Dalla Grecia all’Italia: una faccia, una razza…

In Grecia le famiglie hanno difficoltà non solo con il lavoro, ma addirittura a sopravvivere.

Leonidas Nikas, il direttore di una scuola elementare di Atene, ha raccontato che ha visto bambini che a scuola cercano cibo nella spazzatura, altri che chiedono ai compagni gli avanzi della merenda, o bimbi piegati in due per i crampi della fame o che svengono.
Si calcola che nel 2012 circa il 10% degli studenti di scuole elementari e medie abbia sofferto la fame. Inoltre i casi di malnutrizione sono aumentati moltissimo.
Secondo un rapporto dell’Unicef del 2012, oltre il 26% tra le famiglie greche più povere con bambini, ha una dieta economicamente debole. Il fenomeno è evidente soprattutto tra gli immigrati, ma si sta diffondendo anche tra i greci nelle aree urbane.


Salute e …peggio nun nisse.

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2012: non solo lacrime e sangue, ma anche fatica e sudore

Con l’anno nuovo rincarano le bollette di acqua, gas ed elettricità;  hanno preso il via anche le nuove addizionali regionali sulla benzina verde in cinque regioni (Toscana, Lazio, Liguria, Marche e Umbria); entrano in vigore gli adeguamenti tariffari dei pedaggi autostradali, del canone Rai; debutta l’Imu (la nuova Ici), aumentano l’Iva, l’Irpef e i contributi Inps; ad esse si aggiunge una tassa del 6% su tutte le vincite superiori ai 500 euro.
Il 2012 si apre male anche per gli immigrati, che oltre alla crisi e ai rincari che subiranno insieme a tutti gli italiani, avranno una nuova tassa, ideata dagli allora ministri dell’Interno Roberto Maroni e dell’Economia Giulio Tremonti, che varierà dagli 80 ai 200 euro e dovrà essere versata ogni volta che si chiede o si rinnova il permesso di soggiorno.

«Sacrifici» anche per gli onorevoli: scattano una serie di aumenti alla buvette della Camera. Gli onorevoli deputati vogliono farci credere che il costo vita aumenta anche per loro: così pagheranno 20 centesimi in più per cappuccino e cornetto, che passano rispettivamente da 1 euro ad 1,10 euro e da 80 a 90 centesimi; di più anche il caffè, da oggi a 80 centesimi anziché 70.  Aumenti ridicoli anche al bancone dei fritti: supplì, arancini e crocchette passeranno da 1 euro a 1,30 euro. Prezzi ritoccati anche per la frutta: mele, pere e banane costano ora 1 euro anziché 50 centesimi, mentre ananas, melone, mandarini, arance e uva passano da 1 a 2 euro a porzione.
Succederà alla Camera quello che è accaduto a palazzo Madama, dove i rincari hanno messo in fuga i senatori con il rischio del licenziamento di sei camerieri, due cuochi e un tabaccaio?

Salute e …peggio nun nisse.

C’è chi parla molto e fa poco

Il Cardinale Bagnasco, presidente della Cei, arrivato oggi sull’isola di Lampedusa ha incontrato i rappresentanti delle forze dell’ordine e i circa 250 immigrati ospiti del centro di accoglienza. Nell’omelia della messa, celebrata stamane, il cardinale ha detto: “Sono venuto qui per incrociare il vostro sguardo e dirvi grazie per l’esempio di accoglienza cristiana che date, gesti concreti fatti secondo le vostre possibilità. Un esempio per tutti, specialmente per quanti parlano molto e fanno poco”.
… Ma a chi si riferiva?

Salute e …peggio nun nisse.

I giovani sono come le rondini

L’arcivescovo, monsignor Gualtiero Bassetti, visitando gli immigrati tunisini arrivati in Umbria da Lampedusa ha detto loro: ”I giovani sono come le rondini ed io mi auguro che voi in Europa possiate portare un po’ della vostra primavera, che è la vostra giovinezza, che è il desiderio di lavorare, di ricongiungersi con i vostri cari. Noi vogliamo essere questo primo punto d’appoggio per il vostro volo verso la libertà”. E così a cinque giorni dal loro arrivo a Perugia da Lampedusa, la gran parte dei profughi nordafricani arrivati in Umbria sono partiti per la Francia, la Germania, la Svizzera.

