Giornata di silenzio

Niente quotidiani in edicola, niente telegiornali, niente giornali radio, niente aggiornamento dei siti di informazione su internet. La stampa italiana si è fermata oggi per una giornata di sciopero nazionale contro il progetto di legge del governo Berlusconi che mira a limitare le intercettazioni telefoniche e la loro pubblicazione.


Sciopero dei giornalisti contro la “legge bavaglio”

La protesta è stata promossa dalla FNSI e sostenuta dall’Usigrai contro le limitazioni del diritto di cronaca contenute nel disegno di legge sulle intercettazioni, già approvato dal Senato e ora in discussione alla Camera. Un conto è il diritto alla riservatezza, un altro l’occultamento di notizie, impedendo anche per anni di conoscere i casi giudiziari. Così si sta mettendo un pesante bavaglio, si sta minando la democrazia. L’informazione è un bene pubblico, non è un privilegio dei giornalisti, né una proprietà dei padroni dei giornali e delle televisioni, né una disponibilità dei Governi.

Dello sciopero dei giornalisti si parla anche in numerose testate estere:
– In Spagna la legge bavaglio si chiama Loy Mordaza
– in Francia Loi Baillon
– in Germania Knebel Gesetz.

Salute e …peggio nun nisse.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: