L’alcol il più pericoloso

Secondo uno studio delle università di Toronto e Dresda, pubblicato dalla rivista Scientific Reports, tra le cosiddette sostanze psicoattive, che possono dare dipendenza, l’alcol è la sostanza più pericolosa, seguito da eroina, cocaina e tabacco, tutte considerate ad alto rischio. La marijuana è in fondo alla classifica, con un indice 114 volte più basso rispetto all’alcol.
I ricercatori hanno calcolato il rischio di morte associato alle principali sostanze che possono dare dipendenza tenendo conto anche della quantità tipicamente consumata dall’uomo. Il risultato conferma che il rischio per la cannabis, almeno riferito alla morte, potrebbe essere stato sovrastimato in passato, mentre quello per l’alcol sottostimato.
Dato il rischio relativo associato forse è raccomandabile una priorità agli sforzi di risk management nei confronti di alcol e tabacco, mentre per la marijuana il rischio basso suggerisce uno scenario legale strettamente regolato, piuttosto che il corrente proibizionismo.

(ANSA)

Salute e …peggio nun nisse.

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Attività criminale a Perugia

Da giugno 2011 a maggio 2012 si sono registrate nel perugino 206 rapine contro le 121 del periodo precedente. Sono in forte aumento: oltre il 60%. In questo momento si rapina anche per 80 euro.
I carabinieri hanno effettuato 1.152 arresti contro i 1.304 dell’anno precedente e 5.081 denunce contro le 4.647. Sono stati denunciati 22.011 reati contro 21.314, con aumento del 4%. In aumento anche i furti: 11.556 contro 11.186; in aumento anche quelli scoperti: 619 rispetto a 538.
È aumentata anche l’attività di contrasto agli stupefacenti: la percentuale di arresti legati alla droga era del 25%, ora è salita al 36%; nel dettaglio: 314 arresti contro 230, 317 denunce contro 253 e 343 segnalati contro 337. I sequestri di droga sono saliti da 44 a 113 chili.
In qualunque altra regione o provincia del Nord o del Sud i morti per overdose scendono anno dopo anno. A Perugia il tasso di mortalità è di 4,1 ogni 100 mila abitanti, contro lo 0,9 della media nazionale. Nel 2011 i morti sono stati ventisei, nel 2010 ventiquattro. Nei primi cinque mesi del 2012 sono già arrivati a tredici.
Da più di dieci anni il capoluogo umbro è stato scelto dalle diverse bande di spacciatori e narcotrafficanti come luogo insospettabile in cui piazzare una base per il commercio di droghe, che attira consumatori anche dalle regioni limitrofe. Le sostanze (cocaina, eroina, ketamina, anfetamina, marijuana, hashish) sono in mano a più gruppi criminali di nazionalità albanese, nigeriana e tunisina.

Sono lontani i tempi in cui Perugia era considerata una “città tranquilla”.

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“Canne” al vento


La British Lung Foundation ha effettuato un’indagine sul consumo di marijuana, e ha scoperto che è diffusissimo, soprattutto tra i giovani con un ragazzo su tre sotto i 24 anni che ne fa uso.
Sono sottostimati i danni che possono conseguire a fumare la cannabis. Infatti anche se è considerata una droga leggera minaccia la salute sul fronte della respirazione, della circolazione e della psiche, oltre ad aumentare sensibilmente i rischi di tumore polmonare.
Lo spinello espone al rischio di tumore polmonare circa venti volte di più rispetto alla sigaretta di tabacco, probabilmente per la modalità di consumo, che presuppone boccate più profonde e durature: la tirata del fumatore di “erba” è infatti mediamente due volte più lunga di quella del fumatore di sigaretta, inalando una quantità circa quattro volte superiore di catrame e cinque volte superiore di monossido di carbonio.

Fortunatamente in genere l’uso di marijuana viene abbandonato quasi completamente intorno ai trenta anni e di conseguenza non si registra l’esposizione a lungo termine, che costituisce un fattore cruciale nei tumori polmonari.

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