Giornata mondiale vegan

Il 1 novembre si celebra la Giornata mondiale vegan. In Italia secondo il rapporto Eurispes 2011 i vegan sono circa 400 mila.
Rispetto ai vegetariani (4,5-5 milioni in Italia) i vegan hanno una dieta ancora più drastica, visto che esclude anche latte e uova, e modifica lo stile di vita, portando a rinunciare non solo alla pelle, ma anche a lana e piumoni.
Scelgono la dieta vegetariana soprattutto le donne; è molto alta la percentuale di coloro che sono mossi verso la scelta vegan da ideologie animaliste e ambientaliste.
Nell’alimentazione vegana può esserci carenza di vitamina B12, per cui si può ricorrere ai supplementi: per i bambini ne occorrono poche gocce al dì, mentre negli adulti l’integrazione è settimanale.

Il messaggio del World Vegan Day 2012 è “vivere vegan fa bene a te, agli altri umani, agli animali e al pianeta”.

AgireOra spiega in breve, i motivi per diventare vegan:

– tutti gli animali sono esseri senzienti, capaci di provare sensazioni, emozioni, sentimenti. Che siano cani e gatti, o conigli, mucche, galline, maiali, non cambia nulla. Rispettarli significa non ucciderli e non mangiarli.

– per consumo di risorse, carne, pesce, latticini e uova sono i “cibi” più dispendiosi, inefficienti e inquinanti che esistono. La scelta vegan fa risparmiare il 90% delle risorse: terreni, sostanze chimiche, acqua, vegetali, energia; evita la deforestazione, l’inquinamento da deiezioni animali, diminuisce l’effetto serra.

– scegliendo di preparare i nostri pasti con ingredienti vegetali, non rinunciamo a nessun piacere della tavola, abbiamo un’alimentazione più varia e gustosa e una salute migliore, perché possiamo prevenire, e spesso anche curare, le malattie degenerative (malattie cardiovascolari, cancro, diabete, osteoporosi, sovrappeso-obesità).

Anche Animal Equality invita a rifiutare di usare gli animali come cibo, per il vestiario, per l’intrattenimento e per la vivisezione. In questo modo milioni di individui senzienti saranno risparmiati da una vita di sofferenze e da una morte atroce nei luoghi di prigionia come allevamenti, macelli, laboratori, zoo, acquari, circhi, allevamenti per animali da pelliccia o a causa della caccia.

La COOP, prima catena di distribuzione in Italia, ha comunicato di cessare la vendita di foie gras sospendendo gli ordini ed andando fino ad esaurimento delle scorte presenti nei magazzini. In Italia la produzione di foie gras è stata vietata nel 2007 tramite un decreto legislativo che ha definito la pratica dell’alimentazione forzata con il termine ‘tortura’. In Europa il foie gras è ancora prodotto legalmente solo in 5 paesi: Francia, Bulgaria, Spagna, Ungheria e Belgio. La distribuzione è ancora permessa purtroppo nel nostro Paese.

Salute e …peggio nun nisse.

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Una voce per gli animali!

People for the Ethical Treatment of Animals (PETA)
vedi anche i precedenti post:
27 ottobre 2010
26 ottobre 2010

Elisabetta Canalis ha posato nuda per PETA, per una campagna anti-pelliccia e ha dichiarato con orgoglio che lei preferisce andare nuda piuttosto che indossare una pelliccia.

La Canalis ha detto: “Ho deciso di andare nuda perché penso che la nudità crea sempre una grande reazione. Questo è necessario per mantenere l’attenzione della gente su una pratica brutale. … Non comprare pellicce. Anche piccoli inserti nei guanti o sulla borsa o sulla tua giacca. … È necessario ricordare che gli animali non hanno voce. Dovete essere voi la loro voce. Non abbiate paura di parlare”.

Ogni pelliccia, cappotto, giubbotto, cappello, o accessorio con pelliccia causa una quantità incommensurabile di sofferenza agli animali. Volpi, visoni, conigli e persino cani e gatti sono randellati, calpestati, fulminati, e gasati a morte, e molti sono scuoiati mentre sono ancora in vita. Si può contribuire a porre fine a questa crudeltà inimmaginabile, scegliendo di non acquistare o indossare pellicce o ornamenti in pelliccia.

Salute e …peggio nun nisse.

Diventare vegetariano?

