Giorno più, giorno meno

La presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, non ha ancora formalizzato le dimissioni annunciate in pompa magna due giorni fa.

Nel pieno delle sue funzioni ieri la Polverini ha deciso di rinnovare i contratti a nove dirigenti della Regione, compresi due che erano stati bocciati dal Tar. Inoltre la giunta ha impugnato alla Consulta la legge del governo Monti sul riordino delle province e sulla privatizzazione delle società pubbliche. Atti non proprio da ordinaria amministrazione.
Oggi Renata Polverini con un proprio decreto ha ridotto a dieci il numero degli assessori della Giunta regionale, cinque in meno rispetto alla formazione precedente. In mattinata la Polverini ha partecipato alla Conferenza delle Regioni che all’ordine del giorno aveva l’autoriforma delle Regioni, e nel pomeriggio, insieme ai governatori di altre regioni, è andata al Quirinale (e poi con la delegazione a Palazzo Chigi) a presentare al presidente Napolitano l’approvazione del taglio dei costi.

Tutto meno che “dimissionata”.

A chi le chiedeva come mai non avesse ancora formalizzato le dimissioni annunciate, ha detto: “Tanto, un giorno in più o in meno cambia poco”.
Ma il tuttora presidente della Regione Lazio, promuovendo amici e cacciandone altri, ha avviato un regolamento di conti all’interno del Pdl (come per altro aveva annunciato)…

Salute e …peggio nun nisse.

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Cresce la rabbia degli onesti…

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, durante l’apertura del Consiglio episcopale permanente ha detto che ”… l’immoralità e il malaffare … sono un motivo di rafforzata indignazione, che la classe politica continua a sottovalutare. Ed è motivo di disagio e di rabbia per gli onesti. …  Si parla di austerità e di tagli, eppure continuamente si scopre che ovunque si annidano cespiti di spesa assurdi e incontrollati. … L’ostilità sta crescendo fra la gente verso la politica… ”.

La presidente del Lazio Renata Polverini si dimette e accusa: “Comunico ciò che ho detto ieri a Napolitano e poi a Monti le mie dimissioni irrevocabili da presidente della Regione Lazio. La colpa è di un consiglio regionale non più degno. Questi signori li mando a casa io”. Ma le delibere dell’ufficio di presidenza che hanno aumentato a dismisura la disponibilità economica dei consiglieri mostrano che il governatore non poteva che esserne a conoscenza: a firmare era sempre il suo braccio destro Luca Fegatelli.

Il giorno dopo in cui è implosa la giunta Polverini, Silvio Berlusconi cerca di respingere l’etichetta di partito del malaffare, e avverte: muoviamoci, prima che ci spazzino via. “Noi non siamo un partito di ladri, le responsabilità sono dei singoli e riguardano” tutte le forze politiche.  Il Cavaliere nei ragionamenti privati ha sostenuto che i cittadini se la prenderanno con tutti i partiti, ci mangeranno vivi… Berlusconi è pronto perciò a voltare pagina: nuovo nome, nuovo simbolo, nuovo corso.
Tanto per continuare ad ingannare gli italiani!

Intanto in questo momento a Madrid migliaia di cittadini assediano il Parlamento.

Salute e …peggio nun nisse.

Che significa: si arrampicano sugli specchi?

Dopo il flop delle ultime elezioni amministrative il Pdl e la Lega cercano di spiegarci ciò che è accaduto:

«C’è una tendenza in negativo. (Maurizio Gasparri)
«E’ stata una sconfitta e non una disfatta». – «A vincere è stato il partito delle astensioni. Bersani deve misurarsi con alcune questioni di fondo». (Fabrizio Cicchitto)
«Il centrodestra a Parma ha votato Grillo». «Abbiamo sbagliato i candidati. C’è la mania di cercarli con la faccia carina senza sapere da quale esperienza amministrativa vengano mentre la gente vuol persone affidabili». – «Noi ci siamo difesi, e rispondo a Italo Bocchino che noi comunque a Trapani, a Trani, a Frosinone e a Melegnano abbiamo vinto da soli». (Ignazio La Russa)
«Il Lazio è forse la regione in cui il Pdl è andato meglio e anche questo dovrebbe essere un segnale per queste persone». (Gianni Alemanno)
«Riteniamo che gli elettori di centrodestra restino ampiamente maggioritari nel Paese».«Come annunciato, dopo i ballottaggi faremo una proposta politica significativa e seria per cambiare in meglio il corso della politica italiana». «Ho sempre considerato queste amministrative come l’ultimo atto, i titoli di coda di film che va a finire in un tempo politico sospeso tra alleanze che c’erano e futuri scenari che ci saranno». (Angelino Alfano)
«Le difficoltà del blocco nordista, fondato sull’intesa e la contiguità elettorale fra la Lega e Berlusconi, messe in evidenza anche da questa tornata elettorale, sono la diretta conseguenza del modello monetario imposto dalla Germania all’Europa». (Sandro Bondi
«Registriamo questa sconfitta ma voglio dire che con queste amministrative si conclude la traversata del deserto da parte nostra dopo queste vicende».«Non solo la Lega sopravvive, ma ha avuto successi anche clamorosi come a Verona». (Roberto Maroni)
«Mi auguro che il presidente Berlusconi scenda in campo personalmente». (Daniela Santanchè)

Da L’Espresso

Salute e …peggio nun nisse.


