Ancora su ”Vieni via con me”

Al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che ha parlato di ”accuse infamanti”, non è piaciuto il racconto fatto da Saviano di approcci della ‘Ndrangheta ad un consigliere regionale leghista e ha chiesto di poter essere invitato alla trasmissione per un diritto di replica.

Saviano ha replicato: «Sono stupito e allarmato dalle parole del ministro. Non capisco di quali infamie parli. Temo che abbia visto un’altra trasmissione. Lo invito a rivederla e riascoltarla: io ho parlato solo di fatti, frutto di un’inchiesta giudiziaria dell’Antimafia di Milano e Reggio Calabria sul nuovo assetto della ‘Ndrangheta e sulla sua presenza culturale, politica ed economica in Lombardia. Fatti che dovrebbero preoccupare il ministro dell’Interno invece di spingerlo ad accusare chi li denuncia».

Il capostruttura di Rai 3, Loris Mazzetti, ha dichiarato: «Se il ministro Maroni ha qualcosa da dire e si è sentito offeso, essendo un ministro ha la possibilità di parlare in tutti i programmi e in tutti i telegiornali, quindi si organizzi in qualche maniera. Noi stiamo facendo un programma culturale e quindi non credo che ci sarà la possibilità di replicare. Se noi abbiamo detto cose non vere, cose smentibili se lo abbiamo ingiuriato o offeso, si rivolga direttamente alla magistratura».

Si sono subito messi a disposizione Bruno Vespa pronto ad organizzare una puntata di Porta a Porta interamente dedicata alla vicenda, Lucia Annunziata ”naturalmente disponibile a dedicare In mezz’ora al ministro Maroni” e pure Enrico Mentana offre il suo telegiornale de La7 al ministro Maroni.

A leggere i commenti sul web sembra che viviamo la politica come tanti tifosi, come per le squadre di calcio a cui rimani fedele anche se perdono, se giocano male e se sono ultime in classifica; si è pronti a difendere il leder del partito anche se questi sbaglia. Il partito non è una squadra di calcio e se quel partito va al governo non deve fare gli interessi di chi lo ha votato, ma di tutti i cittadini! Qui viviamo in una continua campagna elettorale: qualsiasi decisione e comunicazione è in funzione della ricerca del consenso degli elettori.

Il ministro dell’Interno, invece di reagire in maniera scomposta, faccia pulizia all’interno del suo partito e cacci i disonesti.

Salute e …peggio nun nisse.

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Siam diventati tutti coglioni?

Niente di nuovo sulla TV italiana che trasmette tette, chiappe e stupidaggini. Tutto questo sta rimbambendo gli spettatori dagli anni ’80, quando le televisioni di Silvio Berlusconi rivoluzionarono le trasmissioni mettendo gli italiani a dieta di soap opera americane, calcio e sesso attraverso l’impero di Mediaset.
Questa formula però non ha solamente inciso sugli indici d’ascolto televisivi, ma è riuscita anche ad incoraggiare le fortune politiche di Berlusconi.
A distanza di più di 20 anni dal cambiamento della TV Italiana, Berlusconi vanta nell’istituzione pubblica la presenza più lunga dal 1946. Ha introdotto la cultura del lusso e del sesso, cultura estremamente diversa dalle tradizioni di austerità promosse dal Cattolicesimo e dal comunismo.
Il suo controllo delle TV commerciali rivela che lui è l’unico politico al mondo ad aver creato e modellato il proprio elettorato ancor prima che l’elettorato lo eleggesse.

 

Salute e …peggio nun nisse.

«Rubygate»


Il 27 maggio scorso Ruby R., marocchina, diciassette anni e sei mesi, accusata di un furto era stata fermata alla questura di Milano per gli accertamenti, e non avendo una casa o una famiglia, sarebbe dovuta essere inviata in una comunità. Sembra che ci sia stato un intervento di Palazzo Chigi per fare liberare la ragazzina. Berlusconi ai giornalisti che gli chiedevano chiarimenti ha risposto: “Sono una persona di cuore e mi muovo sempre per aiutare chi ha bisogno di aiuto”.

