È con viva e vibrante soddisfazione …che voglio salvarlo


Giorgio Napolitano ha consegnato ai presidenti di Camera e Senato un messaggio dove ha scritto che “l’Italia viene a porsi in una condizione umiliante sul piano internazionale per violazione dei principi sul trattamento umano dei detenuti. È un dovere urgente fare cessare il sovraffollamento carcerario”. Sono “necessari immediati rimedi straordinari. Il combinato disposto di amnistia e indulto potrebbe favorire una significativa riduzione della popolazione carceraria”.

Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha dichiarato che “il capo dello Stato centra una delle vere emergenze del nostro Paese”, e ha confermato la disponibilità del governo.

Il Movimento Cinque Stelle e la Lega Nord sono stati gli unici partiti a commentare negativamente il messaggio di Napolitano.
Il Movimento 5 Stelle accusa il presidente di aver avanzato una proposta per salvare Berlusconi: “Napolitano è sotto ricatto del Pdl, proponendo l’indulto o peggio l’amnistia diventa il padrino di un salvacondotto per Berlusconi”.
Contrario anche Roberto Maroni, che ha detto che “la Lega Nord è contraria a qualsiasi forma di indulto o amnistia. Il problema del sovraffollamento carcerario si risolve costruendo nuove carceri e non rimettendo in libertà decine di migliaia di delinquenti”.

Salute e …peggio nun nisse.

Annunci

È come un golpe

Questa mattina Berlusconi, Bersani e poi Mario Monti e una delegazione della Conferenza dei presidenti delle Regioni, per uscire dallo stallo sull’elezione del presidente della Repubblica, hanno chiesto al Presidente Napolitano di accettare la ricandidatura “nel superiore interesse del Paese”. Anche la Lega ha fatto sapere che voterà Napolitano. E persino i vescovi si sono esposti direttamente per la riconferma di Napolitano. Solo Movimento 5 stelle e Sel hanno annunciato che non lo voteranno e la loro preferenza andrà a Stefano Rodotà. 

E così Napolitano ha accettato il reincarico.

È in corso la sesta votazione con la pressoché certa rielezione di Giorgio Napolitano.
La soluzione che si sta profilando non rispecchia affatto il risultato del voto del 24 e 25 febbraio. Bersani consegna l’Italia a Berlusconi. Che importa se non lo vogliono gli italiani? Ecco l’ennesima prova del penoso distacco tra potere e cittadini. 

Muore prima di nascere il processo di rinnovamento che auspicavamo.
In molti gridano al golpe.
Eppure persino Napolitano aveva detto: «Ora ci vuole il coraggio di fare delle scelte, di guardare avanti, sarebbe sbagliato fare marcia indietro. … restare o peggio tornare indietro sarebbe ai limiti del ridicolo».


Salute e …peggio nun nisse.

Promesse elettorali… Per fortuna è finita!

Nella campagna elettorale i politici dicono urlando cose in cui non credono nella assurda speranza che ci crediamo noi.

È una gara a chi la dice più grossa, ma Berlusconi secondo me la vince. Comunque è un esempio per tutti.


Silvio Berlusconi riferisce di impegnarsi per un’Italia più giusta, più generosa verso chi ha bisogno, più prospera e serena, più moderna ed efficiente, che sia protagonista in Europa e nel mondo.
Ha promesso di abbassare le tasse.
Oltre alla restituzione dell’Imu 2012 sulla prima casa, la vuole abolire del tutto assieme all’Irap entro cinque anni, cancellando pure l’aumento dell’Iva.
Ha dichiarato: «Se gli elettori danno la maggioranza solo a me io faccio subito il condono tombale e edilizio».
«Se vinco riparte il progetto del Ponte sullo Stretto».
Ai giovani ha promesso quattro milioni di posti di lavoro. (Poi si è corretto: è una speranza!).
Il 20 marzo del 2010 in campagna elettorale aveva promesso addirittura che avrebbe “sconfitto il cancro”.

Oltre che cialtrone è pure un ciarlatano?

Le domande più ovvie sono: perché non ha fatto prima, quando era al potere, quello che ci promette che farà nel prossimo futuro? Se ci restituisce i soldi dell’Imu, che cosa ci toglie? Come si può credere ad uno che fa le stesse promesse da vent’anni?

Per fortuna questa campagna elettorale è al termine. Avremo i politici che ci meritiamo, come italiani. Ci faremo ridere dall’Europa e dal mondo? Oppure dimostreremo la voglia di cambiare questa classe politica, di eliminare la casta che opprime gli animi ogni volta che se ne parla?

Se in qualche modo siamo contenti del nostro presente e speranzosi del futuro, votiamo gli stessi personaggi: o l’uno o l’altro poco cambia!
Altrimenti questo è il momento di farci intendere: cambiare i politici per cambiare l’Italia. È cambiare il nostro futuro.

Speriamo in meglio…

Salute e …peggio nun nisse.

Antipolitica

Un recente sondaggio di Swg dà il Movimento 5 stelle al 7,2% nazionale nelle intenzioni di voto degli italiani. Avanti a leghisti, centristi, finiani, vendoliani e dipietristi. E così dai partiti si leva l’allarme; ed oggi che la fiducia nei partiti è ai minimi storici, Grillo fa ancora più paura. Nichi Vendola ha affermato: «Grillo è un fenomeno di populismo che non ha le caratteristiche per offrire una prospettiva al nostro Paese». E il segretario del Pd Pier Luigi Bersani: «Abbiamo in giro molti apprendisti stregoni che sollevano un vento cattivo… Se non contrastiamo l’antipolitica, spazza via tutti».

Antipolitica? Non può essere più sopportato questo andazzo e questo malcostume. In Italia la politica è fatta da disonesti nulla-facenti che rubano soldi a chi deve lavorare per vivere.

Da un’inchiesta di L’Espresso da quando non è più premier, Berlusconi diserta la Camera; D’Alema non ha mai presentato nemmeno un atto da inizio legislatura; Tremonti ha il due per cento di presenze; Alfano salta nove sedute su dieci; La Russa va a votare sette volte su cento. Ma prendono tutti lo stipendio (pieno) di parlamentare.

Vogliamo fare un confronto tra le retribuzioni dei parlamentari e gli stipendi degli elettori? Un onorevole italiano guadagna circa 6 volte e mezzo più di un suo elettore. Un rapporto che non ha paragoni in Europa.

Per andare in pensione ai cittadini viene chiesto di lavorare 42 anni, ai parlamentari ne bastano cinque. E incassano già a 60 anni, sei in meno dei comuni mortali.

La crisi imperversa ma le sovvenzioni facili e gli sprechi pubblici continuano a correre. Con regioni, province e comuni che spendono per le iniziative più strampalate e inutili. Denaro pubblico che viene dilapidato per soddisfare i sollazzi delle clientele elettorali e accrescere la fortuna degli eletti. Raduni di spazzacamini. Tornei di tennis. Spedizioni subacquee. Partecipazioni a gare di aeromodellismo. Eventi musicali. E naturalmente, tante belle feste. Tutto per ottenere consensi e voti, a spese del contribuente.

Le reazioni dei parlamentari a chi chiede una classe politica un po’ più sobria è nauseante: Dodicimila euro al mese? Sì, ma «abbiamo tante spese, il mutuo, i figli, le cene per la rielezione». E poi «per fare i parlamentari serve decoro», «mica possono mandarci nudi per strada», «faccio pure la spesa alla Coop».

Salute e …peggio nun nisse.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: