Che significa: si arrampicano sugli specchi?

Dopo il flop delle ultime elezioni amministrative il Pdl e la Lega cercano di spiegarci ciò che è accaduto:

«C’è una tendenza in negativo. (Maurizio Gasparri)
«E’ stata una sconfitta e non una disfatta». – «A vincere è stato il partito delle astensioni. Bersani deve misurarsi con alcune questioni di fondo». (Fabrizio Cicchitto)
«Il centrodestra a Parma ha votato Grillo». «Abbiamo sbagliato i candidati. C’è la mania di cercarli con la faccia carina senza sapere da quale esperienza amministrativa vengano mentre la gente vuol persone affidabili». – «Noi ci siamo difesi, e rispondo a Italo Bocchino che noi comunque a Trapani, a Trani, a Frosinone e a Melegnano abbiamo vinto da soli». (Ignazio La Russa)
«Il Lazio è forse la regione in cui il Pdl è andato meglio e anche questo dovrebbe essere un segnale per queste persone». (Gianni Alemanno)
«Riteniamo che gli elettori di centrodestra restino ampiamente maggioritari nel Paese».«Come annunciato, dopo i ballottaggi faremo una proposta politica significativa e seria per cambiare in meglio il corso della politica italiana». «Ho sempre considerato queste amministrative come l’ultimo atto, i titoli di coda di film che va a finire in un tempo politico sospeso tra alleanze che c’erano e futuri scenari che ci saranno». (Angelino Alfano)
«Le difficoltà del blocco nordista, fondato sull’intesa e la contiguità elettorale fra la Lega e Berlusconi, messe in evidenza anche da questa tornata elettorale, sono la diretta conseguenza del modello monetario imposto dalla Germania all’Europa». (Sandro Bondi
«Registriamo questa sconfitta ma voglio dire che con queste amministrative si conclude la traversata del deserto da parte nostra dopo queste vicende».«Non solo la Lega sopravvive, ma ha avuto successi anche clamorosi come a Verona». (Roberto Maroni)
«Mi auguro che il presidente Berlusconi scenda in campo personalmente». (Daniela Santanchè)

Da L’Espresso

Salute e …peggio nun nisse.


INDIGNATO – n. 2

A gennaio 2012 sul sito del Ministero dell’Economia è stata indetta una gara per fornitura in acquisto di berline medie con cilindrata non superiore a 1.600 cc e dei servizi connessi ed opzionali per le Pubbliche Amministrazioni: limite di spesa poco meno di 10 milioni di euro.
Secondo L’Espresso, Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori, in un’interrogazione parlamentare ha chiesto spiegazioni sulla spesa al viceministro dell’economia Vittorio Grilli:

“Ma come è compatibile una spesa di 10 milioni di euro per acquistare nuove auto blu quando se ne devono dismettere migliaia?”.

La spiegazione da parte del governo non è però arrivata….

Secondo l’ultimo monitoraggio (febbraio 2012) del Formez sul parco auto della Pubblica Amministrazione, ci sono circa 800 vetture non utilizzate, su un numero complessivo di diecimila auto blu (per ministri e alti dirigenti) e altre cinquantamila auto di servizio che costano complessivamente quasi due miliardi di euro l’anno ai contribuenti.

Salute e …peggio nun nisse.

Antipolitica

Un recente sondaggio di Swg dà il Movimento 5 stelle al 7,2% nazionale nelle intenzioni di voto degli italiani. Avanti a leghisti, centristi, finiani, vendoliani e dipietristi. E così dai partiti si leva l’allarme; ed oggi che la fiducia nei partiti è ai minimi storici, Grillo fa ancora più paura. Nichi Vendola ha affermato: «Grillo è un fenomeno di populismo che non ha le caratteristiche per offrire una prospettiva al nostro Paese». E il segretario del Pd Pier Luigi Bersani: «Abbiamo in giro molti apprendisti stregoni che sollevano un vento cattivo… Se non contrastiamo l’antipolitica, spazza via tutti».

Antipolitica? Non può essere più sopportato questo andazzo e questo malcostume. In Italia la politica è fatta da disonesti nulla-facenti che rubano soldi a chi deve lavorare per vivere.

Da un’inchiesta di L’Espresso da quando non è più premier, Berlusconi diserta la Camera; D’Alema non ha mai presentato nemmeno un atto da inizio legislatura; Tremonti ha il due per cento di presenze; Alfano salta nove sedute su dieci; La Russa va a votare sette volte su cento. Ma prendono tutti lo stipendio (pieno) di parlamentare.