Auguri di un buon viaggio per la vostra vita.

La schiavitù in Italia

A Brescia dal 30 ottobre scorso quattro immigrati sono arrampicati su una gru, a 35 metri d’altezza, in segno di protesta per ottenere il permesso di soggiorno. Manifestazioni di solidarietà verso gli immigrati si sono svolte più volte, non sempre in modo pacifico.

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, parlando a un convegno sulla sicurezza organizzato dalla Lega Nord in Comune a Milano ha detto: “Lo Stato non ha truffato nessuno. E noi non accettiamo ricatti. … Possono avere tutti i diritti che vogliono, ma fino a quando sarò io ministro non avranno il diritto di voto”.

In Italia la legge impedisce l’ingresso regolare e obbliga ad aggirare le norme

Ci sono tantissime persone che non sono regolari, che non hanno il permesso di soggiorno e che tuttavia lavorano a nero, come operai, saldatori, nei cantieri, ecc.
Siccome oggi è diventato reato essere clandestini, essere irregolari, il loro problema è che devono mettersi in regola.

Siccome abbiamo il cosiddetto decreto flussi, che è l’atto normativo con il quale il Governo stabilisce ogni anno quanti cittadini stranieri non comunitari possono entrare in Italia per motivi di lavoro e che non è stato mai aggiornato, questi extracomunitari non riescono ad inserirsi come lavoratori operai e allora l’unica strada aperta è quella per regolarizzare le badanti. Quindi molti di loro fanno domanda come se fossero badanti, perché in tal modo bloccano il processo che potrebbe portarli all’espulsione e quindi possono continuare a lavorare.
Molti hanno pagato, oltre che
500 € per la pratica, anche 5.000 – 7.000 – 8.000 € ai datori di lavoro, o ai ”caporali”.
Quelli che hanno fatto domanda vedono anche bloccati i loro documenti, per cui non possono tornare nel loro Paese a trovare i loro parenti, anche se ci fosse una situazione grave nella loro famiglia.
Inoltre secondo una circolare del Capo della Polizia Antonio Manganelli non può essere regolarizzato chi ha una condanna per non aver obbedito a un foglio di via.

In questo modo si è venuto a creare lo sfruttamento di persone che non sono regolari, che sono costretti a vivere nella clandestinità loro malgrado.
Secondo le cifre del Ministero degli Interni 50.000 persone sono senza il permesso di soggiorno pur avendo un lavoro.

É interesse che tali persone rimangano clandestine per essere ricattabili e sfruttate ad un lavoro nero sottopagato.
Lavorare alla luce del sole è un sogno o è un diritto? In Italia è un sogno avere il rispetto di un proprio diritto?

Si è già dimenticato che in passato anche gli italiani, intere generazioni di italiani, sono stati emigranti.

Salute e …peggio nun nisse.

Facili previsioni

Centinaia di migliaia di persone si sono ritrovate ieri a Roma per la manifestazione indetta dai metalmeccanici. Con loro hanno sfilato gli altri lavoratori e i disoccupati, gli studenti, i pensionati, i precari, gli immigrati. Uomini della politica – da Nichi Vendola ad Antonio Di Pietro – associazioni, movimenti e centri sociali.


Nessuna cifra ufficiale; solo Giorgio Cremaschi, della segreteria nazionale della Fiom, azzarda: “Saremo circa 1 milione. É difficile, però, fare delle stime precise perché, mentre erano già in corso gli interventi [in piazza San Giovanni], la coda del corteo principale era ancora a Santa Maria Maggiore, a qualche chilometro da qui”.

Il questore di Roma, Francesco Tagliente, parla di 80.000 manifestanti… 😀

Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, attacca una piazza che è un “retaggio di questi maledetti anni Settanta”. 😀

É “pacifica, democratica e non violenta” replicano Landini ed Epifani.

Infatti i cortei hanno sfilato senza incidenti.

