Camici bianchi ‘rubacuori’


L’impiego ormai routinario dei telefoni cellulari nel rapporto tra medico e paziente, ma soprattutto la diffusione di Internet e social network, ha moltiplicato il numero dei dottori oggetto di mire sentimentali da parte di assistite che si invaghiscono del medico e provano ad attirarne l’attenzione in modo più o meno esplicito.
Sono presi di mira soprattutto i dottori uomini (3 casi su 4) e in particolare i medici di medicina generale (72 casi su 100), mentre gli altri episodi riguardano specialisti ospedalieri compresi psichiatri e ginecologi.

In Gran Bretagna la Medical Defence Union (Mdu), organizzazione che offre assistenza legale e assicurativa ai medici, ha calcolato che nell’era digitale sono aumentati di un terzo i dottori che si trovano a ricevere ‘avance’ indesiderate dalle proprie pazienti.
Che la fiducia e la stima nei confronti del proprio medico, in qualche caso, possa trascendere in amore o desiderio sessuale non è certo un fatto nuovo. Ma dalla classica lettera d’amore di un tempo si è passati all’Sms sul cellulare, alla e-mail o al messaggio sui social network. Ed essere bombardati da questo tipo di messaggi è anche più invasivo che ricevere lettere vecchio stile. Professionisti che si ritrovano bersagliati da messaggi che a volte sconfinano nello stalking, ai limiti delle molestie.
E a volte le spasimanti deluse si vendicano rovesciando l’accusa di molestie a carico del medico.

Salute e …peggio nun nisse.

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Due pesi e due misure

Nel 2009 un fotografo sardo, Antonello Zappadu, scattò con un teleobiettivo delle foto, pubblicate dal quotidiano spagnolo El Pais, che ritraevano il premier Berlusconi ed ospiti con ragazzine in topless nel giardino di villa Certosa. Berlusconi ed i suoi avvocati gridarono allo scandalo per le foto rubate e per una gravissima violazione della propria privacy. Le foto vennero sequestrate a tutti i principali giornali italiani ed il Garante privacy ne inibì la pubblicazione.

Ora la rivista francese Closer, che fa capo alla Mondadori della famiglia Berlusconi, ha pubblicato le foto del principe della corona britannica e di sua moglie Kate mentre prendeva il sole in topless in una piscina di un castello in Francia. Queste fotografie sono state pubblicate anche in Italia dal settimanale Chi, uno dei rotocalchi di gossip di Berlusconi. La stampa inglese accusa Berlusconi di “betrayal”, di tradimento; in un articolo del Mail è riportato che “nonostante Berlusconi abbia goduto per anni dell’ospitalità della famiglia reale e abbia un rapporto privilegiato con William, con il principe Carlo e con la regina”, l’ex-premier italiano ha mostrato indifferenza per la privacy di William e Kate. Il principe William avrebbe confidato agli amici di voler dare un segnale forte, per “non volere che Kate sia trattata dai paparazzi come la madre Diana”.

Marina Berlusconi, presidente di Mondadori, in una lettera inviata a la Repubblica ha scritto che «la Mondadori si è limitata a fare il suo mestiere … Che cosa avrebbe dovuto fare mio padre? Per rispetto della privacy della duchessa avrebbe dovuto calpestare l’autonomia editoriale della Mondadori? … Certe foto la stragrande maggioranza di giornali di gossip, in ogni parte del globo, avrebbe fatto a gara per pubblicare (e in ogni caso ci avrebbe pensato internet a diffondere in tutto il mondo quelle immagini)».

Salute e …peggio nun nisse.

Ticket per le spese sanitarie di chi ha abusato di alcol o droghe?

Una proposta di legge di un consigliere regionale dell’Umbria prevede un contributo alle spese per il trasporto in ospedale se si chiama l’ambulanza per un malessere legato all’abuso di alcol o di droghe.
Chiedere la partecipazione alle spese sanitarie quando non ci si prende cura della propria salute equivarrebbe ad una vera rivoluzione. Infatti la Costituzione italiana tutela la salute come diritto dell’individuo e interesse della collettività e di conseguenza le cure sono garantite a tutti.
Ma quando l’individuo danneggia volutamente la propria salute bevendo, fumando, mangiando cibi grassi, non facendo alcuna attività sportiva, è giusto che le conseguenze ricadano sulla collettività?
In altri Paesi d’Europa per esempio pensano di no: in Gran Bretagna chi viene sottoposto a bypass aorto-coronarico è tenuto a dichiarare il proprio impegno a smettere di fumare; se non lo fa le cure sono a pagamento. In Francia c’è una tassa sulle bibite gassate, mentre in Danimarca sui grassi saturi.

