Forza Napoli (da juventino!)

Mi unisco all’indignazione dei tifosi del Napoli per il servizio del Tgr Piemonte realizzato all’esterno dello Juventus Stadium con i tifosi bianconeri, poco prima che si disputasse Juve-Napoli sabato scorso. Il servizio realizzato da Giampiero Amandola contiene apprezzamenti irrispettosi, se non addirittura razzisti, nei confronti dei tifosi napoletani: già colpevole di non aver disapprovato gli “apprezzamenti” di alcuni tifosi bianconeri, l’autore del servizio ha addirittura detto: “I napoletani, poi, li distinguete dalla puzza, con molta signorilità”.

Anche il sito di supporters bianconeri, Canale Juve, si è dissociato da queste volgarità.

La Rai si scusa…

Ma, al di là di tutto, ha senso andare a raccogliere gli umori di qualche persona all’esterno di uno stadio di calcio e mostrare una sequela di fesserie da bar dello sport?

Salute e …peggio nun nisse.

Campania avvelenata

Dai dati dell’Istituto per la cura dei tumori Pascale di Napoli emerge che nel napoletano, in una fascia di settanta chilometri tra Napoli e Caserta, dal 1998 a oggi i casi di morte per malattie oncologiche sono aumentate del 47%. Un dato in controtendenza rispetto ai decessi per neoplasie nel resto d’Italia.
Il linfoma non-Hodgkin è aumentato per gli uomini del 44% nella provincia di Napoli e del 58% nella provincia di Caserta, nelle donne del 79% nella provincia di Napoli e oltre il 100% in quella di Caserta.
Per il mieloma gli aumenti vanno dal 40% a oltre il 100%.
Aumentano anche le morti per tumori al colon retto (+30%), dei dotti biliari (+50%), del pancreas (70%), del polmone (+30%), nonché dello stomaco (in Italia la media è -50%, tra Napoli e Caserta gli aumenti sono tra il 3% e il 10%), dei tessuti molli e della mammella. 

Secondo le ipotesi del responsabile Epidemiologia del Pascale Maurizio Montella una spiegazione potrebbe essere l’inquinamento prolungato da sostanze tossiche che potrebbe aver interessato le falde acquifere e i fiumi.
Renato Pizzuti dell’Osservatorio Epidemiologico della Regione Campania dice che già in passato uno studio dell’Oms, insieme all’Istituto Superiore di sanità e al Cnr, aveva trovato una possibile associazione tra la vicinanza ai siti di smaltimento e alcune patologie, ma la conclusione era che servivano maggiori approfondimenti.
Ma secondo il senatore Ignazio Marino ci sono elementi sufficienti per sapere con certezza che la terra di vaste aree della Campania è avvelenata e che le condizioni di salute e le aspettative di vita di chi vi risiede sono in pericolo. È una questione che non riguarda solo i napoletani e i campani ma l’Italia intera.

Salute e …peggio nun nisse.

 

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