One billion rising


Oggi, il giorno di San Valentino, è il giorno della campagna mondiale ”One billion Rising” per rivendicare diritti, rispetto e felicità per le donne.
Milioni di adesioni in tutto il mondo, oltre 200 paesi e 5.000 associazioni hanno aderito alla campagna fatta di canti, flash mob, marce e danze, lanciata dalla scrittrice e attivista femminista Eve Ensler, nota per i suoi ”Monologhi della Vagina”.
Al messaggio planetario lanciato dall’organizzatrice (”Un miliardo di donne stuprate sono un’atrocità, un miliardo di donne che ballano sono una rivoluzione”) hanno aderito testimonial d’eccezione come Robert Redford, Yoko Ono, Naomi Klein, Jane Fonda e Laura Pausini.
In particolare a Kabul sono scese in piazza centinaia di donne e attiviste, che con canti e danze hanno denunciato la situazione dell’Afghanistan, dove la violenza sulle donne è all’ordine del giorno tra abusi sessuali, matrimoni combinati e delitti d’onore.


Non si può restare indifferenti al fatto che un miliardo di donne, una su tre in tutto il mondo, è stata vittima di violenza almeno una volta nella vita.

Salute e …peggio nun nisse.

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Il maschilismo della Chiesa

Don Piero Corsi, parroco di San Terenzo, un piccolo paese nel comune di Lerici, nella bacheca della Chiesa ha affisso una lettera dove afferma che il femminicidio (donne morte per mano di un uomo) in definitiva è colpa della donna.
“Le donne facciano autocritica, quante volte provocano?  Cadono nell’arroganza e si sentono indipendenti… Donne e ragazze in abiti succinti provocano gli istinti, facciano un sano esame di coscienza: forse ce lo siamo andato a cercare… “

Come ha detto Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente di Telefono Rosa, questo messaggio è una vera e propria istigazione a un comportamento violento nei confronti delle donne perché si offre un’inaudita motivazione ad atti criminali contro di esse.

Il femminicidio non è solo un fatto criminologico ma ha una valenza simbolica di un arretrato rapporto uomo-donna. L’Italia è il Paese in Europa con il maggior numero di femminicidi!

Salute e …peggio nun nisse.

12/12/12

Oggi è il 12/12/12, una combinazione di numeri per cui si sentirà dire tutto e il contrario di tutto.

Per gli appassionati di simbolismo il 12 è un numero sacro e ripetuto per ben tre volte sulla data definisce la giornata odierna come la “Giornata dell’Interconnessione“: si determina l’apertura di un nuovo “portale di energia”, quindi il rilascio di un potente vortice energetico che può purificare l’anima.
I seguaci della cabala attribuiscono al numero 12 un preciso significato, un “messaggio” tra spiritosa scaramanzia e vero e proprio delirio new age. Le iniziative si moltiplicano in tutto il mondo. C’è chi ne approfitta davvero per meditare, chi per divertirsi, chi per tentare la fortuna al gioco.

Quello che io so è che oggi è un giorno come un altro e domani sarà il 13/12/12: il compleanno di mia madre. Gli auguri glieli farò domani…

Salute e …peggio nun nisse.

Poteva essere più chiaro?

Il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinal Bagnasco, ha detto:
“Mortifica dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui. … [Ma di chi parla?] I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. [Ma a chi si riferisce?] … chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda. [Berlusconi???]
C’è da purificare l’aria, perché le nuove generazioni – crescendo – non restino avvelenate”. [Non può essere che lui!!]


Le reazioni:

Fini: «E’ un appello alle coscienze»
Rosy Bindi: «Un chiaro altolà ai modelli di vita e agli abusi della funzione pubblica»
Giovanardi: «Messaggio condivisibile»
Rutelli: «Un messaggio forte e chiaro»
Sacconi: «Nessuno può usare il suo monito come una clava»
Fioroni: «L’Italia non può fare a meno dei cattolici»
Bondi: «Come cattolico ritengo che la società italiana tutta abbia bisogno di un profondo rinnovamento»
Bonanni: «La politica deve tornare ad esprimere valori forti»

Berlusconi: «Avanti la prossima…»

Salute e …peggio nun nisse.

