Tutto bene quando il bambino si sente accolto e ascoltato

La via più efficace per far sì che i bambini imparino le regole di una corretta alimentazione e siano più invogliati a mangiare correttamente è quando l’approccio con il cibo è legato a esperienze sociali e didattiche positive e gradevoli: in pratica sedersi a tavola insieme e in allegria.

Infatti secondo una ricerca condotta dall’Università Bicocca di Milano più del metodo prescrittivo (‘la frutta fa bene’) o di un approccio terroristico e colpevolizzante (‘se mangi un certo alimento diventi obeso’), i metodi pedagogici e comunicativi ‘indiretti’ sono i più adatti per modificare le abitudini alimentari negli adulti e nei bambini, perché veicoli di esperienze positive e gradevoli. Di fondamentale importanza la convivialità e il momento del pasto, il sedersi a tavola a parlare, coinvolgere adulti e bambini nella preparazione del cibo.

Salute e …peggio nun nisse.

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Quattro umbri su dieci sono in sovrappeso

In Umbria il 34% degli adulti tra i 18 e i 69 anni risulta in sovrappeso e l’11% obeso: tra le cause un’alimentazione scorretta ed una vita troppo sedentaria.
L’Azienda USL 1 dell’Umbria ha dato alcuni utili consigli per scongiurare infarti e trombosi: un ruolo di primaria importanza nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione e obesità è svolto dall’attività fisica praticata regolarmente.
Purtroppo la metà degli adulti è troppo pigra e dedita alla vita sedentaria. La sedentarietà cresce con l’età, è più diffusa tra le donne, tra le persone con basso livello di istruzione e con maggiori difficoltà economiche.

La Regione Umbria promuove l’attività fisica attraverso i Piedibus e i Gruppi di cammino e il ‘Parco Attivo’ del nuovo Grocco, e promuove corrette abitudini alimentari. Tali interventi prevedono il coinvolgimento di scuola e comuni, ma anche dei pediatri e dei medici di medicina generale. Sono previsti inoltre interventi di valutazione e orientamento nutrizionale per mense scolastiche e residenze protette ed assistenziali.

Il Piedibus è un progetto nato in Danimarca negli anni 1990 con lo scopo di promuovere l’esercizio fisico nei bambini. È ormai diffuso nel Nord Europa e negli Stati Uniti d’America, mentre lo è meno in Italia, ma in rapida evoluzione.
Si tratta di una mobilità alternativa con fermate predefinite e segnalate da appositi cartelli, accompagnatori capofila ecc., dedicata principalmente agli scolari per raggiungere la scuola a piedi, per educare ad una cultura ambientale e salutistica.
Il progetto è nato con lo specifico scopo di combattere il crescente fenomeno dell’obesità infantile, ma si è rivelato utile anche per promuovere la socializzazione e l’autostima dei bambini e cosa non secondaria ridurre il traffico veicolare nei pressi delle scuole. In pratica, i bambini, anziché prendere l’autobus o lo scuolabus, alla fermata si aggregano ad una comitiva guidata da alcuni addetti fino a scuola, e viceversa al ritorno a casa.
Il Piedibus è organizzato come un vero autobus, con linee, fermate, orari, autista, controllore e regolamento: “trasporta” i bambini dalla fermata più vicina a casa fino a scuola in modo sicuro, ecologico e salutare.
L’organizzazione dei Piedibus è curata da comuni, ASL, scuole o associazioni ed è generalmente affidata a volontari che assicurano il servizio.

Salute e …peggio nun nisse.

É difficile essere obesi

Drew Manning è un personal trainer di Eagle Mountain nello Utah (USA), che vuole sperimentare in prima persona quanto sia difficile perdere perso, e mostrare a tutti come ci si rimette in forma da obesi.
Così a maggio scorso ha iniziato una dieta a base di hamburger, pancakes e corndogs (i classici spiedini di wurstel americani), per ingrassare in 6 mesi il più possibile.

All’inizio dell’impresa pesava 87,5 chilogrammi, per 1,87 metri di altezza, con un girovita di 87 centimetri.

Dopo 23 settimane il suo peso ha raggiunto quasi i 120 chilogrammi e il suo girovita il metro e venti di circonferenza.

Il 5 novembre prossimo potrà iniziare a smaltire nei successivi sei mesi il peso volontariamente accumulato.
Manning ha deciso di monitorare passo dopo passo sul blog del suo sito fit2fat2fit.com come rientrare nel peso forma e restarci per sempre grazie ad una serie di «meal plans» ed esercizi mirati che tutti potranno seguire.

Però quest’esperienza si sta rivelando più complicata del previsto: Manning, da amante della vita all’aria aperta e dei cibi sani si è trasformato in un ammasso di grasso, emotivamente instabile e perennemente arrabbiato con il mondo. Lui stesso ha ammesso che è diventato un uomo triste, senza fiducia in se stesso e depresso, al punto da mettersi quasi a piangere per un nonnulla. Ha ripercussioni negative con le due figlie piccole, alle quali non riesce più a star loro dietro, e con la moglie (il testosterone è ai livelli minimi…). Poi è sempre scontroso e triste, si lamenta in continuazione ed è diventato geloso perchè sua moglie lavora fuori casa. Infine l’eccessivo aumento di peso ha comportato la necessità di rifare il guardaroba nuovo, adatto alla sua taglia XXXL.

Voleva però comprendere meglio quanto sia difficile essere obesi…

Salute e …peggio nun nisse.

Svolgi regolare attività fisica

Alcuni recenti studi hanno valutato la relazione tra fitness cardiorespiratorio (CRF), cioè la capacità massima di attività aerobica determinata mediante esercizio fisico sul tapis roulant, la percentuale di massa grassa (adiposità) e la mortalità per tumore.

Più di 14000 donne sono state seguite per un periodo di oltre 15 anni, nel quale sono stati rilevati 250 decessi causati da tumori.
Mediamente le donne decedute sono risultate più anziane, fumatrici, con una percentuale più elevata di massa grassa e valori minori di CRF. D’altra parte tra le donne con livelli più elevati di CRF, meno propense al fumo, sono state registrate una ridotta adiposità e una minore prevalenza di ipertensione, infarto del miocardio e diabete.

Dall’analisi dei dati è stato riscontrato un tasso di mortalità significativamente maggiore tra le donne normopeso fisicamente inattive rispetto a quelle normopeso e attive (9,8 vs. 4,1 decessi/10.000 donne all’anno rispettivamente), mentre non è stata osservata alcuna differenza tra le donne attive indipendentemente dal fatto che fossero sovrappeso, obese o normopeso.

Si è visto cioè che alti livelli di fitness cardiorespiratorio sono associati ad una ridotta mortalità per tumore e che, pertanto, le donne sedentarie dovrebbero essere incoraggiate a svolgere regolarmente attività fisica, per lo meno moderata.

Nature.com


Salute e …peggio nun nisse.

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