La crisi economica impedisce una vita in salute

È stato pubblicato recentemente il rapporto Review of social determinants and the health divide in the WHO European Region, redatto dall’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), che rivela che la crisi economica ha portato a un grave aumento delle disuguaglianze nello stato di salute sia tra i diversi paesi del continente europeo sia all’interno dei singoli paesi.

Dal rapporto emerge con evidenza che la salute è fortemente correlata alle condizioni di vita e di lavoro, condizioni che si riflettono in particolare sullo stato di salute dei più piccoli.
Nei paesi dell’Est i livelli di povertà infantile sono rimasti costanti; ma anche nei paesi occidentali ci sono alti tassi di povertà infantile, che variano dal 10 al 33 per cento.

Secondo Michael Marmot, dell’University College di Londra, l’istituzione che ha curato il coordinamento della ricerca, “la disoccupazione ed in particolare i livelli persistentemente elevati di disoccupazione giovanile sono un dato estremamente preoccupante per la salute pubblica: dato che il livello economico-sociale appare all’incirca inversamente proporzionale alle speranze di vita e ancor più agli anni di vita in buona salute, un’intera generazione di persone costrette alla precarietà economica fa prevedere, a media-lunga scadenza, un pesante peggioramento della situazione sanitaria”.
I governanti che si preoccupano per la salute della popolazione dovrebbero fare attenzione all’impatto delle loro politiche sulla vita delle persone, e soprattutto all’impatto sulle disuguaglianze. La disuguaglianza nella salute uccide. È socialmente ingiusta, inutile ed evitabile, e viola il diritto umano alla salute.

Salute e …peggio nun nisse.

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Festa “a tempo determinato”…

Cgil, Cisl e Uil hanno scelto di tenere a Perugia l’evento principale del primo maggio 2013 (cui saranno presenti anche i tre segretari nazionali, Camusso, Bonanni e Angeletti) per ricordare l’uccisione delle due dipendenti della Regione, il 6 marzo scorso nel palazzo del Broletto, proprio a Perugia.
Secondo i sindacati sono attese oltre 10.000 persone da tutt’Italia; sarà una giornata di festa e di partecipazione, all’insegna del rispetto della legalità, della democrazia e delle sue istituzioni.
Un primo maggio purtroppo con l’emergenza crisi: tre milioni di disoccupati, in un mese 70mila donne senza lavoro, la disoccupazione giovanile è al 38,4%, 248.000 posti di lavoro persi nell’ultimo anno.
1° maggio: chi ha un lavoro, oggi lavora; chi lo festeggia, è disoccupato…

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Anche quest’anno il 1° Maggio 2013 molti dei luoghi della cultura statali rimarranno aperti e l’ingresso sarà gratuito. La festa dei lavoratori potrà così essere dedicata anche alla conoscenza del nostro immenso patrimonio culturale, grazie all’apertura straordinaria di oltre 400 tra musei, monumenti ed aree archeologiche.
L’elenco completo dei luoghi d’arte statali visitabili gratuitamente con i relativi orari di apertura è pubblicato sul sito del Mibac www.beniculturali.it e su quello della Direzione Generale per la Valorizzazione http://www.valorizzazione.beniculturali.it/.

Questi i luoghi d’arte statali visitabili gratuitamente con i relativi orari di apertura In Umbria:

UMBRIA
Tempietto sul Clitunno Campello sul Clitunno PG 8.30 – 19.30
Chiesa Museo San Francesco Corciano PG 10.00 – 13.00 / 15.30 – 19.00
Teatro Romano e Antiquarium Gubbio PG 8.30 – 19.30
Chiesa di Santa Maria Nuova Gubbio PG 10.30 – 13.00 / 15.00 – 18,00
Palazzo Ducale Gubbio PG 8.30 – 19.30
Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria Perugia PG 8.30 – 19.30
Ipogeo dei Volumni Perugia PG 9.00 – 13.00 / 15.30 – 18.30
Galleria Nazionale dell’Umbria Perugia PG 8.30 – 19.30
Castello Bufalini San Giustino PG 8.30 – 19.30
Museo Archeologico Statale di Spoleto Spoleto PG 8.30 – 19.30
Museo del Ducato di Spoleto Spoleto PG 8.30 – 19.30
Rocca Albornoziana Spoleto PG 8.30 – 19.30
Museo Archeologico di Orvieto Orvieto TR 8.30 – 19.30
Necropoli Etrusca di Crocifisso del Tufo Orvieto TR 8.30 – 19.30
Abbazia di San Severo e Martirio Orvieto TR 11.00 – 16.00
Archivio di Stato di Terni Terni TR 8.30 – 20.00
Area Archeologica di Carsulae Terni TR 8.30 – 19.30


Salute e …peggio nun nisse.

