Avete rotto i coglioni

L’onorevole Franco Barbato (Idv) dopo un lungo intervento in Aula contro gli stipendi d’oro dei manager, conclude dicendo: «… la spending review è per gli italiani, non per i palazzi pubblici. Anzi voglio dirvi una cosa a nome di tutti i giovani italiani, a questa maggioranza: che avete rotto i coglioni ai giovani italiani!»
Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha immediatamente reagito dicendo : «Lei non può usare in quest’Aula un linguaggio da trivio», e lo ha espulso.

Già il linguaggio da trivio non è proprio ammissibile nel parlamento, dove siedono in eleganti abiti su misura, mafiosi, collusi, pregiudicati, ladri, faccendieri, mignotte, piduisti, etc. etc.

Salute e …peggio nun nisse.

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Le onorevoli ferie

Ieri pomeriggio a Montecitorio il capogruppo Pdl Fabrizio Cicchitto si sarebbe rivolto al ministro dei Rapporti con il Parlamento Piero Giarda che era intento a discutere il calendario dei lavori nei mesi estivi, dicendo (fonte «Agenzia Dire»): “Io ve lo dico: se ci volete far stare qui fino al 12-13 di agosto, sono problemi vostri… io ci starò, perché tanto ho le vacanze a due ore da qui, ma non ci sarà nessun altro. A quel punto ve la dovrete trovare voi una maggioranza: in bocca al lupo…”.

È logicamente salita la tensione a Montecitorio, ma soprattutto sul web, dove questa esternazione è stata chiamata «La perla di Cicchitto».
Anche Pier Luigi Bersani si è detto preoccupato dell’ondata di antipolitica, ma è intervenuto ricordando che “c’è un limite a tutto. Abbiamo tutti una famiglia che ha diritto di stare due giorni con il padre o la madre”. (!)

Mentre molti italiani non sanno più cosa sono le ferie visto che hanno perso il lavoro, o sono in cassa integrazione, o mobilità, o precari, stride questa richiesta di vacanze da parte di coloro che hanno ridotto il Paese in queste condizioni. Abbiano il buon senso di lavorare quando è necessario e doveroso, risolvano la miriade di problemi che ci sono, senza rimandarli a settembre.

Poi gli va pure bene: a Montecitorio c’è l’aria condizionata.

Salute e …peggio nun nisse.

INDIGNATO – n. 3

Senza nessuna sorpresa ieri Camera e Senato hanno nominato i componenti del Garante per la privacy e i componenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. All’Agcom Montecitorio ha eletto Antonio Martuscello, indicato dal Pdl e Maurizio Decina, indicato dal Pd; all’Autorità garante per la Privacy sono risultati eletti Antonello Soro su indicazione del gruppo Pd e la leghista Giovanna Bianchi Clerici. Il Senato ha eletto Antonio Preto e Francesco Posteraro quali membri dell’Autorità per le comunicazioni; Augusta Iannini e Licia Califano sono invece i membri scelti dai senatori per l’Autorità per la privacy.

  Augusta Iannini è la moglie di Bruno Vespa!

Anche questa volta la logica lottizzatoria ha presieduto alla selezione dei componenti. La principale ragion d’essere delle Authority sta nel loro essere super partes, al servizio del Paese e della società civile. Il metodo seguito va in direzione opposta. Nessuna vergogna nello scegliere persone manifestamente inadatte e in conflitto di interessi.

Si sono levate proteste da una parte del Parlamento (Idv, Radicali e diverse voci fuori dal coro nei vari schieramenti), da fuori il Parlamento (Grillo e Vendola) e da volti noti della società civile (Roberto Saviano). Ora si fa appello al Presidente della Repubblica affinché non firmi il decreto di nomina che condannerebbe l’Italia a 7 anni molto difficili per l’Informazione e la libertà in Rete.

È arrivato il momento di finirla

Salute e …peggio nun nisse.

INDIGNATO – n. 2

A gennaio 2012 sul sito del Ministero dell’Economia è stata indetta una gara per fornitura in acquisto di berline medie con cilindrata non superiore a 1.600 cc e dei servizi connessi ed opzionali per le Pubbliche Amministrazioni: limite di spesa poco meno di 10 milioni di euro.
Secondo L’Espresso, Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori, in un’interrogazione parlamentare ha chiesto spiegazioni sulla spesa al viceministro dell’economia Vittorio Grilli:

“Ma come è compatibile una spesa di 10 milioni di euro per acquistare nuove auto blu quando se ne devono dismettere migliaia?”.

