Le onorevoli ferie

Ieri pomeriggio a Montecitorio il capogruppo Pdl Fabrizio Cicchitto si sarebbe rivolto al ministro dei Rapporti con il Parlamento Piero Giarda che era intento a discutere il calendario dei lavori nei mesi estivi, dicendo (fonte «Agenzia Dire»): “Io ve lo dico: se ci volete far stare qui fino al 12-13 di agosto, sono problemi vostri… io ci starò, perché tanto ho le vacanze a due ore da qui, ma non ci sarà nessun altro. A quel punto ve la dovrete trovare voi una maggioranza: in bocca al lupo…”.

È logicamente salita la tensione a Montecitorio, ma soprattutto sul web, dove questa esternazione è stata chiamata «La perla di Cicchitto».
Anche Pier Luigi Bersani si è detto preoccupato dell’ondata di antipolitica, ma è intervenuto ricordando che “c’è un limite a tutto. Abbiamo tutti una famiglia che ha diritto di stare due giorni con il padre o la madre”. (!)

Mentre molti italiani non sanno più cosa sono le ferie visto che hanno perso il lavoro, o sono in cassa integrazione, o mobilità, o precari, stride questa richiesta di vacanze da parte di coloro che hanno ridotto il Paese in queste condizioni. Abbiano il buon senso di lavorare quando è necessario e doveroso, risolvano la miriade di problemi che ci sono, senza rimandarli a settembre.

Poi gli va pure bene: a Montecitorio c’è l’aria condizionata.

Salute e …peggio nun nisse.

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Deutschland über Italien (nonostante tutto…)

Il capo di Stato tedesco Christian Wulff venerdì 17 u.s. si è dimesso. La procura di Hannover aveva aperto un’inchiesta nei suoi confronti per interesse privato in atti di ufficio: l’accusa era che, per la costruzione della sua villa, il capo dello Stato, quando era ancora governatore della Bassa Sassonia, aveva ottenuto da un imprenditore amico un prestito di 500mila euro a un tasso agevolato del 4% (di poco inferiore, del resto, a quello che gli avrebbe concesso qualunque banca). Inoltre avrebbe pernottato tre volte in un albergo dell’isola di Sylte ogni volta a 258 euro pagate da un imprenditore a lui vicino, che Wulff dice di aver rimborsato in contanti.
Quello che ha pesato di più è stato però il fatto che Wulff ha cercato di soffocare la notizia telefonando al direttore di Bild (il più popolare tabloid tedesco) e lasciando anche un duro avvertimento sulla e-mail del direttore, in cui minacciava anche azioni legali. Naturalmente la direzione del quotidiano non si è fatta intimidire e ha rivelato tutto.

In Germania il controllo sociale sulla politica è intenso, e le campagne stampa godono dell’appoggio della popolazione. L’uguaglianza di tutti davanti alla legge è una regola cui la nazione e le sue classi dirigenti non rinunciano. Oltre ai partiti dell’opposizione anche nei settori della maggioranza di governo è venuto meno il sostegno politico al capo dello Stato.
Wulff ha dichiarato di non aver commesso illeciti, ma ha ammesso che la fiducia nei suoi confronti era ormai venuta meno.
In Germania chi sbaglia si dimette e la stampa è libera. In Italia invece quasi nessuno si dimette, mentre la stampa è soggetta a pressioni di ogni genere.

Salute e …peggio nun nisse.

2012: non solo lacrime e sangue, ma anche fatica e sudore

Con l’anno nuovo rincarano le bollette di acqua, gas ed elettricità;  hanno preso il via anche le nuove addizionali regionali sulla benzina verde in cinque regioni (Toscana, Lazio, Liguria, Marche e Umbria); entrano in vigore gli adeguamenti tariffari dei pedaggi autostradali, del canone Rai; debutta l’Imu (la nuova Ici), aumentano l’Iva, l’Irpef e i contributi Inps; ad esse si aggiunge una tassa del 6% su tutte le vincite superiori ai 500 euro.
Il 2012 si apre male anche per gli immigrati, che oltre alla crisi e ai rincari che subiranno insieme a tutti gli italiani, avranno una nuova tassa, ideata dagli allora ministri dell’Interno Roberto Maroni e dell’Economia Giulio Tremonti, che varierà dagli 80 ai 200 euro e dovrà essere versata ogni volta che si chiede o si rinnova il permesso di soggiorno.

