«Rubygate»


Il 27 maggio scorso Ruby R., marocchina, diciassette anni e sei mesi, accusata di un furto era stata fermata alla questura di Milano per gli accertamenti, e non avendo una casa o una famiglia, sarebbe dovuta essere inviata in una comunità. Sembra che ci sia stato un intervento di Palazzo Chigi per fare liberare la ragazzina. Berlusconi ai giornalisti che gli chiedevano chiarimenti ha risposto: “Sono una persona di cuore e mi muovo sempre per aiutare chi ha bisogno di aiuto”.

Scontato il clamore…

Da Roma hanno fatto a gara a chi le sparava più grosse in difesa del Cavaliere:

– il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto parla di “ennesimo contributo per l’imbarbarimento della lotta politica”.

– il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, punta il dito contro “l’ennesimo capitolo di una campagna scandalistica di Repubblica che rappresenta il segno più spaventoso di una inciviltà che minaccia di corrodere la nostra vita democratica e di incanalarci nuovamente verso esiti distruttivi”.

– il portavoce pidiellino Daniele Capezzone rispolvera il termine “gossip” con il quale “certi ambienti” mirerebbero a tenere in “costante fibrillazione” governo e maggioranza per impedirgli di lavorare “serenamente”, adombrando poi il tentativo di “mettere in discussione” il diritto degli italiani di essere governati da chi ha vinto le elezioni.

– il ministro Gianfranco Rotondi serafico assicura: “Se i governi si dovessero dimettere a ogni telefonata di raccomandazione, nel mondo trionferebbe l’anarchia”.

– il ministro leghista Roberto Maroni: “Parliamo di politica per favore”.

Salute e …peggio nun nisse.

Echi dei violenti scontri di Genova

Il sindaco di Genova Marta Vincenzi a proposito degli scontri che si sono verificati in occasione della partita Italia-Serbia, ha detto: ”Per conto mio questa è una responsabilità soprattutto del ministro Maroni. Il fatto che non si riesca a mettere in atto una prevenzione che impedisca a 400 persone di mettere a fuoco una città, questo qualcuno me lo deve spiegare. Mi domando se non era possibile non far arrivare questi delinquenti dentro la città. La mia domanda si sposta: non metto in discussione l’operato delle Forze dell’Ordine locali, che ho visto poi anche allo stadio e alle quali più di così non si poteva chiedere. Il problema è stato a monte”.

Il segretario della federcalcio serba accusa che “è tutta colpa dell’Italia. … organizzazione catastrofica, avevamo avvisato sulla possibilità di incidenti ma non abbiamo avuto risposta”.
In effetti sembra essere stata disastrosa la questura di Genova nella gestione della prevenzione: incidenti nel pomeriggio, poi gli ultrà serbi che sono entrati a Marassi con coltelli, bombe carta, tronchesine, eccetera. Di tutto è stato fatto passare. Dove erano finiti i filtraggi? Come è possibile una simile disorganizzazione?

Secondo la Uefa è responsabile la federazione che organizza l’evento (l’articolo 4 del regolamento disciplinare Uefa recita infatti: ”l’associazione ospitante è responsabile dell’ordine e della sicurezza, prima, durante e dopo la gara. L’associazione ospitante può essere chiamata a rispondere per incidenti di ogni tipo e potrebbe essere oggetto di misure disciplinari.”); quindi responsabile è la federazione italiana, e se gli scontri sono potuti accadere, e soprattutto se è stato concesso ad Ivan e compagni di far entrare armamenti da guerra sugli spalti, la colpa è solo dell’Italia.
Pertanto è arrivata puntuale anche la stoccata del presidente della Fifa, Sepp Blatter: “Se Italia-Serbia fosse stata ospitata in uno stadio inglese, non sarebbe mai accaduto quello che si è visto ieri sera a Genova”. Ma le critiche del presidente Fifa non fanno più notizia.
Blatter quando tratta temi italiani, dovrebbe avere sempre il buon gusto di chiedere prima scusa per non avere premiato gli azzurri campioni del mondo nel 2006 e per avere pubblicamente affermato che la squadra di Lippi non meritava di vincere il titolo mondiale.

Salute e …peggio nun nisse.

Possibili situazioni di violenza

… É impressionante la ricostruzione che ha fatto il Corriere della Sera dell’incontro, giovedì notte, tra Berlusconi e vari ministri con Napolitano nel palazzo del Quirinale. L’idea di Berlusconi era che il presidente firmasse un decreto chiaramente incostituzionale di rinvio delle elezioni, ma questi si è categoricamente rifiutato di farlo.
Allora, racconta il quotidiano, il primo ministro si è comportato in maniera “brutale” con il capo dello Stato, ha ricordato che lui è l’unico leader votato dal popolo, gli ha detto che la sua firma è solo una pratica formale e ad ogni modo obbligatoria. Lo ha trattato insomma come un segretario, un semplice notaio, scrive Il Corriere.
Berlusconi ha alzato la voce, ci sono state grida, e anche Napolitano ha alzato il tono per replicare che se gli avessero inviato tale decreto lo avrebbe respinto invocando il conflitto di competenza davanti alla Corte Costituzionale. La collera di Berlusconi è cresciuta, e ha minacciato di portare le masse in strada, lanciando anatemi contro i formalismi e la burocrazia.

