Travisamento di tipo mediatico o prove di privatizzazione?

Il presidente del Consiglio Mario Monti, due giorni fa intervenendo in videoconferenza a un convegno che si teneva a Palermo, ha detto: «Il nostro Sistema sanitario nazionale, di cui andiamo fieri, potrebbe non essere garantito se non si individuano nuove modalità di finanziamento».

La frase ovviamente ha suscitato veementi reazioni da più parti: Bersani ha protestato “no a una sanità solo per ricchi”; la Cgil dal canto suo ha detto che “se vuole privatizzare lo dica”. Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, la federazione dei medici di famiglia, ha dichiarato che è giusto cercare soluzioni innovative sia sul piano del finanziamento sia su quello dell’organizzazione del Sistema sanitario nazionale, ma l’importante è non stravolgere i principi fondatori del Ssn: universalità ed equità. Invece Angolo Testa, presidente del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), ha affermato che i soldi ci sono, basta voler effettivamente intervenire sulle incongruenze e ruberie che sono sotto gli occhi di tutti.

Di fronte al coro unanime di proteste, una nota dell’ufficio stampa di Palazzo Chigi ha precisato che “… le soluzioni ci sono e vanno ricercate attraverso una diversa organizzazione più efficiente, più inclusiva e più partecipata dagli operatori del settore. … Per il futuro è però necessario individuare e rendere operativi modelli innovativi di finanziamento e organizzazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie”.

Oggi il capo del governo ha aggiunto che “affermare la necessità di rendere il servizio sanitario pienamente sostenibile non ha nulla, proprio nulla a che vedere con la logica della privatizzazione. … Dobbiamo, in una società adulta, essere capaci e avere il dovere di parlare senza che le parole diventino veicolo di equivoci e fraintendimenti, ma parlare per vedere la realtà dei problemi”.

E così Monti è un po’ come Berlusconi: afferma un concetto e successivamente deve spiegarlo meglio, rettificarlo, smentirlo…

Salute e …peggio nun nisse.

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Giorno più, giorno meno

La presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, non ha ancora formalizzato le dimissioni annunciate in pompa magna due giorni fa.

Nel pieno delle sue funzioni ieri la Polverini ha deciso di rinnovare i contratti a nove dirigenti della Regione, compresi due che erano stati bocciati dal Tar. Inoltre la giunta ha impugnato alla Consulta la legge del governo Monti sul riordino delle province e sulla privatizzazione delle società pubbliche. Atti non proprio da ordinaria amministrazione.
Oggi Renata Polverini con un proprio decreto ha ridotto a dieci il numero degli assessori della Giunta regionale, cinque in meno rispetto alla formazione precedente. In mattinata la Polverini ha partecipato alla Conferenza delle Regioni che all’ordine del giorno aveva l’autoriforma delle Regioni, e nel pomeriggio, insieme ai governatori di altre regioni, è andata al Quirinale (e poi con la delegazione a Palazzo Chigi) a presentare al presidente Napolitano l’approvazione del taglio dei costi.

Tutto meno che “dimissionata”.

A chi le chiedeva come mai non avesse ancora formalizzato le dimissioni annunciate, ha detto: “Tanto, un giorno in più o in meno cambia poco”.
Ma il tuttora presidente della Regione Lazio, promuovendo amici e cacciandone altri, ha avviato un regolamento di conti all’interno del Pdl (come per altro aveva annunciato)…

Salute e …peggio nun nisse.

Lo staff medico di Palazzo Chigi


Secondo il Secolo XIX lo staff medico presso la presidenza del Consiglio ammonterebbe ad una trentina di persone. Il quotidiano genovese spiega che a dirigere la struttura è la dottoressa Bruna Vercelli, con uno stipendio che dovrebbe aggirarsi intorno ai 200mila euro annui; otto collaboratori di livello, per un costo totale di 798mila euro; un esperto e un professore esterni all’amministrazione, cinque funzionari (con uno stipendio tra 35 e 40mila euro annui a testa), sette impiegati (pagati tra i 25mila e i 30 mila euro ciascuno) e sette infermieri professionali che in totale costano allo Stato poco più di 200mila euro all’anno. Il costo complessivo quindi si avvicina ai tre milioni di euro l’anno. Giustamente l’articolo si chiede perché i tagli alla Sanità non hanno colpito Palazzo Chigi.