E così Ignazio Marino si chiede se sia così sbagliato intervenire sulle tasche degli irresponsabili se non si riescono a ottenere risultati con le raccomandazioni…

Salute e …peggio nun nisse.

Comico, fino alla fine…

Una squadra composta esclusivamente da tecnici, senza alcun politico, ha promesso fedeltà alla Repubblica, davanti al Capo dello Stato e ottenuto la fiducia al Senato e alla Camera. Dodici ministri sono con portafoglio (tra questi l’Economia, del quale Monti ha l’interim) e cinque senza portafoglio. Tre donne in dicasteri cruciali (Giustizia, Lavoro e Interno).

«Spero che il mio governo ed io potremo contribuire in modo rispettoso a riconciliare maggiormente i cittadini e le istituzioni, i cittadini e la politica», ha detto Monti.

In una nota ufficiale di Palazzo Chigi è stato riportato che “Silvio Berlusconi, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama“; una telefonata “giunta al termine di una serie di contatti telefonici che il presidente Berlusconi ha avuto con alcuni dei principali leader internazionali: il cancelliere tedesco Merkel, il presidente francese Sarkozy ed i primi ministri della Gran Bretagna Cameron, della turchia Erdogan, di Israele Netanyahu e della russia Putin“. Berlusconi ha poi parlato con il presidente della federazione russa, Dimitri Medvedev, che lo avrebbe “ringraziato come uno dei politici più esperti ed autorevoli del mondo”. In questo giro di saluti, Berlusconi ha chiamato anche un ex potente ormai in pensione, l’ex presidente Usa George W. Bush.

Scusate se rido…

Salute e …peggio nun nisse.

Libia in rivolta

Nel settimo giorno dall’inizio della rivolta contro il governo la Libia è in fiamme: nella capitale Tripoli è stata saccheggiata la sede della TV di Stato, mentre l’ufficio del governo centrale ed altri uffici pubblici sono stati dati alle fiamme.
Bengasi, la città da cui è partita la rivolta, sarebbe nelle mani dei contestatori, secondo quanto riferito da alcuni abitanti.
Si tratta di un durissimo colpo per il regime “che è già stato mollato dall’esercito” dichiara una fonte all’agenzia Ansa.
In un discorso trasmesso dalla tv Saif al-Islam Gheddafi, uno dei figli del leader Muammar Gheddafi, al potere da 42 anni, ha detto che l’esercito imporrà la sicurezza a qualunque costo.
Secondo la Federazione internazionale per i diritti umani, Fidh, i morti sarebbero tra i 300 e i 400. Secondo il quotidiano libico Quryna, il ministro della Giustizia libico, Mustafa Mohamed Abud Al Jeleil, ha dato le dimissioni per “il ricorso eccessivo alla violenza contro i manifestanti antigovernativi”.
Secondo Al Jazira, i Tuareg, che in Libia sono mezzo milione, avrebbero accettato la “chiamata alle armi” della tribù Warfala, che conta oltre un milione di abitanti nel Paese. Inoltre uno dei leader Warfala avrebbe dichiarato che Gheddafi “non è più un fratello” e deve lasciare il paese. Il capo della tribù Al-Zuwayya, del deserto orientale, avrebbe invece minacciato di interrompere le esportazioni di greggio se le autorità non porranno fine alla repressione.

La diplomazia internazionale, intanto, interviene nella crisi che interessa la Libia.

L’amministrazione americana che ha chiesto al regime di Muammar Gheddafi di non usare la forza contro i manifestanti anti-governativi. “Continueremo a sollevare la necessità di evitare il ricorso alla violenza contro i manifestanti pacifici e ad invocare il rispetto dei diritti universali”.

Il governo tedesco ha “condannato duramente” l’uso della violenza da parte delle autorità libiche nei confronti della popolazione. … Il nostro appello ai responsabili è molto chiaro: concedete la libertà di dimostrare a tutti coloro che vogliono farlo in modo pacifico e cercate il dialogo con la popolazione”.

Alcuni Paesi hanno cominciato a rimpatriare i connazionali, e lo stesso stanno facendo una serie di imprese con i loro dipendenti, nel timore che le violenze si estendano.

La Gran Bretagna ha annunciato oggi il rimpatrio dalla Libia delle famiglie dei dipendenti diplomatici, mentre la Francia ha invitato i circa 750 cittadini presenti a rientrare, pur ritenendo che non siano direttamente minacciati.

