Presidente Napolitano: dipende da te!

Diciamo al Presidente che questo è il test definitivo per la nostra democrazia: se non faremo in modo che queste nomine avvengano attraverso una procedura pubblica, questo episodio segnerà il crollo definitivo della fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:

Le chiediamo di rifiutarsi di firmare l’autorizzazione delle recenti nomine all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e al Garante per la Privacy. Queste nomine non sono basate né sull’indipendenza né sulla competenza, come invece previsto dalla legge. E’ il momento di proteggere la libertà d’informazione in Italia e liberare le nostre istituzioni pubbliche dal giogo soffocante dei partiti: contiamo su di lei per difendere la nostra Costituzione e la nostra democrazia.

Sul sito di Avaaz è richiesta la nostra firma per una petizione al Presidente della Repubblica per difendere la nostra democrazia.

Sono indignato… e dubito nel nostro Presidente.


Salute e …peggio nun nisse.

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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica

I Giudici della III Sezione della Corte di Cassazione (presidente Saverio Felice Mannino) hanno assolto con  formula piena («il fatto non sussiste») Carlo Ruta, che era stato condannato in primo e in secondo grado per il reato di stampa clandestina, dopo l’accusa da parte del procuratore della Repubblica di Ragusa Agostino Fera, che si era dichiarato anche parte lesa sentendosi danneggiato da certi interventi online di Ruta. 

Con questa sentenza quindi si stabilisce che i blog non sono assoggettabili alla legge sulla stampa del 1948, in particolare non hanno l’obbligo di registrarsi presso il tribunale come testata giornalistica, a meno che non ricevano finanziamenti pubblici.

I non pochi blogger in Italia possono tirare un respiro di sollievo.

Salute e …peggio nun nisse.

Apologia del fascismo

Sul display di un autobus di linea del comune di Roma al posto delle indicazioni sul numero della linea e sulla direzione è comparsa la scritta “onore al duce”. Naturalmente si sono scatenate vivaci polemiche, specie su blog e social network: questo fatto è stato interpretato come un “segnale di una città in cui nostalgici della dittatura fascista e neonazisti, forti delle legittimazioni concesse dal sindaco Alemanno, si sentono autorizzati a fare qualunque cosa”.

In una nota l’Atac spa ha fatto sapere: ”In relazione all’utilizzo improprio del display di un autobus della rimessa di Acilia, Atac spa ha immediatamente attivato le indagini interne per giungere all’identificazione del responsabile del grave atto al fine di far scattare le sanzioni disciplinari previste. Qualora il gesto configurasse reati di carattere penale al di fuori dello stretto ambito aziendale, Atac spa provvederà a informare senz’altro l’autorità giudiziaria”.

L’articolo 4 della legge n. 645 del 1952 (legge Scelba) sancisce il reato commesso da chiunque «faccia propaganda per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista», oppure da chiunque «pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».

Salute e …peggio nun nisse.

Scalfaro, luci e ombre

È morto all’età di 93 anni Oscar Luigi Scalfaro, ex presidente della Repubblica e senatore a vita. Scalfaro fu eletto al Quirinale nel 1992 e fu sostituito da Ciampi nel ’99.
Attraversò tutta la stagione di “Mani pulite”, il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica e il debutto politico di Berlusconi e di Forza Italia.
Il tratto saliente della sua vita politica riguarda il suo rapporto dialettico con Silvio Berlusconi. Quando Berlusconi dovette dimettersi perché sfiduciato dalla Lega Nord, il partito di Forza Italia chiese lo scioglimento delle Camere. Scalfaro invece, verificato che esisteva una soluzione alternativa, diede incarico a Dini di formare un nuovo governo, alimentando un’antipatia non solo politica ma anche personale di Berlusconi nei suoi confronti.

Sulle prime pagine dei giornali oggi campeggiano titoli, editoriali e commenti in suo ricordo.

Per il Papa, Scalfaro è stato un “illustre uomo cattolico di Stato”, che “si adoperò per la promozione del bene comune e dei perenni valori etico-religiosi cristiani propri della tradizione storica e civile dell’Italia”.
Per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, “Scalfaro è stato un protagonista della vita politica democratica. Esempio di coerenza ideale e di integrità morale, ha avuto per supremo riferimento la legge, la Costituzione, le istituzioni”.

Ma non mancano però critiche, che arrivano ovviamente dai giornali vicini al centrodestra.