La marcia delle sgualdrine

Secondo il rapporto del “Panos Institute” di Londra, un’organizzazione non governativa che si occupa di problemi globali e dello sviluppo, per le donne tra i 15 e i 44 anni la violenza è la prima causa di morte e di invalidità: ancor più del cancro, della malaria, degli incidenti stradali e persino della guerra.
La violenza contro le donne è endemica, nei paesi industrializzati come in quelli in via di sviluppo. E non conosce differenze sociali o culturali: le vittime e i loro aggressori appartengono a tutte le classi e a tutti i ceti economici.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, almeno una donna su cinque ha subito abusi fisici o sessuali da parte di un uomo nel corso della sua vita. Il rischio maggiore sono i familiari, mariti e padri, seguiti a ruota dagli amici: vicini di casa, conoscenti stretti e colleghi di lavoro o di studio.
La violenza sulle donne in gran parte del mondo è una normale componente del tessuto culturale e non viene identificata come tale neppure dalle sue vittime.
In molti paesi in via di sviluppo, picchiare la moglie fa parte dell’ordine naturale delle cose, una prerogativa maschile ancora indiscussa: in un distretto del Kenia, il 42% delle donne intervistate venivano picchiate regolarmente dal marito.
Negli Stati Uniti, ogni 15 secondi, viene aggredita una donna, generalmente dal coniuge; la violenza contro le donne è diffusa persino nelle avanzate democrazie scandinave: Marianne Eriksson, parlamentare europea della Svezia, ha dichiarato che, nel suo paese, “ogni dieci giorni una donna muore in seguito agli abusi subiti da parte di un familiare o di un amico”.
Mi ha molto impressionato l’indagine condotta dall’Istat riguardo il fenomeno delle violenza fisica e sessuale contro le donne in Italia: consiglio vivamente di leggerlo  → vedi qui.

Una frase pronunciata all’università di Toronto da un poliziotto, secondo cui “per ridurre i rischi di violenze sessuali le ragazze dovrebbero smetterla di vestirsi come sgualdrine”, ha innescato una protesta contro la violenza e la discriminazione sessuale, sotto il nome volutamente provocatorio di “marcia delle sgualdrine”.
La protesta è arrivata in India ed anche se non veste i panni succinti indossati nelle camminate di Toronto, Londra, Seul, Boston e Melbourne, il messaggio è lo stesso: basta con il cliché del “se la sono andata a cercare”: “La violenza contro le donne viene spiegata dicendo che è perché indossano abiti corti, perché sono sgualdrine, perché hanno un brutto carattere. Lottiamo contro questa percezione della gente per cambiarla”.

Salute e …peggio nun nisse.

Festa dei Nonni

In Italia il 2 ottobre è una giornata dedicata alla Festa dei Nonni. É giusto e bello festeggiare i nonni, ricordandoci quanto ogni giorno sono importanti con il loro aiuto concreto e soprattutto da un punto di vista umano, alle loro famiglie e ai loro nipoti.


Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rivolto alle nonne e ai nonni d’Italia “un affettuoso saluto con i sentimenti di profonda riconoscenza di tutti gli italiani per la generosità di cui danno quotidianamente prova. Con la loro costante disponibilità ad aiutare, ascoltare e comprendere, i nonni costituiscono sicuri punti di riferimento per la vita delle famiglie chiamate ad affrontare, in un contesto sociale di crescenti difficoltà, anche le gravi conseguenze della attuale congiuntura economica. I nonni sono infatti in grado di assicurare un insostituibile apporto per la formazione di una consapevolezza condivisa, offrendo ai giovani la testimonianza di generazioni più anziane che sono state protagoniste della crescita civile e democratica del nostro paese. Desidero quindi rinnovare a nome di tutte le istituzioni e dell’intera comunità nazionale sentimenti di rispetto e di gratitudine a tutti coloro che stanno vivendo questa particolare stagione della vita, spesso esposta anche a condizioni di disagio, offrendo ai più giovani il grande patrimonio di esperienze, valori e ideali acquisito nel corso della vita. Con questo spirito, rinnovo alle nonne e ai nonni d’Italia, in una ricorrenza che mi coinvolge anche personalmente, i più sentiti auguri e un caloroso saluto”.

Salute e …peggio nun nisse.

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