecipazione

Non mi interessa di essere intercettato. Solo chi ha la coscienza sporca ha paura della verità!

Contro l’imposizione di un regime di opacità e segreto firma la petizione sul sito Nobavaglio.it

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IL TESTO ORIGINALE DELLA LEGGE
Cavilli contro le intercettazioni

Il magistrato dovrà essere certo che la persona da ascoltare è in effetti colpevole. I giudici, prima di autorizzare l’ascolto, dovranno convincersi che è proprio necessario e dovranno scrivere una motivazione cogente. Essi dovranno confermare di avere in mano delle prove, dei riscontri, della necessità dell’intercettazione.
Stesse regole per i tabulati
Chiedere un tabulato o registrare una conversazione dovrà sottostare alle stesse, rigide regole delle intercettazioni: viene commesso un omicidio in un palazzo? Non sarà più automatico, come oggi, chiedere subito i tabulati di tutti gli inquilini che abitano in quel condominio. Il PM dovrà motivare perché vuole l’elenco delle chiamate del signor A, del signor B, del signor C…
Estorsioni e voto di scambio off limits
Per i reati “satellite”, quelli da cui spesso si parte per scoprire poi l’esistenza di un sodalizio mafioso, la nuova legge impone durata breve e le regole che valgono per i reati di strada.
Niente più microspie
Per microfonare un luogo bisognerà avere “prima” la prova che lì, giusto in quel posto, si sta commettendo un reato. Vi dovrà essere il fondato motivo che il proprietario del luogo è a conoscenza di quanto avviene.
Durata breve
Dopo 30 giorni, dovrà essere di nuovo confermata l’autorizzazione all’ascolto, dimostrando che la proroga alla registrazione è necessaria, ed in ogni caso non potrà che essere per altri 45 giorni, e solo in casi eccezionalissimi per ultimi 15, ripetendo ogni volta la stessa procedura.
Tribunale collegiale
Non basta più il solo gip per interfacciarsi con il pm e autorizzare la sua richiesta, ma ci vuole il cosiddetto tribunale collegiale, cioè ben tre giudici che si pronunciano, e che ha sede nel capoluogo del distretto giudiziario.
PM cacciato via
Il PM non potrà più parlare delle sue inchieste. Se lo farà dovrà abbandonare il fascicolo. E se per caso uno dei suoi indagati (con il solo obiettivo di toglierselo di torno) dovesse denunciarlo e lui venisse iscritto nel registro degli indagati, anche in quel caso diventerebbe incompatibile.
Tutele per 007, parlamentari e Chiesa
Se il PM incappa in un agente segreto deve avvisare entro 5 giorni palazzo Chigi; se s’imbatte in un uomo di chiesa deve avvertire i suoi superiori. Per i parlamentari deve stare alla larga pure dai parenti, dagli amici e dai collaboratori.
Giornalisti imbavagliati
Carcere da due mesi a uno, multe da 20mila euro a 10mila per gli ascolti, da 10 a 5mila per gli atti; gli editori saranno pesantemente multati (fino a 465mila euro), le carte dovranno restare segrete fino all’inizio del processo.
Processi ciechi
I processi non potranno più essere ripresi né fotografati. Se uno degli indagati si oppone, rivendica il suo diritto alla privacy, videocamere e macchine fotografiche saranno sgomberate.
Auto registrazioni a rischio carcere (ribattezzata norma D’Addario)
Nessuno potrà più registrare una conversazione se non avvisando prima lo’interlocutore. Altrimenti in cella fino a quattro anni.


Emendamenti depositati dal centrodestra
Sono pubblicati sul sito del Pdl al Senato una serie di modifiche a firma Pdl ma approvate anche dalla Lega: in sintesi viene reintrodotta la possibilità di pubblicare “per riassunto” gli atti giudiziari, non le intercettazioni, prima dell’udienza preliminare. Sarà possibile pubblicare il contenuto delle ordinanze di custodia cautelare, non le intercettazioni, dopo che la persona sottoposta alle indagini abbia avuto conoscenza dell’ordinanza del giudice. Non ci saranno limiti di tempo per intercettare i latitanti.
Vietata, invece, la pubblicazione delle intercettazioni, anche se non più coperte dal segreto fino alla conclusione delle indagini preliminari. Vietata anche la pubblicazione delle ordinanze emesse in materia di misure cautelari. Il via libera alla pubblicazione arriverà solo dopo che l’indagato o il suo difensore siano stati avvertiti dell’ordinanza del giudice. Altrettanto vietata la pubblicazione delle intercettazioni di cui sia stata ordinata la distruzione o che riguardino fatti, circostanze e persone estranee alle indagini. e sanzioni per gli editori che pubblicheranno gli atti giudiziari prima dell’udienza preliminare saranno più lievi: da 25.800 euro a 309.800 euro. Le quote che dovranno essere pagate dagli editori andranno dalle “100 alle 200”.

Salute e …peggio nun nisse.

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