Salute e …peggio nun nisse.

É un film già visto…

Il Senato ha approvato la manovra di Monti senza modifiche rispetto a quella varata dalla Camera: il decreto “Salva Italia” è legge. A favore hanno votato Pdl, Pd, Terzo polo, Coesione nazionale e Mpa. Contrari Idv, Lega nord, Svp e Uv.

La prima finanziaria del governo d’emergenza non è piaciuta a nessuno, perché accusata di essere iniqua, che colpisce i soliti noti, largamente caricata sulle spalle di lavoratori a reddito fisso e dei pensionati. È necessario invece che paghi di più chi ha di più: grandi patrimoni mobiliari e immobiliari, rendite finanziarie, capitali scudati. E occorre un forte impegno politico nel contrasto all’evasione fiscale.  Invece questa manovra colpisce soprattutto i redditi più bassi, contrae ancora i consumi e accentua la recessione. Almeno si fosse provveduto alla eliminazione di alcuni odiosi privilegi di cui godono le cosiddette “caste”.

Il segretario della Cisl Bonanni ha usato una battuta forte per esprimere il suo dissenso: “Sembra scritta da mio zio, che non capisce niente di economia”.

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Berlusconi ieri ha avuto un incontro di due ore a Palazzo Chigi con il premier Mario Monti, a cui ha chiesto un maggiore coinvolgimento preventivo nelle scelte che incidono sull’azione del governo, di modo che i partiti che sostengono l’esecutivo tecnico abbiano maggiore voce in capitolo nelle scelte più politiche. Berlusconi ha detto: «… si potrebbe andare alle elezioni, siamo noi gli arbitri di questa situazione. Lo faremo capire». Poi ha sottolineato: «… nessuno può dire quanto potrà durare questo governo, perché si potranno anche verificare alcune condizioni: la prima è che c’è un accordo con l’Udc, con cui vinceremmo sicuramente ed è per questo che dobbiamo avviare una trattativa che porti a stringere un’alleanza; l’altra è che i sondaggi potrebbero certificare che possiamo vincere anche da soli».

Salute e …peggio nun nisse.

Comico, fino alla fine…

Una squadra composta esclusivamente da tecnici, senza alcun politico, ha promesso fedeltà alla Repubblica, davanti al Capo dello Stato e ottenuto la fiducia al Senato e alla Camera. Dodici ministri sono con portafoglio (tra questi l’Economia, del quale Monti ha l’interim) e cinque senza portafoglio. Tre donne in dicasteri cruciali (Giustizia, Lavoro e Interno).

«Spero che il mio governo ed io potremo contribuire in modo rispettoso a riconciliare maggiormente i cittadini e le istituzioni, i cittadini e la politica», ha detto Monti.

In una nota ufficiale di Palazzo Chigi è stato riportato che “Silvio Berlusconi, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama“; una telefonata “giunta al termine di una serie di contatti telefonici che il presidente Berlusconi ha avuto con alcuni dei principali leader internazionali: il cancelliere tedesco Merkel, il presidente francese Sarkozy ed i primi ministri della Gran Bretagna Cameron, della turchia Erdogan, di Israele Netanyahu e della russia Putin“. Berlusconi ha poi parlato con il presidente della federazione russa, Dimitri Medvedev, che lo avrebbe “ringraziato come uno dei politici più esperti ed autorevoli del mondo”. In questo giro di saluti, Berlusconi ha chiamato anche un ex potente ormai in pensione, l’ex presidente Usa George W. Bush.

Scusate se rido…

Salute e …peggio nun nisse.

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