Dopo un’ora di discussioni accese, il primo ministro ha lasciato il palazzo e il suo ministro degli Interni, Roberto Maroni, ha cominciato a cercare un compromesso: il decreto interpretativo.
Solo dopo che Napolitano aveva firmato il decreto perché a suo giudizio non presentava indizi di incostituzionalità, Berlusconi l’ha chiamato per chiedergli scusa.
Si sono perse per strada la coabitazione pacifica e forse il futuro del sistema democratico italiano. …

Da Italia Dall’Estero – …come ci vede la stampa estera

Articolo di Politica interna, pubblicato domenica 7 marzo 2010 in Spagna.
Il Popolo Viola allarga la sua protesta pacifica a tutta l’Italia

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Salute e …peggio nun nisse.

Abuso di potere

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato il decreto interpretativo o “salva-liste”, che il Consiglio dei ministri ieri ha varato, e già oggi, in tempo per poter essere utilizzato dai Tar, sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.


Il decreto legge comprende norme retroattive il cui principio dichiarato è che il diritto all’elettorato attivo e passivo è preminente rispetto alle formalità.
Vengono così sanati gli errori commessi dal Pdl, che avevano portato all’estromissione di Formigoni dalle elezioni in Lombardia e della lista berlusconiana nel Lazio.

Però per il ministro degli Interni Roberto Maroni non decide il governo chi corre, ma viene aiutato il Tar ad applicare la legge serenamente e in modo corretto.

In pratica la legge interpretativa del Governo rende alcuni italiani più uguali degli altri; le leggi ormai saranno interpretate ogni volta come converrà a loro.

La maggioranza degli italiani non reagirà a questa furbizia del decreto “interpretativo”, abituati come sono alle leggi ad personam, anzi sosterranno la sacralità intoccabile del leader e i suoi tentativi (riusciti) di sottrarsi non solo alla giustizia ma all’uguaglianza con suoi concittadini.
A dimostrazione che in questo Paese le regole valgono per i deboli e mai per i forti.

Salute e …peggio nun nisse.

Xenofobia latente

L’organizzazione Medici senza frontiere (MSF) ha condotto un’indagine fra dicembre 2008 e agosto 2009 in 21 centri su territorio nazionale ed ha rilevato uno stato di grave deprivazione dei diritti degli uomini, donne e bambini stranieri.


In base al rapporto di MSF “Al di là del muro” è un “approccio emergenziale” quello che offrono i centri per gli immigrati: Cie (Centri di identificazione ed espulsione), Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) e Cda (Centri di accoglienza). Danno servizi scadenti, mancano i beni di prima necessità. Le ASL, in genere le autorità sanitarie, sono assenti; mancano protocolli sanitari per la diagnosi e l’accertamento di patologie infettive e croniche. Mancano, soprattutto nei Cie, i mediatori culturali senza i quali si crea incomunicabilità tra medico e paziente. In pratica i centri per gli immigrati sono carceri a tutti gli effetti. Spesso gli operatori di Medici senza frontiere si sono anche trovati di fronte a un atteggiamento ostile da parte dei gestori, subendo anche limitazioni all’ingresso nelle aree degli alloggi.

In particolare Msf ritiene che i Cie di Trapani e Lamezia Terme andrebbero chiusi subito perché totalmente inadeguati a trattenere persone in termini di vivibilità. A Roma, poi, mancano persino beni di prima necessità come coperte, vestiti, carta igienica o impianti di riscaldamento consoni.

Nei centri per gli immigrati è poi frequente in molti casi il ricorso di psicofarmaci non solo per indicazioni terapeutiche ma anche per calmare o sedare le persone ospitate.

Il ministro degli Interni, Roberto Maroni, invece afferma che il rapporto dell’associazione Medici Senza Frontiere sui Centri di Identificazione ed Espulsione è basato su pregiudizi ideologici e non descrive la realtà di questi centri. Non corrisponde al vero che non sono garantiti i diritti e che non c’è assistenza sanitaria’.

Medici Senza Frontiere è la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo creata da medici e giornalisti in Francia nel 1971.

Oggi MSF fornisce soccorso umanitario in circa 63 paesi a popolazioni la cui sopravvivenza è minacciata da violenze o catastrofi dovute principalmente a guerre, epidemie, malnutrizione, esclusione dall’assistenza sanitaria o catastrofi naturali. MSF fornisce assistenza indipendente e imparziale a coloro che si trovano in condizioni di maggiore bisogno. MSF si riserva il diritto di denunciare all’opinione pubblica le crisi dimenticate, di contrastare inadeguatezze o abusi nel sistema degli aiuti e di sostenere pubblicamente una migliore qualità delle cure e dei protocolli medici

Nel 1999 MSF ha ricevuto il premio Nobel per la Pace.

Roberto Maroni è un politico italiano, attualmente Ministro dell’Interno; laureato in giurisprudenza, esercita la professione di avvocato. É stato condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.

L’organizzazione Medici Senza Frontiere è molto più attendibile di Maroni!!!

Dà fastidio che ci sia chi si interessi dei diseredati e sofferenti in Italia?

Salute e …peggio nun nisse.

Deduzione logica

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha detto: “Se ci fossero state le ronde là dove ci sono stati recenti episodi di stupri, forse questi stupri non sarebbero avvenuti”.

Roberto Maroni

Sarebbero avvenuti probabilmente in un’altra parte!


Salute e …peggio nun nisse.

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