La spiegazione da parte del governo non è però arrivata….

Secondo l’ultimo monitoraggio (febbraio 2012) del Formez sul parco auto della Pubblica Amministrazione, ci sono circa 800 vetture non utilizzate, su un numero complessivo di diecimila auto blu (per ministri e alti dirigenti) e altre cinquantamila auto di servizio che costano complessivamente quasi due miliardi di euro l’anno ai contribuenti.

Salute e …peggio nun nisse.

L’immagine dell’Italia

L’agenzia di rating americana Standard & Poor’s venerdì dell’altra settimana ha declassato di due gradini il rating dell’Italia, da A+ a BBB+. Il governo Monti sta facendo bene, hanno ammesso, il rapporto deficit/Pil è ai minimi dal 2008, il Parlamento ha approvato una manovra lacrime e sangue. Ma le incertezze sono troppe.

Nelle stesse ore la Costa Concordia si è arenata sugli scogli dell’Isola del Giglio. Una tragedia. Morti, feriti, milioni da restituire come risarcimento ai passeggeri, grave danno d’immagine per la Carnival, la casa madre dell’imbarcazione naufragata.

Vale più l’immagine dell’Italia o quella della Costa Crociere?

Viene spontaneo sovrapporre l’immagine di una nave da crociera squarciata sotto la linea dell’acqua a quella del Bel Paese, sommerso dal debito, dall’incertezza politica, da feroci misure di austerità e fragilità dell’economia dopo decenni di folli spese eccessive…

Salute e …peggio nun nisse.

Cambio di leadership all’orizzonte…

Nell’editoriale del 5 novembre, il Financial Times chiedeva al premier Berlusconi di dimettersi:

Dopo due decenni di «inefficace» presenza da showman «le sole parole da dire a Berlusconi echeggiano quelle un tempo usate da Oliver Cromwell: «In the name of God, Italy and Europe, go!».

Il quotidiano finanziario britannico ha citato il discorso del leader repubblicano Oliver Cromwell pronunciato alla Camera dei Comuni il 20 aprile 1653 in polemica con il Parlamento creato dopo l’abbattimento della monarchia grazie all’opera dello stesso Cromwell.

Dissolution of long ParliamentIt is high time for me to put an end to your sitting in this place, which you have dishonored by your contempt of all virtue, and defiled by your practice of every vice; ye are a factious crew, and enemies to all good government; ye are a pack of mercenary wretches, and would like Esau sell your country for a mess of pottage, and like Judas betray your God for a few pieces of money. Is there a single virtue now remaining amongst you? Is there one vice you do not possess? Ye have no more religion than my horse; gold is your God; which of you have not barter’d your conscience for bribes? Is there a man amongst you that has the least care for the good of the Commonwealth? Ye sordid prostitutes have you not defil’d this sacred place, and turn’d the Lord’s temple into a den of thieves, by your immoral principles and wicked practices? Ye are grown intolerably odious to the whole nation; you were deputed here by the people to get grievances redress’d, are yourselves gone! So! Take away that shining bauble there, and lock up the doors.

In the name of God, go!

Scioglimento del Parlamento permanenteÈ tempo per me di fare qualcosa che avrei dovuto fare molto tempo fa: mettere fine alla vostra permanenza in questo posto, che avete disonorato disprezzandone tutte le virtù e profanato con ogni vizio; siete un gruppo fazioso, nemici del buon governo, banda di miserabili mercenari, scambiereste il vostro Paese con Esaù per un piatto di lenticchie; come Giuda, tradireste il vostro Dio per pochi spiccioli. Avete conservato almeno una virtù? C’è almeno un vizio che non avete preso? Il mio cavallo crede più di voi; l’oro è il vostro Dio; chi fra voi non baratterebbe la propria coscienza in cambio di soldi? È rimasto qualcuno a cui almeno interessa il bene del Commonwealth? Voi, sporche prostitute, non avete forse profanato questo sacro luogo, trasformato il tempio del Signore in una tana di lupi con immorali principi e atti malvagi? Siete diventati intollerabilmente odiosi per un’intera nazione; il popolo vi aveva scelto per riparare le ingiustizie, siete voi ora l’ingiustizia! Basta! Portate via la vostra chincaglieria luccicante e chiudete le porte a chiave.

