La paura della fatica

Una lattina di soda, di cola o un succo di frutta contengono fino a 250 calorie, pari a 16 cucchiaini di zucchero. Per smaltirla ci vogliono 50 minuti di corsa o 8 chilometri di camminata.
I ricercatori della Johns Hopkins University Blooomberg school di Baltimora hanno pubblicato sull’American journal of public health uno studio dove il 40% dei ragazzi fra i 12 e i 18 anni, informati di quanto avrebbero dovuto muoversi per “consumare” tutte le calorie contenute nelle bevande zuccherate che stavano per comprare, ha rinunciato a comprarsele. In quei supermercati le vendite delle bevande dolci sono calate del 54% mentre, contemporaneamente, gli acquisti dell’acqua minerale sono aumentate del 3%.

In pratica, per modificare le cattive abitudini alimentari degli adolescenti, un nuovo punto strategico potrà essere la paura della “fatica”.

Salute e …peggio nun nisse.

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Falsi miti sulle caraffe

C’è un intero mondo di pregiudizi e di disinformazione che spinge milioni di italiani a spendere decine di euro all’anno per comprare la minerale o utilizzare le caraffe pensando di tutelare la propria salute.
Eliminano l’arsenico: Chi pensa di eliminare l’arsenico eventualmente presente in alcune zone nell’acqua di rubinetto rimarrà deluso: le cartucce delle caraffe hanno scarsissime possibilità di trattenere l’arsenico.
L’acqua addolcita è migliore: Il forte addolcimento operato dalle cartucce sull’acqua di rubinetto è un vantaggio solo per il gusto. In effetti si riduce il fastidioso odore di cloro, a volte presente nella potabile. In compenso, il consumo di acque dure, oltre a non essere per nulla dannoso, è associato a una minore incidenza di malattie cardiovascolari.
È più ecologico: In realtà filtrare l’acqua contribuisce alla produzione di rifiuti. Le cartucce richiedono uno spreco di risorse per essere prodotte e diventano presto scarti (hanno una vita breve, di circa un mese).
Permette di spendere meno: Il modo migliore per risparmiare è bere acqua del rubinetto. Se poi si beve acqua gasata, la caraffa è più cara anche della minerale in bottiglia.


La potabile è sempre più conveniente

Bere l’acqua del rubinetto è da molti punti di vista la scelta migliore: costa meno di un euro all’anno, non obbliga a portare pesi a casa e i controlli rigorosi ga­rantiscono quasi sempre una qualità buona. Non di­mentichiamo anche il rispetto dell’ambiente: niente plastica e zero inquinamento da trasporto merci.
Se trovate la potabile di sapore poco gradevo­le (il che non significa che non sia pulita), mettetela in una brocca aperta per una mezz’ora in frigorifero: l’odore di cloro (utilizzato per ridurre al minimo lo sviluppo di microbi) sparirà del tutto.

 Da Le news di Altroconsumo

Salute e …peggio nun nisse.

Un altro record negativo

Da un rapporto della Beverage Marketing Corporation nel 2009 gli italiani hanno consumato in media 192 litri di acqua minerale a testa. É un record europeo del nostro Paese, e nel mondo siamo secondi, dietro solo al Messico.
Nel 1980, cioè prima della creazione di un reale mercato nazionale di acqua imbottigliata, il consumo medio era di 47 litri annui.

L’immagine dell’acqua di rubinetto è scaduta negli anni: molti acquedotti hanno gestito male il servizio proponendo acqua clorata, con sapori e colori strani, altri non hanno saputo gestire problemi di inquinamento della falda. Così i consumi di acqua minerale sono cresciuti progressivamente, ed attualmente ci sono oltre 250 marche. L’acqua confezionata è presente su quasi ogni tavola italiana ma costa da 500 a 1000 volte di più rispetto a quella pubblica, e inquina l’atmosfera con l’emissione di CO2.

L’acqua in bottiglia è considerata più ‘sicura’, esente da contaminazioni varie, e più buona. Ma si tratta più di strategie pubblicitarie per promuovere le bevande confezionate, che di realtà; infatti non tutte le minerali analizzate sono così pure come dichiarano.

I gestori degli acquedotti dovrebbero far conoscere la qualità dell’acqua che sgorga dal rubinetto di casa; occorrerebbe sensibilizzare i cittadini ad usare caraffe filtranti nelle situazioni dove la qualità non è eccelsa e, per gli irriducibili della bottiglia scegliere quelle proveniente da fonti situate nella regione di residenza per ridurre l’impatto ambientale dovuto al trasporto.

Salute e …peggio nun nisse.

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