È con viva e vibrante soddisfazione …che voglio salvarlo


Giorgio Napolitano ha consegnato ai presidenti di Camera e Senato un messaggio dove ha scritto che “l’Italia viene a porsi in una condizione umiliante sul piano internazionale per violazione dei principi sul trattamento umano dei detenuti. È un dovere urgente fare cessare il sovraffollamento carcerario”. Sono “necessari immediati rimedi straordinari. Il combinato disposto di amnistia e indulto potrebbe favorire una significativa riduzione della popolazione carceraria”.

Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha dichiarato che “il capo dello Stato centra una delle vere emergenze del nostro Paese”, e ha confermato la disponibilità del governo.

Il Movimento Cinque Stelle e la Lega Nord sono stati gli unici partiti a commentare negativamente il messaggio di Napolitano.
Il Movimento 5 Stelle accusa il presidente di aver avanzato una proposta per salvare Berlusconi: “Napolitano è sotto ricatto del Pdl, proponendo l’indulto o peggio l’amnistia diventa il padrino di un salvacondotto per Berlusconi”.
Contrario anche Roberto Maroni, che ha detto che “la Lega Nord è contraria a qualsiasi forma di indulto o amnistia. Il problema del sovraffollamento carcerario si risolve costruendo nuove carceri e non rimettendo in libertà decine di migliaia di delinquenti”.

Salute e …peggio nun nisse.

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L’inciucio non mi rappresenta

Nasce il governo Letta che ottiene la fiducia alla Camera con 453 sì (da Pd, Pdl, Scelta civica, Centro democratico e Svp), 153 no (M5S e Sel) e 17 astenuti (Lega); al Senato ha ricevuto 233 sì, 59 no e 18 astensioni.

Governissimo

Gli italiani che hanno votato per il cambiamento oggi hanno un governo che non li rappresenta.
I milioni di elettori che lo scorso febbraio avevano pensato di votare contro Berlusconi, ora si ritrovano al governo proprio con il Pdl di Berlusconi!
Non c’è la voglia nemmeno di stare a discutere sui pregi e sulle virtù di ogni ministro per distinguere se sia meglio l’uno o l’altro.

Alcuni ricercatori italiani che vivono nel mondo (Europa, Kenia, Stati Uniti) hanno creato un gruppo su Facebook chiamato “Governo in esilio” da dove hanno intenzione di mettere a nudo le ipocrisie e le falsità di chi ci ha negato ancora una volta la possibilità di cambiare, ma anche di divulgare proposte e idee. È provocatoriamente il governo degli italiani che non hanno voce. Ma che vogliono averla. Questo governo opera, per ora, da Londra, in esilio da un’Italia che sembra sempre più lontana, e che questo governo fa apparire ancora più vecchia.


Salute e …peggio nun nisse.

È come un golpe

Questa mattina Berlusconi, Bersani e poi Mario Monti e una delegazione della Conferenza dei presidenti delle Regioni, per uscire dallo stallo sull’elezione del presidente della Repubblica, hanno chiesto al Presidente Napolitano di accettare la ricandidatura “nel superiore interesse del Paese”. Anche la Lega ha fatto sapere che voterà Napolitano. E persino i vescovi si sono esposti direttamente per la riconferma di Napolitano. Solo Movimento 5 stelle e Sel hanno annunciato che non lo voteranno e la loro preferenza andrà a Stefano Rodotà. 

E così Napolitano ha accettato il reincarico.

È in corso la sesta votazione con la pressoché certa rielezione di Giorgio Napolitano.
La soluzione che si sta profilando non rispecchia affatto il risultato del voto del 24 e 25 febbraio. Bersani consegna l’Italia a Berlusconi. Che importa se non lo vogliono gli italiani? Ecco l’ennesima prova del penoso distacco tra potere e cittadini. 

Muore prima di nascere il processo di rinnovamento che auspicavamo.
In molti gridano al golpe.
Eppure persino Napolitano aveva detto: «Ora ci vuole il coraggio di fare delle scelte, di guardare avanti, sarebbe sbagliato fare marcia indietro. … restare o peggio tornare indietro sarebbe ai limiti del ridicolo».


Salute e …peggio nun nisse.

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