Troppi pericoli nelle diagnosi fai da te su web

Una ricerca della Hong Kong University of Science and Technology ha rilevato che l’utilizzo del web per scovare informazioni o pseudo diagnosi su presunte malattie potrebbe essere un modo assolutamente errato per ottenere un trattamento medico appropriato.
Si va incontro a due forme principali di rischi: quello di pensare da subito di poter essere malati, o l’esatto contrario di sottostimare il pericolo e di affidarsi invece al destino.

Salute e …peggio nun nisse.

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Campania avvelenata

Dai dati dell’Istituto per la cura dei tumori Pascale di Napoli emerge che nel napoletano, in una fascia di settanta chilometri tra Napoli e Caserta, dal 1998 a oggi i casi di morte per malattie oncologiche sono aumentate del 47%. Un dato in controtendenza rispetto ai decessi per neoplasie nel resto d’Italia.
Il linfoma non-Hodgkin è aumentato per gli uomini del 44% nella provincia di Napoli e del 58% nella provincia di Caserta, nelle donne del 79% nella provincia di Napoli e oltre il 100% in quella di Caserta.
Per il mieloma gli aumenti vanno dal 40% a oltre il 100%.
Aumentano anche le morti per tumori al colon retto (+30%), dei dotti biliari (+50%), del pancreas (70%), del polmone (+30%), nonché dello stomaco (in Italia la media è -50%, tra Napoli e Caserta gli aumenti sono tra il 3% e il 10%), dei tessuti molli e della mammella. 

Secondo le ipotesi del responsabile Epidemiologia del Pascale Maurizio Montella una spiegazione potrebbe essere l’inquinamento prolungato da sostanze tossiche che potrebbe aver interessato le falde acquifere e i fiumi.
Renato Pizzuti dell’Osservatorio Epidemiologico della Regione Campania dice che già in passato uno studio dell’Oms, insieme all’Istituto Superiore di sanità e al Cnr, aveva trovato una possibile associazione tra la vicinanza ai siti di smaltimento e alcune patologie, ma la conclusione era che servivano maggiori approfondimenti.
Ma secondo il senatore Ignazio Marino ci sono elementi sufficienti per sapere con certezza che la terra di vaste aree della Campania è avvelenata e che le condizioni di salute e le aspettative di vita di chi vi risiede sono in pericolo. È una questione che non riguarda solo i napoletani e i campani ma l’Italia intera.

Salute e …peggio nun nisse.

 

Auto e TV aumentano il rischio di infarto

Un maxistudio mondiale, pubblicato on line sull’European Heart Journal e condotto su 29.000 persone da 262 centri in 52 Paesi in Asia, Europa, Medio Oriente, Africa, Australia, Nord e Sud America, ha dimostrato ancora una volta che l’attività fisica durante il lavoro e il tempo libero riduce in modo significativo il rischio di attacchi cardiaci.
I dati, corretti secondo vari fattori quali età, sesso, Paese, reddito, vizio del fumo, uso di alcol, educazione, salute, dieta, dimostrano che le persone che svolgono un lavoro che prevede sia una leggera sia una moderata attività fisica hanno un rischio più basso di un quinto (22%) o di un decimo (11%) di avere un attacco cardiaco rispetto a chi ha un’occupazione prevalentemente sedentaria; tuttavia chi svolge un pesante lavoro fisico non vede ridurre il pericolo.
Durante il tempo libero, il rischio di un attacco di cuore risulta inferiore rispettivamente del 13 e del 24% per chi fa sport in maniera leggera o moderata-intensa rispetto ai pigri.

È stato anche dimostrato che le persone che hanno sia una macchina che un televisore vedono aumentare del 27% il pericolo di infarto rispetto a chi non possiede questi oggetti.
Infine si è visto che nei Paesi a basso reddito una percentuale maggiore di persone ha un lavoro sedentario e fa meno sport nel tempo libero, rispetto a quelli con medio o alto reddito.

Salute e …peggio nun nisse.

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