Il ministero degli Esteri italiano Franco Frattini sconsiglia di recarsi in Libia, ma per il momento non ha disposto il rientro del personale o dei familiari.

Berlusconi non è intervenuto perché ha detto che non voleva disturbare Gheddafi.

Siamo l’unico Paese in Europa che è rimasto a guardare. Non solo, Frattini si schiera apertamente con Gheddafi e a Bruxelles ha affermato che l’Ue «non deve interferire».

Il ministro ha auspicato che si avvii una riconciliazione pacifica, arrivando a una Costituzione, come propone il figlio Gheddafi. «L’Europa non deve esportare la democrazia. … Non sarebbe rispettoso dell’indipendenza del popolo, della sua ownership».

Intanto secondo Al Jazeera jet dell’esercito stanno compiendo dei veri “raid aerei” sui manifestanti…

Salute e …peggio nun nisse.

I rimborsi degli Onorevoli

Michael Martin, primo presidente della Camera bassa (“House of Commons” ), la terza carica più importante del Regno Unito, dopo la regina e il primo ministro, ha dato le dimissioni dal suo incarico per la vicenda dei rimborsi spese, di cui i parlamentari hanno abusato oltre i limiti del consentito, sfociando talvolta nel ridicolo.

Tutto è cominciato con la decisione del Daily Telegraph di pubblicare le informazioni riservate della camera dei Comuni sui rimborsi spese dei deputati; il caso è stato poi seguito con costanza da tutti i media britannici.

Hanno fatto scalpore la richiesta di rimborsi quanto meno imbarazzanti, come un sofisticato “cinema da casa” per 2600 sterline e una poltrona per massaggi da 730; ma ci sono stati deputati che si sono fatti rimborsare il mutuo anche quando era già estinto, altri che si sono fatti riparare la piscina o il campo da tennis, altri ancora che hanno messo in conto non solo pranzi e cene al ristorante ma pure bottiglie di vino comprate al supermercato, tavolette di cioccolato, confezioni di Tampax.

Di quegli imbrogli Michael Martin non si è personalmente macchiato, ma ne è giudicato lo stesso responsabile, per non avere fatto pulizia in parlamento e avere di fatto permesso un clima di illegalità e immoralità. Le sue dimissioni costituiscono uno shock per la Gran Bretagna: sono passati più di 300 anni dall’ultima volta che si dimise uno Speaker dei Comuni.

Cosa succede invece in Italia? Quali e quanti sono gli “extra” dei nostri parlamentari?

Eccone alcuni:

– 81 mila euro l’anno per il parrucchiere delle onorevoli senatrici (ma giusto pochi giorni fa il presidente Renato Schifani ha invitato a cancellare quella voce in bilancio).

– 134.290 euro come rimborso spese funerarie per i senatori e gli “ex” senatori deceduti nel 2008.

– Per ogni deputato 4.003 euro mensili come “rimborso spese di soggiorno“e 4.190 euro al mese a titolo di “rimborso spese“. Naturalmente gli 8.190 euro mensili ai deputati e 8.678 mila euro ai senatori sono solo, appunto, rimborsi. Nulla a che fare con le indennità da 5.500 euro, lo stipendio in senso stretto.

– Oltre 4 mila euro al mese (4.678 al Senato) erogati a ciascun onorevole per i cosiddetti portaborse.

– I 1.058 “ex” senatori ancora in vita costano 1 milione 726 mila euro per viaggi in treni, aereo o per passaggi autostradali, al netto, ovvio, del vitalizio.

– Montecitorio e Palazzo Madama, in questo 2009, distribuiranno ai nostri 630 deputati e 322 senatori rimborsi spese destinati sulla carta a viaggi, diaria e segreterie per qualcosa come 96 milioni di euro (72 milioni di euro alla Camera e 24 milioni al Senato ) e senza chiedere alcun documento che attesti se davvero saranno utilizzati per gli scopi istituzionali.

Da noi, non esiste la nota spesa, la Camera e il Senato affidano una somma sulla fiducia. Sarà poi l’onorevole a gestirla a suo piacimento.

– Inoltre assistenza sanitaria garantita ai senatori e ai deputati e ai loro familiari; basta pagare 25 euro al mese per ciascun figlio o consorte, ma anche per il convivente, e ogni cura è assicurata gratis. La coppia di fatto che le Camere non hanno mai voluto riconoscere, in Parlamento esiste.

Da La Repubblica

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Salute e …peggio nun nisse.

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