Scontato il clamore…

Da Roma hanno fatto a gara a chi le sparava più grosse in difesa del Cavaliere:

– il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto parla di “ennesimo contributo per l’imbarbarimento della lotta politica”.

– il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, punta il dito contro “l’ennesimo capitolo di una campagna scandalistica di Repubblica che rappresenta il segno più spaventoso di una inciviltà che minaccia di corrodere la nostra vita democratica e di incanalarci nuovamente verso esiti distruttivi”.

– il portavoce pidiellino Daniele Capezzone rispolvera il termine “gossip” con il quale “certi ambienti” mirerebbero a tenere in “costante fibrillazione” governo e maggioranza per impedirgli di lavorare “serenamente”, adombrando poi il tentativo di “mettere in discussione” il diritto degli italiani di essere governati da chi ha vinto le elezioni.

– il ministro Gianfranco Rotondi serafico assicura: “Se i governi si dovessero dimettere a ogni telefonata di raccomandazione, nel mondo trionferebbe l’anarchia”.

– il ministro leghista Roberto Maroni: “Parliamo di politica per favore”.

Salute e …peggio nun nisse.

Pensierini della sera…

Incapaci?

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha duramente criticato il disegno di legge sulla sospensione dei processi per le alte cariche pubbliche sugli aspetti che riguardano il capo dello Stato.
Il ddl, ora all’esame della commissione del Senato, dice che la decisione se sospendere o meno un processo penale contro il capo dello Stato sia presa dal Parlamento in seduta comune e a maggioranza semplice. Per Napolitano questa norma, introducendo un controllo politico delle Camere, riduce l’indipendenza del Quirinale, in contrasto con la Costituzione.


Silvio Berlusconi in un’intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, ne disconosce la paternità, così come di altre leggi “ad personam”. Ha infatti affermato, non senza scatenare ironia: “Non sono stato io a reclamarle ma i miei alleati a farsene promotori”.

In effetti si sa che Niccolò Ghedini, avvocato e consigliere giuridico di Berlusconi è l’ispiratore delle leggi sulla giustizia del centrodestra (che Angelino Alfano di solito non riesce a far diventare costituzionali)…

Ancore due battute di Berlusconi:

  1. “Nella magistratura abbiamo una corrente che agisce in modo eversivo cercando di procedere contro chi è stato eletto legalmente dal popolo” [è il solito ritornello che ripete da sempre!?!]

  2. “A questo punto, chiederò che quella legge costituzionale venga ritirata”. [OK! Aspettiamo che lo faccia…]

La legge non è uguale per tutti

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi cita il programma Report di Rai 3 per diffamazione, dopo l’ultima puntata sul servizio sulle ville di Antigua di proprietà del premier.

La Gabanelli ha replicato: “Ci difenderemo. La differenza fra me e lui è che se io mi sento diffamata non posso tirare in tribunale lui, mentre lui può tirare in tribunale me”.

Salute e …peggio nun nisse.

Esempio utopico di giornalismo e di libertà di stampa

Se Il Giornale fosse indipendente, se Feltri fosse un giornalista, potremmo leggere quello che succede in Italia anche su questo giornale…
Sarebbe da considerare come un killeraggio mediatico nei confronti di Berlusconi avere un’edizione de Il Giornale come quella qui riportata?
Le notizie sono vere; il supporto è un’illusione.

TRA BERLUSCONI E GHEDDAFI UN BUSINNESS TELEVISIVO

Tra Berlusconi e Gheddafi un business televisivo. Sono soci in due emettenti con l’amico Tarak Ben Ammar.
La gaffe del baciamano | Ghedini, il legale del premier smentisce e attacca l’Unità: «Articoli infondati e diffamatori».

BERLUSCONI COME ACQUISTO’ LA VILLA DI ARCORE?

