Questa è la RAI

Il capostruttura dirigente di Raitre Loris Mazzetti è stato sospeso per 15 giorni perché l’ultima puntata di Vieniviconme, lunedì 29 novembre, è stata più lunga di due minuti e mezzo rispetto ai tempi previsti per la chiusura.

Vieniviconme dopo le performance in termini di ascolto era stato definito “il programma dei record”. É riuscito a portare davanti al piccolo schermo anche persone che abitualmente non seguono la tv. Con il programma di Fazio e Saviano la platea televisiva del lunedì sera era aumentata di 2 milioni e mezzo di spettatori, con percentuali altissime tra i giovani e i laureati.

Il comportamento del dirigente Mazzetti è recidivo in quanto aveva già precedenti di sospensione, fra i quali quello “procurato” dall’aver difeso Enzo Biagi dopo la pronuncia del cosiddetto “editto bulgaro” da parte di Silvio Berlusconi nel 2002.

Evidentemente ai vertici di viale Mazzini la trasmissione non è mai piaciuta e in qualche modo dovevano comunicarlo…

Salute e …peggio nun nisse.

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Ancora su ”Vieni via con me”

Al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che ha parlato di ”accuse infamanti”, non è piaciuto il racconto fatto da Saviano di approcci della ‘Ndrangheta ad un consigliere regionale leghista e ha chiesto di poter essere invitato alla trasmissione per un diritto di replica.

Saviano ha replicato: «Sono stupito e allarmato dalle parole del ministro. Non capisco di quali infamie parli. Temo che abbia visto un’altra trasmissione. Lo invito a rivederla e riascoltarla: io ho parlato solo di fatti, frutto di un’inchiesta giudiziaria dell’Antimafia di Milano e Reggio Calabria sul nuovo assetto della ‘Ndrangheta e sulla sua presenza culturale, politica ed economica in Lombardia. Fatti che dovrebbero preoccupare il ministro dell’Interno invece di spingerlo ad accusare chi li denuncia».

Il capostruttura di Rai 3, Loris Mazzetti, ha dichiarato: «Se il ministro Maroni ha qualcosa da dire e si è sentito offeso, essendo un ministro ha la possibilità di parlare in tutti i programmi e in tutti i telegiornali, quindi si organizzi in qualche maniera. Noi stiamo facendo un programma culturale e quindi non credo che ci sarà la possibilità di replicare. Se noi abbiamo detto cose non vere, cose smentibili se lo abbiamo ingiuriato o offeso, si rivolga direttamente alla magistratura».

Si sono subito messi a disposizione Bruno Vespa pronto ad organizzare una puntata di Porta a Porta interamente dedicata alla vicenda, Lucia Annunziata ”naturalmente disponibile a dedicare In mezz’ora al ministro Maroni” e pure Enrico Mentana offre il suo telegiornale de La7 al ministro Maroni.

A leggere i commenti sul web sembra che viviamo la politica come tanti tifosi, come per le squadre di calcio a cui rimani fedele anche se perdono, se giocano male e se sono ultime in classifica; si è pronti a difendere il leder del partito anche se questi sbaglia. Il partito non è una squadra di calcio e se quel partito va al governo non deve fare gli interessi di chi lo ha votato, ma di tutti i cittadini! Qui viviamo in una continua campagna elettorale: qualsiasi decisione e comunicazione è in funzione della ricerca del consenso degli elettori.

Il ministro dell’Interno, invece di reagire in maniera scomposta, faccia pulizia all’interno del suo partito e cacci i disonesti.

Salute e …peggio nun nisse.

Giornalisti e giornalai

“Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li spazzerà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l’unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri.” Joseph Pulitzer (Giornalista ed editore 1847-1911)

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Anche secondo Loris Mazzetti, dirigente di RaiTre (a Raiperunanotte era dietro un filo spinato) sospeso dal suo incarico a causa di articoli critici verso la sua azienda scritti sul Fatto, sono stati cacciati i giornalisti che non hanno firmato la lettera di sostegno al direttore Minzolini e che hanno fatto resistenza al suo modo di gestire il giornale.
Mazzetti inoltre ha riferito: “… so per certo, perché mi è stato raccontato dai diretti interessati, che Minzolini ha minacciato personalmente i giornalisti che esitavano nel firmare la lettera di sostegno alla sua direzione. A me è stato riferito di frasi gravi dette dal direttore, ad esempio: “Se non firmi con me non farai più un cazzo”. E visto quello che sta accadendo…”

Soprattutto nel più importante Tg del servizio pubblico i giornalisti dovrebbero essere indipendenti. Invece così si crea una corte silenziosa e compiacente. Chi protesta perde il posto.

Oggi non è più il conduttore a scrivere i propri testi, si limita a leggerli.
Ora è facile capire quali giornalisti sono accondiscendenti, malleabili, accomodanti: i giornalisti che vedremo in video saranno solo dei portavoce (del portavoce)!

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Un esempio del vero giornalista è l’intervista di Beatrice Borromeo al direttore Minzolini fatta per Il Fatto, dove si vede una giornalista che ha la capacità di incalzare con le sue domande concrete e puntuali l’intervistato; questa è una vera intervista. Le domande sono scomode, dirette e precise, e per Minzolini non è come parlare a ruota libera davanti le sue telecamere a raccontare balle impunemente…

Per ultimo una curiosità: Minzolini, essendo leccaculo di B., non soffre di male alla schiena a chinarsi così in basso?

Salute e …peggio nun nisse.

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