Senza nucleare si può vivere

Oggi centinaia di giapponesi hanno marciato per chiedere la fine definitiva dell’utilizzo del nucleare.
La Hokkaido Electric Power disattiverà l’ultima unità attiva della struttura di Tomari con una procedura che si concluderà col blocco totale previsto alle 23:00.
È così stato spento l’ultimo reattore: da oggi il Giappone è senza nucleare.

Salute e …peggio nun nisse.

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L’Italia dei referendum

Oltre 26 milioni 800 mila italiani, pari a circa il 57% si sono recati alle urne, rendendo ininfluente l’affluenza all’estero e toccando il quorum che non veniva raggiunto da 15 anni. I “sì” ai quattro quesiti referendari hanno ottenuto una vittoria schiacciante: in media tutti intorno al 95%. Si tratta di una vittoria trasversale di tutti i cittadini, soprattutto dei giovani e delle future generazioni. Gli italiani vogliono l’acqua come bene pubblico, la legge uguale per tutti e al nucleare preferiscono le energie sicure e rinnovabili. Hanno vinto tutti gli italiani e ha vinto il futuro del Paese.


REFERENDUM N.1 su modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica – Abrogazione.

Elettori 47.117.456. Votanti 26.876.193, percentuale 57,04%

Voti                                                %
————————————————-
SI                    25.411.102          95,8
NO                    1.102.869           4,2
BIANCHE           261.697           1,0
NULLE               100.128           0,4

REFERENDUM N.2 su determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito – Abrogazione parziale di norma.

Elettori 47.117.456. Votanti 26.880.782, percentuale 57,05%

Voti                                                %
————————————————-
SI                 25.609.682           96,3
NO                     979.538             3,7
BIANCHE        202.742             0,8
NULLE               88.568             0,3

REFERENDUM N.3 su abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio di energia elettrica nucleare.

Elettori 47.117.456. Votanti 26.862.995, percentuale 57,01%.

Voti                                             %
————————————————-
SI                25.180.252          94,8
NO                1.394.562            5,2
BIANCHE       196.038           0,7
NULLE              91.852            0,3

REFERENDUM N.4 su abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte costituzionale.
Elettori 47.117.456. Votanti 26.858.978, percentuale 57,00%.

Voti                                                %
————————————————-
SI                  25.220.804          95,2
NO                  1.285.487             4,8
BIANCHE        249.682             0,9
NULLE             102.699             0,4

Salute e …peggio nun nisse.

Smascherato il bluff del governo

Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa seguita al vertice italo-francese a Villa Madama, ha detto: “Siamo assolutamente convinti che l’energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo. … Il disastro di Fukushima ha spaventato i nostri cittadini. Se fossimo andati oggi al referendum, non avremmo avuto il nucleare in Italia per tanti anni. Per questo abbiamo deciso di adottare la moratoria, per chiarire la situazione giapponese e tornare tra due anni a un’opinione pubblica conscia della necessità nucleare”.

Da varie parti ovviamente lo sdegno e la denuncia dell’intenzione del governo di voler prendere in giro gli italiani.
Anche per Greenpeace “le dichiarazioni di Berlusconi “svelano il segreto di Pulcinella: la moratoria sul nucleare è una vergognosa pagliacciata per evitare il referendum del 12 giugno”.
Il Wwf afferma che “la volontà popolare non deve essere ignorata, o si mette una pietra tombale sul nucleare oppure si va al voto con il referendum”.

Invece del silenzio forzato, sarebbe stata più corretta un’informazione adeguata, e la successiva scelta del popolo rispettata.

Salute e …peggio nun nisse.

Perchè il governo vuole il nucleare in Italia?

Il disastro di Chernobyl determinò in tutto il mondo un ripensamento sull’utilizzazione dell’energia nucleare e sulle norme internazionali per garantire la sicurezza. In Italia si fece un referendum sul nucleare l’8 e il 9 novembre 1987 e la maggioranza del popolo italiano si espresse contro il nucleare.


Nonostante ciò Berlusconi ha deciso di realizzare centrali nucleari in Italia: prima l’accordo con il presidente Sarkozy per la costruzione di quattro centrali entro il 2030; poi l’accordo con Putin con l’obbiettivo di costruire, entro tre anni, le nuove centrali basate sulla tecnologia di fusione russa.

Berlusconi aveva rassicurato i francesi: “Riuscirò con la televisione a vincere le paure degli italiani”.
Ora rassicura i russi: “Prima di individuare un luogo in cui realizzare una centrale nucleare, bisogna che cambi l’opinione pubblica italiana. Dobbiamo fare una vasta opera di convincimento sulla sicurezza delle nuove centrali”.

Molte le prese di posizione contrarie anche dal mondo scientifico, che teme danni ambientali inestimabili.
Secondo il Premio Nobel Carlo Rubbia per esempio il nucleare è una attività che si può fare con termini di tempo molto lunghi: il tempo richiesto per la progettazione di un impianto nucleare e la sua realizzazione è dell’ordine della decina di anni, il suo costo stimato è di circa 3 miliardi di euro; per ripagare l’investimento del nucleare occorrono 40–50 anni, solo dopo diventa positivo; il nucleare non riduce il costo dell’energia. L’Ue ha calcolato in 50-60 anni la durata delle scorte di uranio.
Ipotizzando un 30% di energia in Italia dal nucleare, occorrono costruire 15–20 centrali nucleari (una per Regione). Ciascuna di queste centrali produrrà una certa quantità di scorie il cui problema non è semplice. In un’intervista Rubbia a proposito dello smaltimento dei rifiuti radioattivi disse: “Con vari metodi sono inceneriti, triturati, macinati, pressati, vetrificati e inglobati in fusti impermeabili, a loro volta disposti in recipienti di acciaio inossidabile, veri e propri sarcofaghi in miniatura. Queste “vergogne” dell’energia nucleare vengono nascoste nelle profondità sotterranee e marine. Non abbiamo la minima idea di quello che potrebbe succedere dei fusti con tonnellate di sostanze radioattive che abbiamo già seppellito e di quelli che aspettano di esserlo. Ci liberiamo di un problema passandolo in eredità alle generazioni future, perché queste scorie saranno attive per millenni. … Le nascondiamo pensando che non ci saremo per risponderne personalmente”.

Ad oggi sono attivi nel mondo 438 reattori nucleari che forniscono il 16% del fabbisogno mondiale di energia; l’ultimo reattore in America è stato costruito nel 1979, trent’anni fa! Nei paesi occidentali non è, da un po’ di anni, in costruzione alcuna centrale nucleare (unica eccezione è la Finlandia).

Il nucleare è già superato ed è il tempo delle energie rinnovabili.

Un programma energetico si compone di una serie di fattori:

  • nuova forma di geotermico

  • biomasse

  • forma nuova di solare, basata su concentratori

  • anche nucleare, ma più accettabile, con eliminazione delle scorie. Per esempio l’uso del torio come combustibile in un reattore nucleare ha il vantaggio di essere largamente disponibile in natura, non provoca reazioni a catena, non produce plutonio e dal torio non si tira fuori una bomba.

Salute e …peggio nun nisse.

26 aprile 1986

Černobyl è una città dell’Ucraina settentrionale, attualmente quasi disabitata. Divenne famosa in tutto il mondo dopo il 26 aprile del 1986 quando nella locale centrale elettronucleare vi fu fusione del nocciolo del reattore n° 4 con una conseguente esplosione (non nucleare) della copertura e dispersione di grandi quantità di materiale radioattivo.
Nei giorni seguenti una nube radioattiva si levò attraversando anche parte dell’Europa, e raggiunse il Mediterraneo in circa 10 giorni.
Circa 350.000 persone furono evacuate dalla città e dalle zone adiacenti.

Vi risiedono ancora operai governativi, impegnati nella rimozione delle scorie nucleari.

Salute e …peggio nun nisse.

Centrale nucleare? Non nel mio comune!

Non è passato molto che si è evidenziato subito un altro problema: “non voglio le centrali nucleari vicino la mia casa, non le voglio nella mia regione!!!”

Ugo CappellacciPer primo Ugo Cappellacci, neopresidente sardo, dichiara “nessuna centrale nucleare in Sardegna; dovrebbero passare sul mio corpo prima di fare una cosa simile. Berlusconi manterrà la promessa fatta: tutto il territorio della Sardegna denuclearizzato”.


Bene i primi due posti li abbiamo già individuati:
– Sardegna: Costa Smeralda
– Arcore

Salute e …peggio nun nisse.

Perché Berlusconi vuole le centrali nucleari?

Berlusconi in conferenza stampa ha detto:”Dobbiamo svegliarci dal nostro sonno, adeguarci, perché il futuro è nell’energia rinnovabile e nel nucleare. Affronteremo la costruzioni di centrali nucleari in Italia, con al nostro fianco la Francia che ci ha messo a disposizione il suo know-how”.