Gli animali hanno molto in comune con gli uomini. Anche loro soffrono, si divertono, provano sentimenti ed emozioni. Anche loro vogliono vivere, essere liberi e non soffrire. É ridicola l’idea che l’uomo sia superiore alle bestie e che per questo ha il diritto di sfruttarle e di ucciderle a piacimento. Il modo in cui gli uomini allevano gli animali per ucciderli, tagliando la coda ai maiali perché quelli dietro non la mordano a quelli davanti, e il becco ai polli perché, impazzendo nella loro impossibilità di muoversi, non attacchino il vicino, è un modesto esempio della crudeltà umana.
La barbarie dell’uomo si può dedurre anche da questi numeri:

In Italia, per il consumo alimentare, vengono uccisi ogni anno circa 700 milioni di animali terrestri e miliardi di animali acquatici. In Europa si calcolano circa 4 miliardi di polli uccisi, 360 milioni tra maiali, bovini e ovini-caprini, e oltre 330 milioni di pulcini vengono triturati perché maschi e non in grado di produrre uova.
La grandezza della gabbia delle galline ovaiole è di soli 20 centimetri. La vita massima dalla gallina è di 2 anni; poi diventano carne di seconda scelta. Sono 10-15 i polli in allevamento intensivo per metro quadro. Nella loro breve vita, i polli passano immobili sui loro escrementi 30 giorni su 40. Nel 2008 in Italia sono stati macellati mezzo miliardo di polli e tacchini.
In Italia ogni anno le mucche sono costrette a produrre 11 milioni di tonnellate di latte. Senza mamma i vitelli non devono succhiare il latte, che va ai consumatori, e sono nutriti con preparati in polvere. La vita media di una mucca da latte industriale è di 7 anni, contro i 40 anni che vivrebbe in natura. La durata della vita dei vitelli all’ingrasso è di 6 mesi. I bovini devono muoversi il meno possibile: più energie salvano, più ingrassano e meno consumano. Nel 2008 in Italia sono stati macellati 3,8 milioni di bovini.
La vita della scrofa in allevamento è di 2 anni, quando in natura ne vivrebbero fino a 18. Meno di un mese l’età dai maialini sottratti alla madri. Viene effettuata (senza anestesia) la castrazione dei maialini, perché la maturità sessuale conferisce cattivi odori alla carni. In una mattinata vengono uccisi 1000 maiali. Ogni anno muore 1 milione di maiali durante il trasporto al macello.
Sono 80 milioni di tonnellate gli animali acquatici destinati al consumo umano ogni giorno. Il 50% dei pesci in commercio proviene dall’acquacoltura, cioè da un allevamento intensivo. La maggior parte dei pesci che arriva in commercio muore per asfissia e muta agonia. La fine delle aragoste e dei crostacei è di bollire vivi.

Se ogni italiano mangiasse vegetariano un giorno alla settimana per un anno, risparmieremmo la vita a 12 milioni di animali. Pesci esclusi.

Ho letto che evitare il consumo di carne, pesce e degli altri prodotti animali è facile. Non credo sia proprio così semplice diventare vegetariano. Forse ci riuscirò con gradualità. Il mondo vegetale ci offre migliaia di alimenti, ricchi e gustosi. Seguirò i consigli che ho letto su http://www.cambiamenu.it/:

  1. Analizza ciò che mangi.

  2. Fai una lista dei piatti che consumi abitualmente.

  3. Identifica tra questi i cibi vegetariani che già consumi e considerali come punti da cui partire.

  4. Programma di consumare un pasto vegetariano diverse volte alla settimana.

  5. Aggiungi più piatti vegetariani rivisitando le tue ricette preferite. Impara a conoscere il tofu e il seitan, il latte, lo yogurt e i budini di soia o riso, e a valorizzare la cucina italiana a base di cereali e legumi.

  6. Amplia le scelte cercando ricette nei libri di cucina o su internet.

  7. Individua i piatti vegetariani da mangiare fuori casa e i cibi reperibili nei bar, ristoranti e supermarket.

  8. Analizza la tua nuova alimentazione e valuta se i pasti comprendono una buona varietà di cereali integrali, legumi e prodotti a base di soia, verdura e frutta. Tutti i giorni. Se non è così, cerca di equilibrare il menu.

La varietà è la migliore garanzia che la tua alimentazione è sana. Concentrati sugli aspetti positivi del cambio, piuttosto che sul rimpianto dei cibi che decidi di eliminare: il passaggio alle nuove abitudini a tavola sarà più facile!

Salute e …peggio nun nisse.

Diritti fondamentali anche per gli animali

Pamela Anderson in un annuncio sexy per PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) si è fatta fotografare in bikini, marcata come un animale da macello con le diversi parti del corpo segnate come pezzi di carne, mettendo in chiaro che gli esseri umani e gli animali sono composti di parti identiche.

Proprio come gli esseri umani, gli animali sono fatti di carne, sangue e ossa e hanno organi e sensi. Anche gli animali hanno emozioni e personalità uniche, sentono dolore, e creano famiglie e relazioni con altri animali, se viene data loro la possibilità.

Il 97% della fornitura a base di carne statunitense provenie da animali allevati in fabbrica. Gli animali negli allevamenti intensivi sono privati di tutto ciò che è naturale e importante per loro. Essi sono costretti a vivere in posti luridi, in condizioni di sovraffollamento e sono spesso alimentati con una dieta innaturale che include gli antibiotici e altri farmaci. Le malattie si diffondono rapidamente negli allevamenti intensivi; gli animali sono spesso privati dell’assistenza veterinaria e sono costretti a stare nei propri rifiuti. Questi animali hanno una fine dolorosa, presso il macello dove le mucche, i maiali, i polli sono spesso sgozzati e smembrati mentre sono ancora coscienti.


Salute e …peggio nun nisse.

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