Scalfaro, luci e ombre

È morto all’età di 93 anni Oscar Luigi Scalfaro, ex presidente della Repubblica e senatore a vita. Scalfaro fu eletto al Quirinale nel 1992 e fu sostituito da Ciampi nel ’99.
Attraversò tutta la stagione di “Mani pulite”, il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica e il debutto politico di Berlusconi e di Forza Italia.
Il tratto saliente della sua vita politica riguarda il suo rapporto dialettico con Silvio Berlusconi. Quando Berlusconi dovette dimettersi perché sfiduciato dalla Lega Nord, il partito di Forza Italia chiese lo scioglimento delle Camere. Scalfaro invece, verificato che esisteva una soluzione alternativa, diede incarico a Dini di formare un nuovo governo, alimentando un’antipatia non solo politica ma anche personale di Berlusconi nei suoi confronti.

Sulle prime pagine dei giornali oggi campeggiano titoli, editoriali e commenti in suo ricordo.

Per il Papa, Scalfaro è stato un “illustre uomo cattolico di Stato”, che “si adoperò per la promozione del bene comune e dei perenni valori etico-religiosi cristiani propri della tradizione storica e civile dell’Italia”.
Per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, “Scalfaro è stato un protagonista della vita politica democratica. Esempio di coerenza ideale e di integrità morale, ha avuto per supremo riferimento la legge, la Costituzione, le istituzioni”.

Ma non mancano però critiche, che arrivano ovviamente dai giornali vicini al centrodestra.

Giancarlo Perna sul Giornale, quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi, ha scritto che “Scalfaro pur di osteggiare Berlusconi, ha cambiato bandiera: cioè divenne velenoso e sleale; irriconoscibile. Tanto che, di destra e anticomunista al cubo com’era («i comunisti restano comunisti, anche quando sono in pigiama», diceva) si trasformò nel primo alleato del Pd-Pds contro l’intruso di Arcore”.
Francesco Storace
, segretario nazionale de La Destra, ha scritto: «Cordoglio per chi muore, ma non dimenticheremo mai il ribaltone del ’94 e la sua faziosità. Non c’è dubbio: non ricordo un presidente della Repubblica peggiore di lui».
Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, afferma che Scalfaro «in tutte le cariche istituzionali e politiche ricoperte fu un nostro coerente e agguerrito avversario».
Ancora nessuna reazione da parte di Silvio Berlusconi.

Anche dopo la fine del suo settennato Scalfaro non aveva una grande opinione di Berlusconi, tanto chiaro che in più occasioni disse: “Quando minaccia che cambierà la Costituzione perché sa di comunismo, la sua è, in termine tecnico, ignoranza pesante e colpevole” (maggio 2011). Berlusconi al Quirinale? “Non glielo auguro e non lo auguro al popolo italiano: bisogna dare speranza a chi ci ascolta” (intervista tv, settembre 2010).

Salute e …peggio nun nisse.

Ancora un ricordo di Josè Saramago

Da il Quaderno di Saramago

Cosa fare con gli italiani?

Pubblicato il 18 febbraio 2009

di Josè Saramago

Mi rendo conto che la domanda potrebbe suonare in qualche modo offensiva a un orecchio delicato. Di cosa si tratta? Un semplice particolare per chiamare in causa un intero popolo, per chiedergli conto dell’uso di un voto che, per la gioia di una maggioranza di destra sempre più insolente, ha finito per fare di Berlusconi padrone e signore assoluto dell’Italia e della coscienza di milioni di italiani? Anche se, in realtà, voglio dirlo subito, il più offeso sono io. Sì, esattamente io. Offeso nel mio amore per l’Italia, per la cultura italiana, per la storia italiana, offeso, ancora, nella mia ostinata speranza che l’incubo possa aver fine e che l’Italia possa riappropriarsi dell’esaltante spirito verdiano che, per un periodo, ha rappresentato la sua migliore definizione. E non mi si accusi di stare gratuitamente mischiando musica e politica, qualsiasi italiano colto e onesto sa che ho ragione e il perché.

É appena arrivata la notizia delle dimissioni di Walter Veltroni. Benvengano, il suo Partito Democratico è nato come la caricatura di un partito ed è finito, senza una parola né un progetto, come un convitato di pietra nella scena politica. Le speranze che in lui avevamo deposto sono state defraudate dalla sua inconsistenza ideologica e dalla sua fragilità caratteriale. Veltroni è il responsabile, certamente non unico, ma nella congiuntura attuale, maggiore, dell’indebolimento di una sinistra di cui si era presentato come salvatore. Pace all’anima sua.

Non tutto è perduto, però. É quello che ci dicono lo scrittore Andrea Camilleri e il filosofo Paolo Flores d’Arcais in un articolo recentemente pubblicato su “El País”. C’è da fare un lavoro insieme ai milioni di italiani che hanno già perso la pazienza vedendo il loro paese trascinato ogni giorno verso la pubblica derisione. Il piccolo partito di Antonio Di Pietro, l’ex-magistrato di Mani Pulite, può diventare il revulsivo di cui l’Italia ha bisogno per giungere a una catarsi collettiva che risvegli il civico agire nella parte migliore della società italiana. E’ l’ora. Speriamo che lo sia.

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No-B day

Pubblicato il 7 dicembre 2009

di José Saramago

Se Cicerone vivesse ancora tra voi, italiani, non direbbe: “Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?”, ma piuttosto: “Fino a quando, Berlusconi, attenterai contro la nostra democrazia?”. Si tratta di questo. Con la sua particolarissima opinione sulla ragione d’essere e il significato dell’istituzione democratica, Berlusconi ha trasformato in pochi anni l’Italia nell’ombra grottesca di un Paese e una grande parte degli italiani in una moltitudine di burattini che lo seguono trascinandosi e senza rendersi conto di camminare verso l’abisso della dimissione civica definitiva, verso il discredito internazionale, verso il ridicolo assoluto.

Con la sua storia, la sua cultura, la sua innegabile grandezza, l’Italia non merita il destino che Berlusconi ha tracciato con cinica freddezza e senza la minima traccia di pudore politico, senza il più elementare senso di vergogna per se stesso. Mi piace pensare che la gigantesca manifestazione di oggi contro la “cosa” Berlusconi, durante la quale verranno lette queste parole, si trasformerà nel primo passo verso la libertà e la rigenerazione dell’Italia. Per fare questo non sono necessarie armi, bastano i voti. Ripongo in voi tutta la mia speranza.

Salute e …peggio nun nisse.

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