Crisi dei Pronto Soccorso

Se i Pronto Soccorso sono al collasso la causa principale va cercata nel progressivo taglio dei posti letto ospedalieri, raramente preceduto da adeguati interventi a sostegno della medicina del territorio, come gli hospice e le Rsa (Residenza assistenziale sanitaria, cioè una struttura residenziale extra ospedaliera), capace di dare accoglienza ai pazienti con ridotti problemi sanitari ma gravi problemi assistenziali. Negli ultimi 10 anni c’è stato un continuo taglio di posti letto, con una media nazionale del 15% e punte di oltre il 20% in Friuli, Basilicata, Liguria, Puglia, Sardegna. In più sui Pronto Soccorso pesano le gravi sofferenze degli organici per una politica di contenimento delle spese attraverso la drastica riduzione del turn over, giunta al blocco completo nelle Regioni soggette a piani di rientro. La denuncia arriva dall’Anaao-Assomed, condivisa dalla Simeu.

Qual è la situazione in cui versano i maggiori nosocomi della Capitale?
Nel 2011 questi gli accessi ai vari Pronto Soccorso, in rapporto ai posti per la degenza rispettivamente disponibili:

Ospedale San Camillo

63mila persone

circa 900 posti letto

Ospedale Sandro Pertini

78mila persone

342 posti letto

Ospedale Sant’Eugenio

59mila persone

339 posti letto

Ospedale San Giovanni

68mila persone

659 posti letto

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per indagare sulle presunte carenze, sovraffollamenti e disservizi nei Pronto Soccorso degli ospedali della capitale, dopo che sono state pubblicate le foto scattate al Pronto Soccorso del San Camillo di Roma, dal Pd del Lazio, che mostrano il degrado e le difficoltà nel Dea dell’ospedale: pazienti curati su materassi in terra e massaggi cardiaci sul pavimento, con stanze sovraffollate di pazienti in barella.

La Giunta Polverini si difende dicendo che è partita con un handicap di debiti e inefficienze lasciato in eredità dal precedente governo regionale.

Il solito gioco allo scaricabarile…

Salute e …peggio nun nisse.

2012: non solo lacrime e sangue, ma anche fatica e sudore

Con l’anno nuovo rincarano le bollette di acqua, gas ed elettricità;  hanno preso il via anche le nuove addizionali regionali sulla benzina verde in cinque regioni (Toscana, Lazio, Liguria, Marche e Umbria); entrano in vigore gli adeguamenti tariffari dei pedaggi autostradali, del canone Rai; debutta l’Imu (la nuova Ici), aumentano l’Iva, l’Irpef e i contributi Inps; ad esse si aggiunge una tassa del 6% su tutte le vincite superiori ai 500 euro.
Il 2012 si apre male anche per gli immigrati, che oltre alla crisi e ai rincari che subiranno insieme a tutti gli italiani, avranno una nuova tassa, ideata dagli allora ministri dell’Interno Roberto Maroni e dell’Economia Giulio Tremonti, che varierà dagli 80 ai 200 euro e dovrà essere versata ogni volta che si chiede o si rinnova il permesso di soggiorno.

«Sacrifici» anche per gli onorevoli: scattano una serie di aumenti alla buvette della Camera. Gli onorevoli deputati vogliono farci credere che il costo vita aumenta anche per loro: così pagheranno 20 centesimi in più per cappuccino e cornetto, che passano rispettivamente da 1 euro ad 1,10 euro e da 80 a 90 centesimi; di più anche il caffè, da oggi a 80 centesimi anziché 70.  Aumenti ridicoli anche al bancone dei fritti: supplì, arancini e crocchette passeranno da 1 euro a 1,30 euro. Prezzi ritoccati anche per la frutta: mele, pere e banane costano ora 1 euro anziché 50 centesimi, mentre ananas, melone, mandarini, arance e uva passano da 1 a 2 euro a porzione.
Succederà alla Camera quello che è accaduto a palazzo Madama, dove i rincari hanno messo in fuga i senatori con il rischio del licenziamento di sei camerieri, due cuochi e un tabaccaio?

Salute e …peggio nun nisse.

Spaghetti alla puttanesca

A proposito degli eventi attuali…
Un piatto in sintonia con la situazione italiana!

Gli spaghetti alla puttanesca sono un piatto tipico di Lazio e Campania.
Sono preparati con un sugo a base di pomodoro, olio d’oliva, aglio, olive e capperi. Nella variante laziale vengono tipicamente aggiunte le acciughe.


Ingredienti per 4 persone:

  • 400 g. di spaghetti
  • 500 gr di polpa di pomodoro
  • 150 g. di olive nere snocciolate
  • 4 filetti di acciughe dissalati
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 1 spicchio d’aglio
  • prezzemolo
  • peperoncino
  • olio extravergine di oliva e sale quanto basta

Preparazione:

Preparate in una capiente padella antiaderente un soffritto con l’aglio schiacciato e il peperoncino fresco, privato dei semi, a pezzettini. Unite la polpa di pomodoro, le olive tagliuzzate, i filetti d’acciughe tritati grossolanamente e i capperi (lavati e dissalati); lasciate cuocere per 15 – 20 minuti, aggiustate di sale e prima di spegnere aggiungete metà del prezzemolo tritato.
Nel frattempo lessate gli spaghetti in abbondante acqua salata e, quando saranno al dente, scolateli e buttateli nella padella contenente il sugo alla puttanesca; fateli saltare qualche secondo e poi servite immediatamente sui piatti di portata cospargendo con il rimanente prezzemolo tritato.
Servite subito in tavola.

Buon appetito!

Salute e …peggio nun nisse.

 

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