Silvio Berlusconi è accusato di essersi impossessato di una villa di proprietà di una ventenne. Come nel caso di Gianfranco Fini, presidente della Camera, versando un prezzo di favore.

Litfiba a Palermo: i video su Dell’Utri e Silvio che hanno fatto scandalo

Su Youtube la registrazione della performance di Pelù e Renzulli che non è andata giù all’assessore provinciale Eusebio Dalì. Che già in altre occasioni voleva far chiedere scusa al senatore condannato per mafia.

Dell’Utri partecipa a Ferragosto in carcere.

Il pluricondannato esponente del PdL partecipa all’iniziativa di mezz’estate del Partito Radicale. Direttamente dal Consiglio d’Europa arriva la critica: “Non partecipino parlamentari che in carcere ci dovrebbero stare”.

Salute e …peggio nun nisse.

Siamo arrivati al limite

Mi è piaciuto il commento di EUGENIO SCALFARI che oggi ho letto su La Repubblica.it, in particolare questi due punti:

1. Sono maledettamente stufo di questa politica, della ripetitiva rissosità e inconcludenza dei politici, dell’incontenibile pulsione anticostituzionale di Berlusconi, dell’uso dei dossier nei confronti di Fini e delle controaccuse dei finiani contro il Cavaliere, degli sbraiti di Di Pietro contro tutto e tutti, del bastone secessionista della Lega che spunta dai borbottii di Umberto Bossi, dell’attesa del Partito democratico e Godot che non arriva perché ce ne sono troppi e si paralizzano reciprocamente.

2. I finiani, per difendere il loro leader dall’attacco di cui è vittima, sono partiti al contrattacco non solo ricordando fatti antichi e non sanate illegalità del Cavaliere, ma indicando temi recenti di gravissima portata e cioè: l’uso dei Servizi di sicurezza per distruggere gli avversari politici del premier, rapporti di comparaggio del presidente del Consiglio con il primo ministro russo Putin; analoghi rapporti di comparaggio di Berlusconi con il leader libico Gheddafi.

Presidente credo che abbia il dovere di dare agli italiani dettagliate ed esaurienti spiegazioni.


Salute e …peggio nun nisse.

Minzolini direttore di “Oggi le comiche”

Susanna Petruni in coda all’edizione del Tg1 delle 20 del giorno 08/08/2010  ha letto un comunicato di un portavoce di Berlusconi:

“Il presidente Berlusconi non ha fatto né farà alcun commento in merito alla vicenda del presidente della Camera, Fini. Qualunque dichiarazione gli venga attribuita stasera dai resoconti delle agenzie di stampa, o domani dagli articoli dei quotidiani sarà perciò falsa, frutto di pura fantasia e come tale smentita”. É quanto dichiara in una nota Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente del Consiglio.

Subito dopo la Petruni ha presentato il servizio sul Tuca Tuca con l’intervista di Mollica a Raffaella Carrà…

Viene così inaugurata la smentita preventiva.

Salute e …peggio nun nisse.

Non voglio più pagare più il canone Rai


All’edizione delle 20 del Tg1 di ieri Minzolini in un nuovo editoriale ha esaltato la manovra economica del governo indicando i pregi di una finanziaria “impopolare ma necessaria. Le scelte dell’esecutivo hanno ricevuto il plauso dell’Europa; non ci sono stati sconquassi come invece in altri paesi…”
Ha poi criticato l’uso politico delle nuove inchieste: “Si è blaterato di governi tecnici o di larghe intese, si sono enfatizzate inchieste giudiziarie dai contorni confusi, un avviso di garanzia diventa una condanna: la solita cappa mediatica che vuole condizionare gli equilibri del paese. Siamo alla deriva giustizialista. … Mai come adesso c’è bisogno di responsabilità: il divorzio che si sta consumando fra Berlusconi e Fini ha tanti aspetti negativi, ma uno positivo: la chiarezza”.

Che dire? A confronto Fede è un dilettante.

Salute e …peggio nun nisse.

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