Presidente Napolitano: dipende da te!

Diciamo al Presidente che questo è il test definitivo per la nostra democrazia: se non faremo in modo che queste nomine avvengano attraverso una procedura pubblica, questo episodio segnerà il crollo definitivo della fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:

Le chiediamo di rifiutarsi di firmare l’autorizzazione delle recenti nomine all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e al Garante per la Privacy. Queste nomine non sono basate né sull’indipendenza né sulla competenza, come invece previsto dalla legge. E’ il momento di proteggere la libertà d’informazione in Italia e liberare le nostre istituzioni pubbliche dal giogo soffocante dei partiti: contiamo su di lei per difendere la nostra Costituzione e la nostra democrazia.

Sul sito di Avaaz è richiesta la nostra firma per una petizione al Presidente della Repubblica per difendere la nostra democrazia.

Sono indignato… e dubito nel nostro Presidente.


Salute e …peggio nun nisse.

Scalfaro, luci e ombre

È morto all’età di 93 anni Oscar Luigi Scalfaro, ex presidente della Repubblica e senatore a vita. Scalfaro fu eletto al Quirinale nel 1992 e fu sostituito da Ciampi nel ’99.
Attraversò tutta la stagione di “Mani pulite”, il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica e il debutto politico di Berlusconi e di Forza Italia.
Il tratto saliente della sua vita politica riguarda il suo rapporto dialettico con Silvio Berlusconi. Quando Berlusconi dovette dimettersi perché sfiduciato dalla Lega Nord, il partito di Forza Italia chiese lo scioglimento delle Camere. Scalfaro invece, verificato che esisteva una soluzione alternativa, diede incarico a Dini di formare un nuovo governo, alimentando un’antipatia non solo politica ma anche personale di Berlusconi nei suoi confronti.

Sulle prime pagine dei giornali oggi campeggiano titoli, editoriali e commenti in suo ricordo.

Per il Papa, Scalfaro è stato un “illustre uomo cattolico di Stato”, che “si adoperò per la promozione del bene comune e dei perenni valori etico-religiosi cristiani propri della tradizione storica e civile dell’Italia”.
Per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, “Scalfaro è stato un protagonista della vita politica democratica. Esempio di coerenza ideale e di integrità morale, ha avuto per supremo riferimento la legge, la Costituzione, le istituzioni”.

Ma non mancano però critiche, che arrivano ovviamente dai giornali vicini al centrodestra.

Giancarlo Perna sul Giornale, quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi, ha scritto che “Scalfaro pur di osteggiare Berlusconi, ha cambiato bandiera: cioè divenne velenoso e sleale; irriconoscibile. Tanto che, di destra e anticomunista al cubo com’era («i comunisti restano comunisti, anche quando sono in pigiama», diceva) si trasformò nel primo alleato del Pd-Pds contro l’intruso di Arcore”.
Francesco Storace
, segretario nazionale de La Destra, ha scritto: «Cordoglio per chi muore, ma non dimenticheremo mai il ribaltone del ’94 e la sua faziosità. Non c’è dubbio: non ricordo un presidente della Repubblica peggiore di lui».
Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, afferma che Scalfaro «in tutte le cariche istituzionali e politiche ricoperte fu un nostro coerente e agguerrito avversario».
Ancora nessuna reazione da parte di Silvio Berlusconi.

Anche dopo la fine del suo settennato Scalfaro non aveva una grande opinione di Berlusconi, tanto chiaro che in più occasioni disse: “Quando minaccia che cambierà la Costituzione perché sa di comunismo, la sua è, in termine tecnico, ignoranza pesante e colpevole” (maggio 2011). Berlusconi al Quirinale? “Non glielo auguro e non lo auguro al popolo italiano: bisogna dare speranza a chi ci ascolta” (intervista tv, settembre 2010).

Salute e …peggio nun nisse.

Berlusconi non è il nostro padrone


Finora l’attività del premier è stata interamente rivolta verso la “politica ad personam”, dove l’interesse di un singolo o di una casta ha avuto la precedenza su tutto il resto.
Inoltre Berlusconi ha una visione proprietaria delle istituzioni e gregaria dei partiti.

Fini si era permesso di dire che il presidente del Consiglio ha “una logica aziendale” e che troppo spesso confonde “garantismo e impunità”.