Giancarlo Perna sul Giornale, quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi, ha scritto che “Scalfaro pur di osteggiare Berlusconi, ha cambiato bandiera: cioè divenne velenoso e sleale; irriconoscibile. Tanto che, di destra e anticomunista al cubo com’era («i comunisti restano comunisti, anche quando sono in pigiama», diceva) si trasformò nel primo alleato del Pd-Pds contro l’intruso di Arcore”.
Francesco Storace
, segretario nazionale de La Destra, ha scritto: «Cordoglio per chi muore, ma non dimenticheremo mai il ribaltone del ’94 e la sua faziosità. Non c’è dubbio: non ricordo un presidente della Repubblica peggiore di lui».
Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, afferma che Scalfaro «in tutte le cariche istituzionali e politiche ricoperte fu un nostro coerente e agguerrito avversario».
Ancora nessuna reazione da parte di Silvio Berlusconi.

Anche dopo la fine del suo settennato Scalfaro non aveva una grande opinione di Berlusconi, tanto chiaro che in più occasioni disse: “Quando minaccia che cambierà la Costituzione perché sa di comunismo, la sua è, in termine tecnico, ignoranza pesante e colpevole” (maggio 2011). Berlusconi al Quirinale? “Non glielo auguro e non lo auguro al popolo italiano: bisogna dare speranza a chi ci ascolta” (intervista tv, settembre 2010).

Salute e …peggio nun nisse.

La legge del taglione

Troy Davis, 42 anni, era stato condannato a morte per l’uccisione nel 1989 di un agente di polizia, Mark MacPhail, che era intervenuto in difesa di un senzatetto finito al centro degli scherzi violenti di un gruppo di teppisti.
All’epoca, Davis aveva 19 anni. Sulla sua colpevolezza ci sono seri dubbi, per le ritrattazioni di testimoni, le accuse di coercizione da parte della polizia e la mancanza di serie e concrete prove: nessuna prova fisica collegava Davis all’omicidio. Ciò nonostante, dopo una lunga serie di rinvii, sospensioni e ritardi, e nonostante una mobilitazione nazionale e internazionale per salvargli la vita o almeno ottenere un rinvio dell’esecuzione, ieri notte è stata eseguita la sua condanna alla pena capitale.

La pena di morte non è il più volontario degli omicidi?
La pena di morte è un atto di violenza autorizzato dalla legge.

Salute e …peggio nun nisse.

L’Italia dei referendum

Oltre 26 milioni 800 mila italiani, pari a circa il 57% si sono recati alle urne, rendendo ininfluente l’affluenza all’estero e toccando il quorum che non veniva raggiunto da 15 anni. I “sì” ai quattro quesiti referendari hanno ottenuto una vittoria schiacciante: in media tutti intorno al 95%. Si tratta di una vittoria trasversale di tutti i cittadini, soprattutto dei giovani e delle future generazioni. Gli italiani vogliono l’acqua come bene pubblico, la legge uguale per tutti e al nucleare preferiscono le energie sicure e rinnovabili. Hanno vinto tutti gli italiani e ha vinto il futuro del Paese.


REFERENDUM N.1 su modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica – Abrogazione.

Elettori 47.117.456. Votanti 26.876.193, percentuale 57,04%

Voti                                                %
————————————————-
SI                    25.411.102          95,8
NO                    1.102.869           4,2
BIANCHE           261.697           1,0
NULLE               100.128           0,4

REFERENDUM N.2 su determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito – Abrogazione parziale di norma.

Elettori 47.117.456. Votanti 26.880.782, percentuale 57,05%

Voti                                                %
————————————————-
SI                 25.609.682           96,3
NO                     979.538             3,7
BIANCHE        202.742             0,8
NULLE               88.568             0,3

REFERENDUM N.3 su abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio di energia elettrica nucleare.

Elettori 47.117.456. Votanti 26.862.995, percentuale 57,01%.

Voti                                             %
————————————————-
SI                25.180.252          94,8
NO                1.394.562            5,2
BIANCHE       196.038           0,7
NULLE              91.852            0,3

REFERENDUM N.4 su abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte costituzionale.
Elettori 47.117.456. Votanti 26.858.978, percentuale 57,00%.

Voti                                                %
————————————————-
SI                  25.220.804          95,2
NO                  1.285.487             4,8
BIANCHE        249.682             0,9
NULLE             102.699             0,4

Salute e …peggio nun nisse.