Vogliamo fare un confronto tra le retribuzioni dei parlamentari e gli stipendi degli elettori? Un onorevole italiano guadagna circa 6 volte e mezzo più di un suo elettore. Un rapporto che non ha paragoni in Europa.

Per andare in pensione ai cittadini viene chiesto di lavorare 42 anni, ai parlamentari ne bastano cinque. E incassano già a 60 anni, sei in meno dei comuni mortali.

La crisi imperversa ma le sovvenzioni facili e gli sprechi pubblici continuano a correre. Con regioni, province e comuni che spendono per le iniziative più strampalate e inutili. Denaro pubblico che viene dilapidato per soddisfare i sollazzi delle clientele elettorali e accrescere la fortuna degli eletti. Raduni di spazzacamini. Tornei di tennis. Spedizioni subacquee. Partecipazioni a gare di aeromodellismo. Eventi musicali. E naturalmente, tante belle feste. Tutto per ottenere consensi e voti, a spese del contribuente.

Le reazioni dei parlamentari a chi chiede una classe politica un po’ più sobria è nauseante: Dodicimila euro al mese? Sì, ma «abbiamo tante spese, il mutuo, i figli, le cene per la rielezione». E poi «per fare i parlamentari serve decoro», «mica possono mandarci nudi per strada», «faccio pure la spesa alla Coop».

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WikiLeaks: “Berlusconi danneggia l’Italia”

Pubblicati su L’Espresso e Repubblica 4.000 file rivelati da Wikileaks sulle valutazioni della diplomazia Usa nei confronti del governo italiano. L’ambasciatore Usa a Roma, Ronald Spogli, nominato dal Presidente George W. Bush, nel febbraio del 2009 scrive al nuovo segretario di Stato Hillary Clinton un memoriale intitolato “What can we ask from a strong allied” (Cosa possiamo chiedere ad un forte alleato), classificato come Confidential:  Le “frequenti gaffe” di Silvio Berlusconi, che è “un po’ clown”, e “la povera scelta di parole” hanno “offeso praticamente tutte le categorie di cittadini italiani”, tanto che l’immagine dell’Italia “ha un tono disgraziatamente comico. … La sua chiara volontà di anteporre i propri interessi personali a quelli dello Stato e il suo frequente utilizzo delle istituzioni e delle risorse pubbliche per ottenere benefici elettorali sui suoi avversari hanno danneggiato l’immagine dell’Italia in Europa.

E ancora non era esploso lo scandalo di Noemi Letizia, non si sapeva nulla di Patrizia D’Addario,  non si sapeva dei festini di Arcore, né delle accuse di sfruttamento della prostituzione minorile con la marocchina Ruby, né delle pressioni sulla questura di Milano per procurarsi il silenzio della vittima. Ad inizio 2009 Berlusconi, visto dagli Usa, è già un uomo debole, prigioniero dei suoi conflitti di interesse e dell’evidenza internazionale dei suoi abusi di potere.

Salute e …peggio nun nisse.

Teoria della doppia morale

In un filmato girato tra aprile e luglio del 2009 ma solo recentemente pubblicato su Repubblica e L’Espresso Berlusconi racconta a un gruppo di militari in Abruzzo una barzelletta sessista che si conclude con una bestemmia pronunciata da un uomo spaventato al vedere Rosy Bindi.


Naturalmente il filmato ha suscitato molte polemiche: sul suo sito web di Famiglia cristiana è uscito un editoriale intitolato ‘Un’offesa a tutti i cattolici’: “Per raccontare l’ennesima barzelletta volgare sulle donne, il cavalier Berlusconi si dà alla bestemmia. Il capo del Governo si concede ciò che non è permesso ai calciatori. É un politico intriso di sentimenti cattolici quando si tratta di chiedere voti ma sostanzialmente estraneo al sentire cattolico in ogni altro momento della vita quotidiana”.
L’Avvenire scrive che “su ogni uomo delle Istituzioni, su ogni ministro e a maggior ragione sul capo del governo grava, inesorabile, un più alto dovere di sobrietà e di rispetto. Per ciò che si rappresenta, per i sentimenti dei cittadini e per Colui che non va nominato invano”.

Berlusconi si è difeso dicendo che “averla raccontata, in privato, non è né un’offesa né un peccato. Il cattivo gusto e la responsabilità sono casomai di chi la pubblicizza. Mi spiace solo se qualcuno nella sua sensibilità si sia sentito turbato. Ma non ci credo. È soltanto un pretesto per attacchi strumentali e ipocriti”.

