Antipolitica

Un recente sondaggio di Swg dà il Movimento 5 stelle al 7,2% nazionale nelle intenzioni di voto degli italiani. Avanti a leghisti, centristi, finiani, vendoliani e dipietristi. E così dai partiti si leva l’allarme; ed oggi che la fiducia nei partiti è ai minimi storici, Grillo fa ancora più paura. Nichi Vendola ha affermato: «Grillo è un fenomeno di populismo che non ha le caratteristiche per offrire una prospettiva al nostro Paese». E il segretario del Pd Pier Luigi Bersani: «Abbiamo in giro molti apprendisti stregoni che sollevano un vento cattivo… Se non contrastiamo l’antipolitica, spazza via tutti».

Antipolitica? Non può essere più sopportato questo andazzo e questo malcostume. In Italia la politica è fatta da disonesti nulla-facenti che rubano soldi a chi deve lavorare per vivere.

Da un’inchiesta di L’Espresso da quando non è più premier, Berlusconi diserta la Camera; D’Alema non ha mai presentato nemmeno un atto da inizio legislatura; Tremonti ha il due per cento di presenze; Alfano salta nove sedute su dieci; La Russa va a votare sette volte su cento. Ma prendono tutti lo stipendio (pieno) di parlamentare.

Vogliamo fare un confronto tra le retribuzioni dei parlamentari e gli stipendi degli elettori? Un onorevole italiano guadagna circa 6 volte e mezzo più di un suo elettore. Un rapporto che non ha paragoni in Europa.

Per andare in pensione ai cittadini viene chiesto di lavorare 42 anni, ai parlamentari ne bastano cinque. E incassano già a 60 anni, sei in meno dei comuni mortali.

La crisi imperversa ma le sovvenzioni facili e gli sprechi pubblici continuano a correre. Con regioni, province e comuni che spendono per le iniziative più strampalate e inutili. Denaro pubblico che viene dilapidato per soddisfare i sollazzi delle clientele elettorali e accrescere la fortuna degli eletti. Raduni di spazzacamini. Tornei di tennis. Spedizioni subacquee. Partecipazioni a gare di aeromodellismo. Eventi musicali. E naturalmente, tante belle feste. Tutto per ottenere consensi e voti, a spese del contribuente.

Le reazioni dei parlamentari a chi chiede una classe politica un po’ più sobria è nauseante: Dodicimila euro al mese? Sì, ma «abbiamo tante spese, il mutuo, i figli, le cene per la rielezione». E poi «per fare i parlamentari serve decoro», «mica possono mandarci nudi per strada», «faccio pure la spesa alla Coop».

Salute e …peggio nun nisse.

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Quando la crisi uccide

A Bari un pensionato si è suicidato dopo che l’Inps gli aveva chiesto di restituire 5.000 euro che gli erano stati versati indebitamente per errori materiali nei calcoli. Anche se poteva restituire la somma con rate di 50 euro al mese, l’anziano, che percepiva una pensione minima, nel timore di non farcela, il primo giorno dell’anno si è lanciato dal quarto piano della palazzina dove abitava.

L’Eures, istituto di ricerche economiche e sociali, rileva che in Italia dal 2009 c’è stato un suicidio al giorno tra i disoccupati; il suicidio per motivi economici ha stabilito un record degli ultimi 30 anni. Sono stati 357 i suicidi compiuti da disoccupati nel 2009, con una crescita del 37,3% rispetto ai 260 casi del 2008, generalmente compiuti da persone espulse dal mercato del lavoro (272 in valori assoluti, mentre 85 persone in cerca di prima occupazione). Nel 2009 si sono registrati 18,4 suicidi ogni 100 mila disoccupati (30,3 tra gli uomini – 5,7 tra le donne), contro 4,1 suicidi tra gli occupati, confermando la centralità del lavoro nella possibilità di costruire e/o di portare avanti un progetto di vita. Lo studio dell’Eures evidenzia come il suicidio per ragioni economiche rappresenti un fenomeno prevalentemente maschile (95% dei casi nel 2009) a conferma di come questo si leghi alla acquisizione o perdita di identità e di ruolo sociale definita dal binomio lavoro/autonomia economica.

Salute e …peggio nun nisse.

Perché le chiamano “morti bianche” ?


Secondo i dati forniti dall’Osservatorio Indipendente di Bologna sono oltre 1100 i morti sul lavoro nel 2011; oltre il 15% di questi lavoratori lavoravano in nero o erano già in pensione. Oltre il 25% di tutti i morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni e le vittime in questa fascia d’età sono quasi tutte concentrate in agricoltura e in edilizia. L’agricoltura ha già avuto 206 morti sui luoghi di lavoro e registra il 31,16 % di tutti i morti sul lavoro. Gli agricoltori, come tutti gli anni, muoiono per la maggioranza in tarda età, schiacciati da trattori spesso senza protezioni che si ribaltano; praticamente muore un agricoltore schiacciato dal trattore ogni 3 giorni. I lavoratori deceduti in itinere o sulle strade sono lavoratori che utilizzano un mezzo di trasporto (agenti di commercio, autisti, camionisti, ecc.) e lavoratori che muoiono nel percorso casa-lavoro/lavoro-casa. In Umbria nel 2011 ci sono stati 17 morti sui luoghi di lavoro, + 142% rispetto al 2010 (7 morti).