La schiavitù in Italia

A Brescia dal 30 ottobre scorso quattro immigrati sono arrampicati su una gru, a 35 metri d’altezza, in segno di protesta per ottenere il permesso di soggiorno. Manifestazioni di solidarietà verso gli immigrati si sono svolte più volte, non sempre in modo pacifico.

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, parlando a un convegno sulla sicurezza organizzato dalla Lega Nord in Comune a Milano ha detto: “Lo Stato non ha truffato nessuno. E noi non accettiamo ricatti. … Possono avere tutti i diritti che vogliono, ma fino a quando sarò io ministro non avranno il diritto di voto”.

In Italia la legge impedisce l’ingresso regolare e obbliga ad aggirare le norme

Ci sono tantissime persone che non sono regolari, che non hanno il permesso di soggiorno e che tuttavia lavorano a nero, come operai, saldatori, nei cantieri, ecc.
Siccome oggi è diventato reato essere clandestini, essere irregolari, il loro problema è che devono mettersi in regola.

Siccome abbiamo il cosiddetto decreto flussi, che è l’atto normativo con il quale il Governo stabilisce ogni anno quanti cittadini stranieri non comunitari possono entrare in Italia per motivi di lavoro e che non è stato mai aggiornato, questi extracomunitari non riescono ad inserirsi come lavoratori operai e allora l’unica strada aperta è quella per regolarizzare le badanti. Quindi molti di loro fanno domanda come se fossero badanti, perché in tal modo bloccano il processo che potrebbe portarli all’espulsione e quindi possono continuare a lavorare.
Molti hanno pagato, oltre che
500 € per la pratica, anche 5.000 – 7.000 – 8.000 € ai datori di lavoro, o ai ”caporali”.
Quelli che hanno fatto domanda vedono anche bloccati i loro documenti, per cui non possono tornare nel loro Paese a trovare i loro parenti, anche se ci fosse una situazione grave nella loro famiglia.
Inoltre secondo una circolare del Capo della Polizia Antonio Manganelli non può essere regolarizzato chi ha una condanna per non aver obbedito a un foglio di via.

In questo modo si è venuto a creare lo sfruttamento di persone che non sono regolari, che sono costretti a vivere nella clandestinità loro malgrado.
Secondo le cifre del Ministero degli Interni 50.000 persone sono senza il permesso di soggiorno pur avendo un lavoro.

É interesse che tali persone rimangano clandestine per essere ricattabili e sfruttate ad un lavoro nero sottopagato.
Lavorare alla luce del sole è un sogno o è un diritto? In Italia è un sogno avere il rispetto di un proprio diritto?

Si è già dimenticato che in passato anche gli italiani, intere generazioni di italiani, sono stati emigranti.

Salute e …peggio nun nisse.

Pensierini della sera…

Incapaci?

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha duramente criticato il disegno di legge sulla sospensione dei processi per le alte cariche pubbliche sugli aspetti che riguardano il capo dello Stato.
Il ddl, ora all’esame della commissione del Senato, dice che la decisione se sospendere o meno un processo penale contro il capo dello Stato sia presa dal Parlamento in seduta comune e a maggioranza semplice. Per Napolitano questa norma, introducendo un controllo politico delle Camere, riduce l’indipendenza del Quirinale, in contrasto con la Costituzione.


Silvio Berlusconi in un’intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, ne disconosce la paternità, così come di altre leggi “ad personam”. Ha infatti affermato, non senza scatenare ironia: “Non sono stato io a reclamarle ma i miei alleati a farsene promotori”.

In effetti si sa che Niccolò Ghedini, avvocato e consigliere giuridico di Berlusconi è l’ispiratore delle leggi sulla giustizia del centrodestra (che Angelino Alfano di solito non riesce a far diventare costituzionali)…

Ancore due battute di Berlusconi:

  1. “Nella magistratura abbiamo una corrente che agisce in modo eversivo cercando di procedere contro chi è stato eletto legalmente dal popolo” [è il solito ritornello che ripete da sempre!?!]

  2. “A questo punto, chiederò che quella legge costituzionale venga ritirata”. [OK! Aspettiamo che lo faccia…]

La legge non è uguale per tutti

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi cita il programma Report di Rai 3 per diffamazione, dopo l’ultima puntata sul servizio sulle ville di Antigua di proprietà del premier.

La Gabanelli ha replicato: “Ci difenderemo. La differenza fra me e lui è che se io mi sento diffamata non posso tirare in tribunale lui, mentre lui può tirare in tribunale me”.

Salute e …peggio nun nisse.

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