«Sacrifici» anche per gli onorevoli: scattano una serie di aumenti alla buvette della Camera. Gli onorevoli deputati vogliono farci credere che il costo vita aumenta anche per loro: così pagheranno 20 centesimi in più per cappuccino e cornetto, che passano rispettivamente da 1 euro ad 1,10 euro e da 80 a 90 centesimi; di più anche il caffè, da oggi a 80 centesimi anziché 70.  Aumenti ridicoli anche al bancone dei fritti: supplì, arancini e crocchette passeranno da 1 euro a 1,30 euro. Prezzi ritoccati anche per la frutta: mele, pere e banane costano ora 1 euro anziché 50 centesimi, mentre ananas, melone, mandarini, arance e uva passano da 1 a 2 euro a porzione.
Succederà alla Camera quello che è accaduto a palazzo Madama, dove i rincari hanno messo in fuga i senatori con il rischio del licenziamento di sei camerieri, due cuochi e un tabaccaio?

Salute e …peggio nun nisse.

Su alcuni privilegi della casta


La vignetta è tratta da http://mauropatorno.blogspot.com/

Quanto costa ai contribuenti l’assistenza sanitaria integrativa dei deputati?

Premesso che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non solo ai 630 onorevoli, ma anche a 1.109 loro familiari, compresi i conviventi more uxorio (per volontà dell’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini).
Secondo i dati resi pubblici dai radicali, nel 2010 deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 milioni e 117 mila euro.
Si tratta di costi per cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale, ma da una assistenza privata finanziata da Montecitorio.

Tre milioni e 92 mila euro per spese odontoiatriche.
Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche private).
Quasi un milione di euro (976 mila euro, per la precisione) per fisioterapia.
Per visite varie 698 mila euro.
488 mila euro per occhiali e 257 mila per far fronte, con la psicoterapia, ai problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familiari.
Per curare i problemi delle vene varicose (voce “sclerosante”), 28 mila e 138 euro.
Visite omeopatiche 3 mila e 636 euro.
I deputati si sono anche fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, ma hanno chiesto il rimborso all’assistenza integrativa del Parlamento per 153 mila euro di ticket.

Ma non tutti i numeri sull’assistenza sanitaria privata dei deputati sono stati resi accessibili: restano riservate le informazioni su alcune prestazioni, come ad esempio balneoterapia, shiatsuterapia, massaggio sportivo, elettroscultura (ginnastica passiva) ed interventi per chirurgia plastica.

Perché la Camera provvede a dare una assicurazione integrativa?
Ogni deputato potrebbe benissimo farsela per conto proprio, avendo già l’assistenza che hanno tutti i cittadini italiani.

Salute e …peggio nun nisse.

I privilegi della Casta non si toccano…

Antonio Borghesi il 21 Settembre 2010 ha presentato una mozione per rapportare (riducendola) la pensione dei parlamentari alla pensione di tutti gli altri lavoratori italiani.

Risultato della votazione?

Presenti 525
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498.

La Camera respinge la richiesta di Borghesi.

L’abolizione dell’assurdo diritto di ricevere il vitalizio anche per i deputati che hanno solo pochi giorni di legislatura avrebbe procurato al bilancio della Camera un risparmio di 150 milioni di euro l’anno. Invece gli Onorevoli Deputati sono disposti a discutere di tutto, ma non delle loro pensioni: tutti i deputati, tranne quelli del’Italia dei Valori, hanno votato contro.


Salute e …peggio nun nisse.

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