Come ha detto Rosy Bindi “grave è l’appello alla libertà di poter dire in privato ciò che si vuole. Si sta teorizzando la doppia morale… l’Italia tutto si può meritare fuorché un governo dalla doppia morale”.

Il ‘no’ alla bestemmia è un dovere assoluto per chiunque abbia fede, ma anche per chi non ce l’ha, perché non è mai lecito irridere i valori in cui altri credono.

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Più liberi di evadere

I lavoratori dipendenti pagano sempre più tasse, ma tutti gli altri sempre meno. É l’effetto Tremonti, che ha favorito artigiani, professionisti, piccoli imprenditori e il Nord-Est.


Le nuove direttive e priorità indicate dal ministro dell’Economia sono la lotta alla contraffazione, alla concorrenza cinese, all’immigrazione clandestina, al pattugliamento delle coste.

– E l’evasione fiscale? Ma non era questa la missione della Guardia di Finanza ?

Il ritorno dei furbetti fiscali emerge dal calo del gettito dell’Iva, che crolla di quasi 3 miliardi, ma i consumi su cui è calcolata aumentano.

L’aver ridotto la tracciabilità dei pagamenti effettuati ai professionisti, l’abolizione dell’obbligo per gli imprenditori e gli stessi professionisti di tenere l’elenco dei clienti e dei fornitori, la riduzione delle sanzioni per chi viene scoperto a evadere, certamente spingono i contribuenti a pagare meno tasse. C’è inoltre la possibilità che molti contribuenti abbiano scelto di ritardare i pagamenti perché le sanzioni a cui vanno incontro sono ridotte.

I controlli sugli scontrini chiusi con multe ai commercianti sono diminuiti in regioni cruciali del Nord, come Lombardia e Veneto; in compenso, aumentano in Sicilia e in quasi tutte le regioni rosse.

Sarebbero proprio gli italiani che non possono evadere, perché tassati alla fonte, a garantire la tenuta dei conti pubblici.

Da L’Espresso Numero 3 Anno 2009

Salute e …peggio nun nisse.

Nuova politica: meno prevenzione, più diagnosi precoce

Secondo i dati pubblicati dall’Airtum e riportati su L’espresso in edicola questa settimana crescono del 2 per cento l’anno le neoplasie infantili in Italia, con alti picchi in prossimità di aree industriali o inquinate.

Il trend in Italia è doppio rispetto a quello europeo, addirittura cinque volte più alto rispetto ai tassi americani. Non si può spiegare la tendenza con la diagnosi precoce e le nuove tecniche che permettono di cercare le malattie con strumenti più raffinati rispetto al passato, in quanto equivarrebbe sostenere che tedeschi, francesi e svizzeri (dove l’incidenza è più bassa) sarebbero meno bravi di noi a individuare il male.

Agli inizi del XX secolo, i tumori erano relativamente rari: solo 3 persone su 100 morivano di cancro. Ora sono 35 su 100. È vero che essendo il tumore una malattia degenerativa esso è diventato più frequente con il prolungarsi della vita media. Ma perché si ammalano i bambini, i ragazzi? E perché i tumori in età pediatrica sono in aumento?

Per ogni cancro ci sono diversi fattori di rischio possibili, e tutti lavorano insieme ad avvelenare l’organismo. Gli epidemiologi invitano a non trarre conclusioni affrettate, ma quasi nessuno nega che tra i maggiori sospettati ci siano l’inquinamento, i pesticidi e la contaminazione della catena alimentare.

pediatria oncologicaI bambini inoltre sono più vulnerabili degli adulti agli effetti nocivi dei fattori ambientali; il loro metabolismo e i loro bisogni energetici fanno sì che, proporzionalmente al loro peso, essi inalino più aria e assorbano più liquidi e più nutrimento degli adulti.

Secondo Donato Greco (fino a qualche settimana fa direttore del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie del ministero della Salute, sostituito dall’attuale governo da Fabrizio Oleari) “si sta delineando un cambiamento nella visione stessa della prevenzione. L’obiettivo per cui il Centro ha sempre lavorato è stata l’estensione, su tutto il territorio nazionale, di misure di prevenzione primaria. Oggi invece i rappresentanti del ministero preferiscono parlare di ‘predizione clinica’. Il che, tradotto, significa privilegiare la diagnosi precoce da attuarsi mediante ricorso a tecnologie avanzate“.

In pratica, più che prevenire l’insorgenza stessa della malattia, la nuova filosofia sarebbe quella di ampliare al massimo la popolazione che ha accesso alla diagnosi precoce, per intervenire il prima possibile, ma solo quando il paziente è già malato.

Salute e …peggio nun nisse.

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