In nome di Dio, andatevene!

Silvio Berlusconi ha annunciato che si dimetterà dopo l’approvazione della legge di stabilità, con le misure anti-crisi chieste dall’Europa.

La legge di stabilità verrà approvata probabilmente la prossima settimana, poi da lunedì 21 al via le consultazioni al Quirinale…

Salute e …peggio nun nisse.

Nel rispetto della Costituzione italiana

La Consulta è stata più volte accusata negli ultimi anni dal premier Silvio Berlusconi di essere schierata, in particolare dopo le sentenze relative al “Lodo Alfano” (sull’immunità delle alte cariche dello Stato) e alla legge sul legittimo impedimento.
Il presidente della Corte Costituzionale Ugo De Siervo ha difeso il ruolo e l’indipendenza dell’organo che presiede: «È denigratorio e gravemente offensivo sostenere che i 15 giudici della Consulta giudicherebbero sulla base di loro asserite appartenenze politiche. La più larga libertà di confronto fra tutti i giudici e l’integrale collegialità delle determinazioni fanno sì che le decisioni che vengono infine adottate rappresentano il punto di arrivo di un organo sicuramente imparziale». Il presidente ha ricordato che gli esponenti della Consulta «sono appositamente scelti da organi diversi: presidente della Repubblica, Parlamento, supreme magistrature, ed entro categorie professionali particolarmente qualificate, in modo da garantire la loro più larga indipendenza di giudizio. … Inoltre i giudici entrano in carica dopo aver giurato di osservare la Costituzione e le leggi».

Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha replicato: «Rispettiamo la Corte Costituzionale quale organismo di garanzia, ma credo che abbiamo il diritto di criticare politicamente decisioni che si prestano a critiche». [!?!]

Se si conoscesse e si rispettasse la Costituzione italiana non si accuserebbe la Consulta di essere di parte e di decidere tutto contro Berlusconi.
Sarebbe meglio poi che il premier si servisse di persone un po’ più qualificate che sapessero formulare leggi nel rispetto della nostra Costituzione…

Salute e …peggio nun nisse.

Pensierini della sera…

Incapaci?

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha duramente criticato il disegno di legge sulla sospensione dei processi per le alte cariche pubbliche sugli aspetti che riguardano il capo dello Stato.
Il ddl, ora all’esame della commissione del Senato, dice che la decisione se sospendere o meno un processo penale contro il capo dello Stato sia presa dal Parlamento in seduta comune e a maggioranza semplice. Per Napolitano questa norma, introducendo un controllo politico delle Camere, riduce l’indipendenza del Quirinale, in contrasto con la Costituzione.


Silvio Berlusconi in un’intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, ne disconosce la paternità, così come di altre leggi “ad personam”. Ha infatti affermato, non senza scatenare ironia: “Non sono stato io a reclamarle ma i miei alleati a farsene promotori”.

In effetti si sa che Niccolò Ghedini, avvocato e consigliere giuridico di Berlusconi è l’ispiratore delle leggi sulla giustizia del centrodestra (che Angelino Alfano di solito non riesce a far diventare costituzionali)…

Ancore due battute di Berlusconi:

  1. “Nella magistratura abbiamo una corrente che agisce in modo eversivo cercando di procedere contro chi è stato eletto legalmente dal popolo” [è il solito ritornello che ripete da sempre!?!]

  2. “A questo punto, chiederò che quella legge costituzionale venga ritirata”. [OK! Aspettiamo che lo faccia…]

La legge non è uguale per tutti

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi cita il programma Report di Rai 3 per diffamazione, dopo l’ultima puntata sul servizio sulle ville di Antigua di proprietà del premier.

La Gabanelli ha replicato: “Ci difenderemo. La differenza fra me e lui è che se io mi sento diffamata non posso tirare in tribunale lui, mentre lui può tirare in tribunale me”.

Salute e …peggio nun nisse.

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