Il premier ha anche attaccato la sinistra: “Eravamo protagonisti del nucleare negli anni ’70, poi per il fanatismo ideologico di una parte politica abbiamo interrotto la costruzione di due centrali che erano vicine ad essere completate”.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha detto che “nei prossimi anni ci dovrà essere la posa della prima pietra di una centrale nucleare pulita e sicura italiana. Il nucleare rappresenta un’importante fonte di approvvigionamento energetico per l’Italia”.

Com’è possibile che il popolo italiano ha votato contro l’energia nucleare, ed oggi viene proposta l’apertura di nuove centrali?

In verità i tre referendum del 1987 non abrogarono o resero illegale le centrali nucleari. I referendum avevano come oggetto:
abrogazione dell’intervento statale se il Comune non concede un sito per la realizzazione di una centrale atomica (i si furono l’80,6%)
abrogazione dei contributi agli enti locali per la presenza di una centrale atomica (si 79,7%)
possibilità per l’Enel di partecipare alla costruzione di centrali atomiche all’estero (si 71,9%)

Però secondo il Wwf l’Italia sarà dipendente dal punto di vista delle fonti energetiche in quanto non possiede riserve di uranio (per lo più concentrate in Australia e Kazakhstan) e comunque le quantità sono appena sufficienti ad alimentare gli attuali 440 reattori per 40-50 anni. Quindi le nuove centrali avrebbero problemi di alimentazione e arriverebbero tardi.

Secondo Greenpeace il governo continua a parlare di nucleare, mentre ha appena firmato accordi europei vincolanti per giungere a una quota del 35% di energia elettrica da fonti rinnovabili al 2020; il nucleare sottrarrà risorse allo sviluppo delle rinnovabili, oggi ferme al 16%, e il risultato potrebbe essere una nuova procedura d’infrazione davanti alla Corte Europea.

Per prendere decisioni sagge su un problema così complesso come quello dell’energia sarebbe logico perlomeno consultare gli scienziati che, in virtù della conoscenza acquisita con i loro studi ed i contatti che hanno con gli ambienti scientifici di altri Paesi, hanno un quadro realistico della situazione attuale e di quella che può essere la sua evoluzione nei prossimi decenni.

rubbiaSecondo Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica, non solo il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate.
Il nucleare oggi contribuisce solo per il 6% al fabbisogno mondiale di energia.
Le centrali nucleari oltre a produrre energia, producono scorie radioattive; la radiotossicità del combustibile esausto decresce nel tempo e pareggia quella dell’uranio inizialmente caricato nel reattore solo dopo 250.000 anni. L’eliminazione dei rifiuti radioattivi è un grave problema. Con vari metodi sono inceneriti, triturati, macinati, pressati, vetrificati e inglobati in fusti impermeabili a loro volta disposti in recipienti di acciaio inossidabile, veri e propri sarcofaghi in miniatura.
Queste “vergogne” dell’energia nucleare vengono nascoste nelle profondità sotterranee e marine. Non abbiamo la minima idea di quello che potrebbe succedere dei fusti con tonnellate di sostanze radioattive che abbiamo già seppellito e di quelli che aspettano di esserlo. Ci liberiamo di un problema passandolo in eredità alle generazioni future, perché queste scorie saranno attive per millenni. Le nascondiamo pensando che non ci saremo per risponderne personalmente.
Se volessimo produrre il 30% dell’energia elettrica con il nucleare, come succede anche in Spagna, Germania e Inghilterra, ci servirebbero 15 – 20 centrali nucleari: in pratica una per regione. Ciascuna di queste centrali produrrà una certa quantità di scorie, un problema estremamente serio.
Se non si riesce a risolvere il problema della costruzione di un inceneritore per riuscire a bruciare l’immondizia, come riusciremo a sistemare queste grandissime quantità di scorie nucleari che nessuno al mondo sa ancora smaltire?
Dovremmo invece sviluppare
la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra. Un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta.

Tutti i Paesi avanzati nel mondo hanno scelto di ridurre il nucleare e potenziare ricerca ed energie rinnovabili.

Non credo che Berlusconi non sappia tutto questo: se ha optato per una via senza futuro, più dispendiosa e meno sicura, deve avere le sue buone ragioni o i suoi tornaconti. Non riesco a vedere quali siano gli interessi per gli italiani in tutto questo!

Salute e …peggio nun nisse.

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