Berlusconi ha sempre intorno fedelissimi, persone pronte a tutto pur di accontentarlo; non è capace di accettare il pluralismo delle idee e di rispettare la diversità delle opinioni, di inseguire l’interesse collettivo e di valorizzare la democrazia parlamentare, di tutelare i diritti delle persone e i difendere le istituzioni.
Berlusconi si è dichiarato “non più disposto ad accettare il dissenso, un vero partito nel partito” [o la pensi come lui, o sei contro di lui] e di fatto, ha espulso dal partito Fini e i finiani, mettendo in discussione anche il ruolo di Presidente della Camera.

Fini in una conferenza stampa ha ha detto che ”Berlusconi non ha una concezione liberale della democrazia” e ha dettato la sua strategia: “Voteremo tutti i provvedimenti compresi nel programma di maggioranza. Non voteremo i provvedimenti in contrasto con gli interessi del Paese. Il mio compito è garantire l’imparzialità e non quello di fare gli interessi della maggioranza”.

Futuro incerto?

Quello che è certo è che per Berlusconi non ci sarà più nessuna vittoria scontata, nessun altro voto di fiducia garantito.

Salute e …peggio nun nisse.

Non c’è più rispetto

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, anche nella qualità di Presidente del CSM, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “…Vanno in sostanza rispettate – in tutti i casi, compreso quello oggi all’attenzione dell’opinione pubblica – l’autonomia delle indagini e l’autonomia degli interventi ispettivi disposti dal Ministro della Giustizia nei limiti dei suoi poteri.
E’ altamente auspicabile che in un periodo di particolari tensioni politiche qual è quello della campagna per le elezioni regionali, si evitino drammatizzazioni e contrapposizioni, come sempre fuorvianti, sul piano istituzionale”.


Ieri sera in una intervista al Tg2 Berlusconi si è detto “assolutamente sereno” perché “gli italiani hanno capito benissimo che siamo davanti all’ennesima inchiesta basata sul nulla, all’ennesimo abuso di intercettazioni a tappeto, all’ennesima violazione del diritto alla privacy e di tutte le regole. L’iniziativa del Csm sconfessata da Napolitano è la dimostrazione dell’uso della giustizia per fini politici”.

Berlusconi non ha capito quello che ha detto Napolitano? [No a contrapposizioni fuorvianti tra le istituzioni; rispettare l’autonomia delle indagini e delle ispezioni].

Napolitano non ha sconfessato il Csm!

Berlusconi invece non rispetta le istituzioni.

Berlusconi si comporta come se fossimo tutti degli idioti e pretende che quello che lui dice sia ineccepibile. Vuol far credere quello che lui vuole, affermando anche l’opposto della realtà!
Così sarà finché c’è una maggioranza di gente che non se ne rende conto e non riesce a distinguere ciò che è vero da ciò che è falso.


Salute e …peggio nun nisse.

Possibili situazioni di violenza

… É impressionante la ricostruzione che ha fatto il Corriere della Sera dell’incontro, giovedì notte, tra Berlusconi e vari ministri con Napolitano nel palazzo del Quirinale. L’idea di Berlusconi era che il presidente firmasse un decreto chiaramente incostituzionale di rinvio delle elezioni, ma questi si è categoricamente rifiutato di farlo.
Allora, racconta il quotidiano, il primo ministro si è comportato in maniera “brutale” con il capo dello Stato, ha ricordato che lui è l’unico leader votato dal popolo, gli ha detto che la sua firma è solo una pratica formale e ad ogni modo obbligatoria. Lo ha trattato insomma come un segretario, un semplice notaio, scrive Il Corriere.
Berlusconi ha alzato la voce, ci sono state grida, e anche Napolitano ha alzato il tono per replicare che se gli avessero inviato tale decreto lo avrebbe respinto invocando il conflitto di competenza davanti alla Corte Costituzionale. La collera di Berlusconi è cresciuta, e ha minacciato di portare le masse in strada, lanciando anatemi contro i formalismi e la burocrazia.

Dopo un’ora di discussioni accese, il primo ministro ha lasciato il palazzo e il suo ministro degli Interni, Roberto Maroni, ha cominciato a cercare un compromesso: il decreto interpretativo.
Solo dopo che Napolitano aveva firmato il decreto perché a suo giudizio non presentava indizi di incostituzionalità, Berlusconi l’ha chiamato per chiedergli scusa.
Si sono perse per strada la coabitazione pacifica e forse il futuro del sistema democratico italiano. …

Da Italia Dall’Estero – …come ci vede la stampa estera

Articolo di Politica interna, pubblicato domenica 7 marzo 2010 in Spagna.
Il Popolo Viola allarga la sua protesta pacifica a tutta l’Italia

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Salute e …peggio nun nisse.

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