Previsioni azzeccate, quasi fossi tornato dal futuro…
Ma onestamente era troppo facile: è un ritornello che si ripete ogni volta!
😎

Salute e …peggio nun nisse.

L’Italia razzista

Il partito populista e anti-immigrati della Lega Nord dirige oggi 350 comuni e 14 provincie a nord del Po. Si è radicata metodicamente, con una parola d’ordine semplice ed efficace: il Nord prima di tutto e il rifiuto di tutto quello che verrebbe a minacciare la sua identità.


Migliaia di piccole imprese sono stanche di vedere le loro tasse “dilapidate” per aiutare i terroni; i dipendenti invece temono che gli immigrati vengano a prendere il loro lavoro.

I discorsi xenofobi costituiscono l’identità del partito: gli immigrati bisognerebbe “gettarli a mare; i minareti snaturano i bei paesaggi del Veneto”, o gli insulti al cardinale di Milano, a cui è stato dato del’”imam” perché predica l’accoglienza.

Es., Treviso:

– il vicesindaco leghista Giancarlo Gentilini ha ordinato “la pulizia etnica contro i culattoni” ed ha invocato “il linciaggio in piazza”.

– il senatore leghista Piergiorgio Stiffoni ha detto: “cosa facciamo degli immigrati che sono rimasti in strada dopo gli sgomberi? Purtroppo il forno crematorio del cimitero di Santa Bona non è ancora pronto” ed inoltre: “gli aiuti vanno dati prima di tutto ai nostri fratelli, e l’immigrato non è mio fratello, ha la pelle di colore diverso”.

– il consigliere comunale leghista della città capoluogo Pierantonio Fanton ha teorizzato che “gli immigrati sono animali da tenere in un ghetto chiuso con la sbarra e lasciare che si ammazzino tra loro”.

– un altro consigliere leghista, Giorgio Bettio, è sbottato tempo fa urlando che occorreva “usare con gli immigrati lo stesso metodo delle SS: punirne dieci per ogni torto fatto a un nostro cittadino”.

La Lega ha capito prima di tutti che la fine delle ideologie e la crisi dello Stato centrale sarebbero sfociati nella territorializzazione del voto. É riuscita ad elaborare un discorso nel quale la sicurezza del territorio e la difesa delle tradizioni appaiono come un rifugio di fronte all’insicurezza del mondo.

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Il Presidente della Repubblica ha riferito di essere “preoccupato per la vittoria degli xenofobi in Olanda”.
Qualcuno lo avvisi che lo stesso programma del Partito della Libertà (Pvv) di Gert Wilders, dettaglio più dettaglio meno, ce l’ha la Lega, ed è al governo quasi ininterrottamente dal 1994, e proprio nel paese di cui lui è presidente…


Salute e …peggio nun nisse.

Primo marzo 2010 sciopero degli stranieri

L’idea è nata in Francia: una giornata senza immigrati.

24 ore senza di noi”.

Senza colf e badanti, operai e raccoglitori di pomodori, saldatori e addetti alle pulizie, ma anche mediatori culturali, infermieri e medici.

In vari paesi europei è stata proclamata una giornata a sostegno dei cittadini migranti: sarà un momento di mobilitazione contro tutte le forme di lavoro nero e precario, per costruire una civile convivenza.

Anche nel nostro paese il primo marzo è indetta una manifestazione di protesta per far capire all’opinione pubblica italiana quanto sia determinante l’apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società. Gli immigrati lavorano in Italia e per l’Italia, spesso in condizioni durissime e in violazione dei più elementari diritti umani.

Stranieri non tanto dal punto di vista anagrafico, ma perché estranei al clima di razzismo che avvelena l’Italia del presente. Autoctoni e immigrati, uniti nella stessa battaglia di civiltà.

Pertanto lo sciopero non sarà solo degli immigrati, ma di tutti quegli italiani che si sentono “stranieri”, in quanto estranei al clima di razzismo e intolleranza che sta avvelenando l’Italia: il primo marzo aderisco al primo sciopero degli stranieri.

Salute e …peggio nun nisse.

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