“Mezza giustizia” per la mezza persona

Oggi si è chiuso (?) un caso giudiziario lungo 10 anni, che ha visto Silvio Berlusconi imputato di corruzione in atti giudiziari.
L’ex premier era imputato di aver corrotto il testimone David Mills: secondo l’ipotesi accusatoria il legale inglese creatore del sistema offshore utilizzato dalla Fininvest aveva falsificato documenti a favore del gruppo e il Cavaliere avrebbe versato 600mila dollari a Mills per ottenere dichiarazioni reticenti nei processi «All Iberian» e «Arces-Tangenti GdF».
Lo stesso Mills in una lettera al suo fiscalista definì i 600mila dollari come «gift» (regalo).

A febbraio 2009 l’avvocato Mills è stato condannato a 4 anni e mezzo di carcere. Condanna confermata in Appello ma non in Cassazione che ha dichiarato il reato prescritto confermando però, nelle motivazioni della sentenza, la validità dell’impianto accusatorio. Mills è stato corrotto, resta da chiarire chi sia stato il corruttore…

Intanto Berlusconi dà i numeri: «Il processo Mills è soltanto uno dei tanti processi che si sono inventati a mio riguardo. In totale più di cento procedimenti, più di novecento magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 588 visite della polizia giudiziaria e della guardia di finanza, 2600 udienze in quattordici anni, più di 400 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti…»

Ma addirittura Ghedini non è contento: “Berlusconi merita l’assoluzione piena”. Ebbene, lo sa che, se vuole farsi assolvere, Berlusconi può rinunciare alla prescrizione?

Salute e …peggio nun nisse.

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Nemmeno nello Zimbabwe (con tutto il rispetto)

Il Fatto Quotidiano” ha riportato che la procura di Trani starebbe indagando su ripetuti contatti telefonici tra Silvio Berlusconi, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini ed un membro dell’Authority, il commissario dell’Agcom Giancarlo Innocenzi, per far chiudere la trasmissione di RaiDue “Annozero“. In un’altra di queste telefonate il presidente del Consiglio si lamenta della presenza del direttore di Repubblica Ezio Mauro e di Eugenio Scalfari in un’altra trasmissione da lui odiata, “Parla con me”, condotta da Serena Dandini.


Nelle telefonate intercettate dalla Guardia di Finanza di Bari, il premier avrebbe manifestato con insistenza il desiderio di vedere chiusa la trasmissione di Michele Santoro.
Innocenzi avrebbe assecondato Berlusconi cercando un modo per soddisfare le sue richieste, e Minzolini l’avrebbe rassicurato dicendosi pronto a intervenire in suo favore.
Le intercettazioni risalirebbero a circa tre mesi fa. I magistrati pugliesi sarebbero incappati nelle intercettazioni in questione indagando su alcune carte di credito.

Il sottosegretario Paolo Bonaiuti ha detto che si tratta di “palese violazione della legge” e come questi “spezzoni di ipotetiche intercettazioni” non abbiano “alcuna attinenza con i procedimenti dai quali derivano né alcuna rilevanza penale.”

Il direttore del Tg1 Minzolini si difende: “Non ho ricevuto nulla e non mi è arrivato alcun avviso di garanzia. In ogni caso dov’é il reato? Credo di essere la persona più cristallina del mondo, quello che penso lo dico in tv”. APPUNTO!

Altrettanto clamorose le telefonate di Innocenzi al dg della Rai, Mauro Masi, in cui lamenta le continue pressioni del premier: “Nemmeno nello Zimbabwe”, è il commento del direttore generale.

Salute e …peggio nun nisse.

Più liberi di evadere

I lavoratori dipendenti pagano sempre più tasse, ma tutti gli altri sempre meno. É l’effetto Tremonti, che ha favorito artigiani, professionisti, piccoli imprenditori e il Nord-Est.


Le nuove direttive e priorità indicate dal ministro dell’Economia sono la lotta alla contraffazione, alla concorrenza cinese, all’immigrazione clandestina, al pattugliamento delle coste.

– E l’evasione fiscale? Ma non era questa la missione della Guardia di Finanza ?

Il ritorno dei furbetti fiscali emerge dal calo del gettito dell’Iva, che crolla di quasi 3 miliardi, ma i consumi su cui è calcolata aumentano.

L’aver ridotto la tracciabilità dei pagamenti effettuati ai professionisti, l’abolizione dell’obbligo per gli imprenditori e gli stessi professionisti di tenere l’elenco dei clienti e dei fornitori, la riduzione delle sanzioni per chi viene scoperto a evadere, certamente spingono i contribuenti a pagare meno tasse. C’è inoltre la possibilità che molti contribuenti abbiano scelto di ritardare i pagamenti perché le sanzioni a cui vanno incontro sono ridotte.

I controlli sugli scontrini chiusi con multe ai commercianti sono diminuiti in regioni cruciali del Nord, come Lombardia e Veneto; in compenso, aumentano in Sicilia e in quasi tutte le regioni rosse.

Sarebbero proprio gli italiani che non possono evadere, perché tassati alla fonte, a garantire la tenuta dei conti pubblici.

Da L’Espresso Numero 3 Anno 2009

Salute e …peggio nun nisse.

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