Ministro Fornero, ripristini le norme per la sicurezza sul lavoro, volute dal Governo Prodi con il testo unico per la sicurezza sul lavoro (Dlgs 81/08) e stravolte dall’ex Ministro del Lavoro Sacconi, con il Dlgs 106/09 (decreto correttivo), che tra l’altro ha dimezzato le sanzioni ai datori di lavoro, ai dirigenti, ai preposti, in alcuni casi ha sostituito l’arresto con l’ammenda, ha introdotto la “salva-manager”.

Salute e …peggio nun nisse.

L’Italia alla deriva

Berlusconi a Bruxelles, all’attenzione del presidente della commissione Ue Josè Barroso, e di quello dell’Unione Europea Herman Van Rompuy, ha consegnato una lettera, lunga 15 pagine, dove sono elencate le misure anti-crisi del governo italiano: spicca l’innalzamento a 67 anni dell’età della pensione per donne e uomini, la riforma del lavoro con licenziamenti più facili in presenza di stati di crisi e la mobilità coattiva nel pubblico impiego.

Come era prevedibile il nodo più dibattuto in Italia è quello dell’agevolazione dei licenziamenti. Dura la reazione della leader Cgil, Susanna Camusso: «L’Italia è l’unico paese che per crescere licenzia».
Mentre gli impegni assunti sembrano aver ottenuto una buona accoglienza dai partner europei, dall’altro lato i quotidiani internazionali stroncano le proposte del governo di Silvio Berlusconi, ritenute insufficienti e inefficaci.
L’ultimo inequivocabile giudizio arriva dal Times che considera la lettera consegnata all’Europa priva di “impegni specifici” e scrive in un editoriale in prima pagina: “Berlusconi si deve dimettere immediatamente. … l’immagine pubblica di questo clownesco primo ministro la cui noncuranza, irresponsabilità e codardia politica ha tanto esacerbato la crisi attuale”.
Il The New York Times ieri ha pubblicato: “Siamo in una situazione in cui siamo senza un governo, ma anche senza l’opposizione, e questo è il problema del sistema politico italiano oggi” … “La forza di Berlusconi è la debolezza dei suoi rivali. Si tratta di una situazione di stallo”.

 Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
(Dante, Purgatorio VI, vv.76 -78)

Salute e …peggio nun nisse.

Il Paese nelle mani di un irresponsabile

Dal Rapporto annuale dell’Inps emerge che il 50,8% delle pensioni erogate dall’Inps non arriva a 500 euro al mese. Il 79% è inferiore ai 1.000 euro lordi mensili. L’11,1% presenta importi compresi tra i 1.000 e i 1.500 euro mensili e il 9,9% superiori ai 1.500 euro.
Il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua ha assicurato che Il sistema previdenziale è in equilibrio e le pensioni delle giovani generazioni non sono a rischio. Ma la qualità della loro pensione di domani si costruisce oggi e c’è la necessità che bisogna lavorare più a lungo.

Presente alla presentazione rapporto annuale anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta che ha voluto sottolineare che “Non è vero che il Paese è allo sfascio. L’Italia ha tanti problemi antichi, che derivano dal passato, e problemi attuali, che derivano dalla crisi mondiale. Problemi che riguardano anche il nostro domani ma se li sapremo affrontare, ognuno per la propria responsabilità, il nostro Paese ne uscirà e ne uscirà bene”.

Penso che abbia voluto dire: “i problemi non sono dovuti all’attuale governo (continuate a votarci); non sappiamo affrontare i problemi che riguarderanno il VOSTRO domani”.

Berlusconi per distogliere l’attenzione dai problemi reali del Paese preferisce esporsi ad un’altra colossale brutta figura ed al G8 di Deauville “blocca” il capo della Casa Bianca e gli dice che in Italia “abbiamo quasi una dittatura dei giudici di sinistra”. Barack Obama non gli risponde. Ma Berlusconi raggiunge il suo obiettivo: in Italia oggi non si parlerà che dei giudici, della sinistra, delle ossessioni del premier…

Salute e …peggio nun nisse.

I privilegi della Casta non si toccano…

Antonio Borghesi il 21 Settembre 2010 ha presentato una mozione per rapportare (riducendola) la pensione dei parlamentari alla pensione di tutti gli altri lavoratori italiani.

Risultato della votazione?

Presenti 525
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498.

La Camera respinge la richiesta di Borghesi.

L’abolizione dell’assurdo diritto di ricevere il vitalizio anche per i deputati che hanno solo pochi giorni di legislatura avrebbe procurato al bilancio della Camera un risparmio di 150 milioni di euro l’anno. Invece gli Onorevoli Deputati sono disposti a discutere di tutto, ma non delle loro pensioni: tutti i deputati, tranne quelli del’Italia dei Valori, hanno votato contro.


Salute e …peggio nun nisse.

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